terra di mezzo

chiffrée

Ci siamo quasi all’estate. Giugno è alle porte ma… nell’estate noi di città ci siamo dentro fino al collo. Mi circonda il silenzio, la voglia di fare poco e niente… Il silenzio, in realtà mi sono presa una bella laringite, tracheite, non lo so, me la sono auto diagnosticata perché tossiscono e faccio fatica a tirar fuori la voce e quindi sto zitta… È un silenzio che non mi dispiace, il non sentire la mia voce tutto sommato mi fa stare bene… Mi fa trovare tutte le scuse migliori per girar sui tacchi e andare via … Credetemi, conviene stare zitti. Mi capita di pensare al fatto che anche questa sarà un’ennesima estate calda che passerò qui chiusa fra queste quattro mura. Non c’è verso di far cambiare le cose, non posso fare davvero nulla, posso solo farmele attraversare dentro, non facendomi troppo ferire e attendere tempi più propiziatori. Buona serata…

27/05/22 foto mia

Ieri ho letto che è morto Andrew Fletcher, tastierista e membro fondatore dei Depeche Mode. Sono scioccata e piena di immensa tristezza… non me lo aspettavo proprio, sono stanca di ascoltare, di leggere notizie simili ormai da troppo tempo… Fanculo, appena sessantenne, questa cosa mi mette i brividi addosso, fanculo…è tanto per non farci mancare niente oggi è andato a vita migliore a 72 anni Alan White, batterista della band progressive rock degli Yes emmáchedupalleeeee!!!!


“Nel mio piccolo mondo
Doloroso per me
Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui avevo bisogno
È qui tra le mie braccia
Le parole sono molto inutili
Possono solo fare del male”.
(Depeche Mode – Enjoy The Silence)

terra di mezzo

“Se questi muri potessero parlare”

New Orleans è una città che ti abbraccia, ti intrattiene e ti vizia. Si potrebbe dire che è una città che ti tiene “tra le sue tette un po’ mamma un po’ porca com’è”, e nel bene come nel male, ti lascia i segni addosso comunque. La cultura, la musica, i colori, sono così diversi dal resto degli Stati Uniti che viverci e respirarne l’aria per forza di cose ha effetti duraturi. Luke Winslow-King, chitarrista, polistrumentista, cantante, compositore e paroliere americano, originario del Michigan, vi ha passato molti anni, vi ha incontrato musicisti e personaggi che ha perso per strada o che l’hanno accompagnato da quel punto in poi della sua carriera (come ad esempio l’italiano Roberto Luti). I dischi che ha registrato in quel periodo sono carichi di influenze del passato: folk, blues, dixie, jazz.

Questo per dirvi che stasera vi lascio nelle mani di altrettanto rock-blues, folk e anche funk, con un brano solo, ma molto caratteristico dello stile del chitarrista americano. Si tratta di Slow Sunday June. Vi delizierete le orecchie anche grazie alla slide di Luti che fa bella mostra di sé sin dalle prime battute. Altre canzoni si faranno strada tra ricordi e tra nuove esperienze dell’artista, se vorrete, cercando e ascoltando il resto dell’albumIf These Walls Could Talk” che trovate sul tubo!

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Le tre “c” che fan raccconto.

Diciamo che vi presento la parte un po’ più decente di me di oggi, che sta rilassandosi dopo un sabato Caldo, Caotico e Confusionario

È qualche giorno che non mi escono molte parole, nemmeno per commentare i vostri post. Sarà il caldo improvviso che mi ha investita di botto senza preavviso . La contraddizione assurda sta nel fatto che adoro il caldo, il sole che brucia, ma non sopporto il sudore appiccicaticcio addosso e la calura che mi porta via il fiato. Non si può avere tutto dalla vita ma almeno le zanzare ancora non ci stanno, ed è già qualcosa in più. Oggi ho finito di sistemare il terrazzo della cucina… e nella mia semplicità di arredatrice alla buona, l’angolo che più mi piace è quello tra l’oleandro rosso regalatomi da papà e la giara d’olio che un tempo apparteneva alla mia nonna paterna. Nel mezzo fra i fiori di campanula grandiflora… le facce goliardiche dei bevitori di birra che mi hanno portato da Dublino e le caraffe di rame dove un tempo si beveva la birra scura… la cassetta è da dipingere ma… ancora non so decidermi sul colore! Ieri sera… da una caraffa ci entrava e usciva un geco paffuto! Questo angolo è un pezzo di racconto della mia vita, dei miei cari trapassati, un pezzo di me .

Colonna sonora… le campanelle dei gufi psichedelici allontana piccioni che tutto fanno meno che allontanar i volatili …Eeehhh sono troppo urbanbirds nuovo millennio per fregarli con sti palliativi i signori pennuti! Soldi buttati ma quando batte il sole qui tutto diventa discoteca all’aperto fra sbelluccichi e abbàgli! 🤣

A guardarli meglio adesso… son proprio una fetecchia 🤦🏻‍♀️ Meglio che vi lasci… due parole dovevo scrivere e ho fatto un monologo lungo e sconclusionato … del resto non sarei io vi pare?

Che ascolto nel frattempo? Tutto l’album dei I Fratelli Felice – “Pesce d’argento” … ovvero The Felice Brothers – “Silverfish”😀 Se avete problemi con gli insetti (n’altra volta!) il video ne detiene il primato… se vi fan senso non guardatelo ma ASCOLTATE il brano perché vi cattureranno le sonorità country-rock e i contenuti lirici profondi.N’zzomma Americana Doc‼️ ciao 👋