Giorno da incorniciare.

Non credo sia una rarità in questo mondo, la disponibilità verso il prossimo, ma per quel che mi riguarda, quando io decido di fare un gesto o di aiutare qualcuno o di andare incontro alle esigenze di qualcuno che conosco ( e anche non), io lo faccio sempre in maniera molto disinteressata. Non mi aspetto nulla in cambio, non voglio nulla in cambio e quando mi sento di dire “sì…va bene” io lo faccio senza ripensamenti.

Restare un’ennesima volta a Milano quest’estate, ha significato per me anche occuparmi del terrazzo dei miei vicini. Catherine, Leo, la piccola Clara e l’ometto Olmo. L’ho fatto perché amo le piante, l’ho fatto perché li conosco da una vita, l’ho fatto soprattutto per fare del bene a me, per impegnarmi il tempo, perché restare in città, soprattutto quest’anno con il coronavirus, senza più il mio papà, significava aumentare dolore al dolore già esistente, e tenere mente e cuore il più possibile occupati, era un ottimo analgesico oltre al piacere di curare il verde.🤗

I miei vicini sono tornati venerdì scorso, ho dato indietro le chiavi e la cosa è finita lì. Ma qualcosa ha iniziato a tramare alle mie spalle . Ma li avessi incontrati una volta, li avessi sentiti una volta… assurdo ! Boh, comunque la cosa è finita lì davvero per me. Non ci si incrocia? Amen, del resto succede spesso. Una trama benevola, invece si era messa a tessere qualcosa …ma pur sempre di trama si trattava però.., punto ! Forse ho fatto casino …

( avere un po’ più di fiducia in te Cate no vero? Siamo sempre alle solite, non cambi mai. Devi avere più fiducia in te stessa!!!)

Stamattina Stefano, il mio amico, doveva partire molto presto e come è solito fare mi ha lasciato il suo peloso in asilo. Appena arrivato il peloso, siccome era ancora presto mi sono rimessa a letto per rialzarmi intorno alle 8 passate. È mia abitudine andare subito da mamma per vedere se tutto è ok e poi tornare da me per metter su la Moka. Questa mattina però la mia porta era più pesante dal primo accesso… Ecco , ho trovato appeso al pomello questo… e sulle scale un profumo di burro caldo e di pane appena cotto. Il tutto accompagnato da un bellissimo biglietto che faccio vedere rigorosamente di fattura tedesca, perché Catherine è di Colonia.

Tutto mi sarei aspettata meno che questo… anzi mi correggo, io non mi aspettavo proprio niente e invece ho trovato quella dolcezza di pan brioche (rigorosamente avvolto in un panno di lino bianco ancora fumante) che Catherine sa che adoro e che non sono capace di fare.

Il biglietto scritto a mano era molto chiaro a parte il ringraziare c’era anche scritto una cosa molto particolare… ( 1parte). Ora, agitarsi è il minimo per me perché ho iniziato prima a sudare poi a pensare a cos’altro si sarebbe sentita in dovere di fare per ringraziarmi ancora. Ho solo fatto un gesto che mi sentivo di fare, perché disturbarsi tanto …

Pomeriggio:

Il citofono suona …

Oggi non aspetto nessuno. Stefano arriverà tardi, e mi ha avvisata. C’è un pacco per me, una consegna per me. ???? No dai … non aspetto pacchi da Amazon oggi !

Sale su il fattorino. ( mascherina e guanti indossati. Bravo! )

La seconda (e per fortuna) ultima parte è arrivata.

🤭🤭🤭🤭

Il profumo di burro ancora persiste nella mia casa e in aggiunta alle bacche del peperoncino, fra gli aghi del rosmarino e le foglie vellutate della salvia…ho intorno a me zaffate mediterranee come se stessi in campagna davanti ad un forno a legna con i biscotti che cuociono dentro . Se chiudo gli occhi vedo tutto questo e la menta piperita non si confonde affatto, anzi accentua il mio visualizzare intorno a me la bellezza e la grazia e tutti i pensieri buoni.

Non sono abituata a queste gentilezze, e non sono abituata a ricevere gesti d’affetto e riconoscenza, e non sono più abituata a nulla . Ora vi posso garantire che provo imbarazzo, ma per la gioia che sento dentro.

Eh no… non me lo aspettavo proprio un giorno così, e forse dovrei essere io a ringraziare…🙏

Mi sa che oggi ri-salto!

