Un momento un po’ così…

È come quando devi uscire per forza da una orribile sbronza ma non vuoi farlo .

Non vuoi perché lo sai, quel malessere così, passa più velocemente, e tenertelo stretto ancora un po’ è quello che vuoi veramente.

Molto stretto, perché alla fine finché dura, senti che stai vivendo qualcosa che non ha un senso, ma che accelera il fluire del sangue, che fa sudare, e che tutto sommato, ti fa sentire molto più viva, di quando sei lucida, sobria…

L’angolo della nostalgia…

Un sound che mi affascina sempre… e che non lascia mai una distanza di sicurezza fra me e il mio pensiero folle.

Era un giorno dei primi di febbraio del 2013, me lo ricordo ancora l’anno . Quel brano mi ha rubato fiumi di lacrime, nell’ascoltare quel sound così accorato e allo stesso tempo sognante, mistico e simbolico. Mi ha portato via innumerevoli sospiri del mio profondo. Le Immagini meravigliose della mia vita di alcuni momenti felici mi scorrevano come un film davanti, ma al tempo stesso mi si rivelavano oscure, contorte, dolorose. Lo specchio di quel che vivevo da qualche anno a quella parte erano tangibili in un sound della canzone scritta da Martin Gore. Assurdo.

È in quella mia esperienza, mi sono sempre di più innamorata della Musica. Si, quella con la emme maiuscola. La personificazione di un sentimento forte e struggente al tempo stesso. Era un prendermi e lasciarmi sempre. Un fuggire e un ritornare in ginocchio. Un’ossessione… una bellissima ossessione scomposta e ricomposta nel mio intimo, miliardi di volte .

Heaven… il primo singolo estratto dall’album Delta Machine del gruppo Depeche Mode. Uscito il 26 gennaio del 2013.

“A volte scivolo via
In silenzio
Mi perdo lentamente
Mi consolo nella mia pelle
Incessantemente
Arrenditi alla mia volontà
Per l’eternità

Mi dissolvo nella fiducia
Canterò con gioia
Finirò in polvere
Sono in paradiso

Resto sotto raggi dorati
Radiosamente
Accendo un fuoco d’amore
Ancora e ancora
Riflette in luce infinita
Implacabilmente
Ho abbracciato la fiamma
Per l’eternità

Urlerò la parola
Salterò nel vuoto
Guiderò il cuore
Su in paradiso”

Una “colonna” sonora portante…

Città deserte,

in un silenzio controllato,

una morsa nello stomaco

nel canto di Solitudine e fame,

futuro ancora incalcolabile,

qui non si sommano i fattori

il Presente vive, soffocando il fiato

bardato com’è nelle maschere multiformi,

gabbie di umani fra le sbarre trasparenti,

miriadi le chiavi in vetro fragile, intorno

attenti, si cerca la serratura da provare

ma il click liberatorio, resta a lungo sordo

Città deserte,

fra un eco di passi lenti

in bolla, un frammentato ricordo

di ciò che eravamo ieri,

sbagliare i tempi e le modalità

la conseguenza di una indifferenza,

fatta d’acciaio temprato

si andava avanti con le toppe piombate sugli occhi.

L’oggi è ancora tutto da tentare

Il domani, un ologramma stratificato di una vita

vita, da riassettare diversamente.

Attenzione!

Avete capito che è una “cover” della bellissima canzone dei Simple Minds, dell’album omonimo del 1985…

Io metto poche cover… quelle che catturano la mia attenzione.

“Isabel at sunset” per il buona sera…

Nel 2008 FEDERICO GENTA scriveva di loro così:

Ma chi sono questi Isabel at sunset?
«Questi cinque terrestri biologicamente sani plasmano il gruppo ufficialmente nell’anno solare 2006 in località Parma andando contro la logica di molti luminari del mondo discografico e dell’associazione galattica medici dentisti». …

Il suono non nasconde la sua anima pop – come potrebbe – e quelle atmosfere inconfondibilmente brithish che in fondo in fondo non guastano mai. Il risultato sa di live, quel non so cosa di sporco che fa sentire un disco più vicino, più umano e vero. Belle melodie e arrangiamenti senza strafare, leggeri e riusciti.

È nel 2018 Riccardo Cavrioli scriveva di loro così :

Così, dal nulla, senza preavviso.
Gli Isabel At Sunset, gruppo indie-pop di Parma, (gemelli degli Winter Dies In June), risaltano fuori e ci fanno una magnifica sorpresa. In primis un nuovo, magnifico, singolo, chiamato “When we were airtight” che sprizza pop e melodia da ogni poro…

Che dire… che devo studiarmeli bene…

Li ho incontrati per caso una notte in cui prender sonno mi era molto difficile