Oggi sono io che sto proprio uno schifo, visto che ho saltato la cena per inerzia, e alla fine ho fatto male. Vorace stamattina la @rocker. Sveglia prestissimo perché arrivava Chachao. perché il suo padrone è fuori città per lavoro . E pago pegno. Ho mangiato sette otto biscotti invece dei soliti due, (chiamarsi fame), pucciati nella mia inseparabile tazzaccia a pois, con tutta una moka di caffè macchiato con 3? Forse 4 và di gocce proprio di latte che erano le 7 per poi ricucciarmi una mezzoretta. Mi sentivo una zombie cavolo! Ci credo ! Ho fatto le 3 passate a cazzeggiare su Instagram… . Adesso ho un’acidità di stomaco da paura! E uffa… muffa e contro truffa ! 😫

Per come va…

Rimugino sul “uscire o non uscire?” e sbuffo! La temperatura si è abbassata di parecchio dopo il nubifragio di stanotte e mia madre si è sbizzarrita con la pizza fatta in casa. Finalmente ha potuto accendere il suo forno a gas dopo più di un mese e mezzo di astinenza da pizza fatta in casa per via della calura e per via della sua salute. . Come dirle un’ennesima volta

… “mamma guarda che non è il caso per via del tuo diabete che sta usando l’altalena da qualche giorno, per il fatto del sale che devi limitare visto che la valvola del cuore ha spesso il singhiozzo e di tutto il resto che ci ha girato intorno da un po’ di tempo dissenteria compresa?

Stavolta son stata zitta!

A volte mamma è come una bambina musona. Se le neghi di fare qualcosa che vuole fare, lei di malavoglia accetta, ma poi si ammutolisce, si mette in un angolo seduta, e inizia a pensare pure alla morte come ad una fuga da me figlia ingrata e tiranna! Per farmi sentire a disagio e una schifezza mia madre ha il Nobel sappiatelo. Adesso mi sento da un lato, satolla come un uovo sodo, per la pizza, dall’altro malmostosa e depressa. Neanche mi da sollievo il fresco che ho in casa che è da maglioncino di cotone a maniche lunghe. Ohhhh ma qualcosa che giri per il verso giusto no???

Qualcuno qui si ricorda l’ “Incontentabile” che girava nel Carosello negli anni 70? Ecco, oggi mi gira male !

Tuona pure mó!😫

Momenti che si rinnovano

Il mare dietro le spalle, il movimento pacato delle onde a riva.

Davanti un corridoio di luce, un cammino con passi certi, la direzione è quella giusta, solo con la mente.

Questa sarà un’estate che io vedrò solo in cartolina. Grazie , a chi si trova sulla riva oggi e silenzioso osserva.

Emozioni appallottolate e tenute a bada, per lo statico che penetra nella notte.

Anche qui, in questo posto, ci trovo l’essenza pura di mio padre.

Adriatico, attimi belli di vita vissuta, ricordi segnati da quei fermo immagine che mai scoloriranno per me.

Papà era innamorato di questo luogo, lo amava in inverno quando ci andavamo tutti.

Ci saranno nuove occasioni nella vita, nuove vite da accompagnare, nuovi momenti da fermare .

Saper cogliere attimi, senza andare mai a cercarli.

Il mare dietro le spalle, l’eco delle risate del passato, come il movimento pacato, delle onde a riva.

Un nodo stretto alla gola.

Mi sento come un proiettile sparato ad altissima velocità, con una traiettoria ben segnata e ben predisposto a colpire qualcosa, che sta in fondo ad un organo invisibile per molti ma non per me. Si, un proiettile dalla punta argentata che deve arrivare dritto al mio cuore e spaccarlo. Perché? Ma per tutto quello che mi sta capitando da tempo intorno. Questa è una ennesima giornata da prendere con le pinze, non sta andando niente per il verso giusto, anzi va anche peggio di come pensavo. Chi mi conosce sa quale è la ragione di questo stato di malessere disarmante. Uno stato legato alla mia irreversibile impotenza, davanti ad attacchi incomprensibili sempre più legati alle compulsioni ossessive di mio figlio. Accendo la musica tiro le tende, vorrei urlare, buttarmi giù dal piano in cui abito. Già mi vedo bella fracassata e senza vita da basso. Già vedo la piccola folla che mi circonda pure non curante delle norme di distanziamento sociale. E sento anche i brusii … “ poverina, alla fine non ha retto LEI”. Troppo facile vero? Un bel lancio e tutto finisce, finisce la sofferenza, il dolore, la follia di andare avanti per questa strada che porta solo tutti a stare peggio nella mia casa. E invece cosa faccio? Apro davvero tutte le finestre, impreco iddio, maledico il giorno in cui tutto è iniziato… tento in tutti modi di inghiottire il boccone amaro e di non piangere, e accendo la musica. Unica ancora di salvezza pensate voi? No, è solo la mia stancante follia che cerca un riparo perché se no impazzisco davvero. E mi domando : “ma io che alternative ho? Fuggire da una realtà che mi sta stretta?”

Impossibile da farsi, ho una coscienza, io non scappo davanti all’impossibile. Sono una madre, le madri non scappano, si rimboccano le maniche e tirano su lo schifo come se nulla fosse.

E per quanto faccia ogni giorno, è come se non riuscissi mai a farlo bene, e mi sento sempre più impotente. Incapace . Inutile.

Una macchia d’olio da eliminare …

Come mi sento adesso? Mi sento come un cane che si morde la coda, che continua a girare su se stesso senza freno, e che non giunge da nessuna parte. Forse ho bisogno di una benedizione, forse ho bisogno di un esorcismo, o forse ho bisogno… e non so come chiedere.