Andarsene e…

“Penso oramai

di aver visto più di quello che speravo

ogni percorso ha i suoi incidenti

é tutto irreale quello che mi arriva addosso

se dovessi pensare a ieri

mi domanderei oggi ” ma chi ho incontrato?

chi era? e chi è davvero?”

ma non mi domanderò nulla

ora sono in uno stato confusionale,

non ci capisco niente

ed tutto così alterato

come se fosse una stonatura

mai messa sotto scacco

ma la verità è sempre stata sotto i miei occhi

Ora, Una Canzone…

ma prima voglio adottare un pensiero di una donna che incontrai per caso anni fa, e che mi colpì…

…”era quello il tipo di uomo che amava io, il mio uomo ideale, intelligente, ironico, paziente e ribelle come me”

Tratto dall’album Script Of The Bridge” del 1983

The Chameleons

“Second Skin

Quando la voce si spezza…

“Probabilmente è tutto più semplice di quello che si pensa.

C’è chi passa velocemente sopra le cose,

e c’è chi ci si perde dentro, per sempre.

C’è chi non riesce a staccare.

Ed a un certo punto rimane solo una via di fuga.

Tutto è perduto...”

Mi incammino dentro l’uggiosità della giornata che sta aprendo la porta al buio della prima sera. 4 zampe e due gambe fanno 12 passi alla volta… o forse solo 6. Dipende dai punti di vista o dalla visuale ma alla fine, il tempo è “percezione”. In fin dei conti, sono passati appena 40’anni…

“DANCING BAREFOOT” – DANZANDO A PIEDI NUDI

Lasciarmi senza più fiato osservandoti dall’infinito

prendendo da te tutto quel che di poco resta

Sconvolgere il girone della perdizione eterna

con quel senso di sbandamento impetuoso

e poi svoltare lo sguardo stanco

Dove mettermi, dove non vuoi arrivare mai?

E col cuore solo, non esserci più .

🙂

fonte di quanto postato qui sotto:

https://comeunkillersottoilsole.blogspot.com

…Dancing Barefoot e, a dispetto dalla  caratura non eccelsa del disco in cui è contenuta, è una delle vette poetiche più alte raggiunte dalla rocker di Chicago. La canzone parla d’amore, ma nella sua accezione più assoluta. Amore fra uomo e donna, ma anche amore per il prossimo, per il genere umano, per il Creato ( “Oh God I Fell For You” è la chiosa del testo ). Dancing Barefoot canta l’estasi mistica, quella che induce ballare a piedi nudi, nella consapevolezza gioiosa che l’amore è donarsi completamente, con gratuità, ai propri affetti, siano questi privati o universalizzati ( Dio e la Natura ). Non è un caso che nelle note di copertina del disco compaia la foto di Papa Luciani e la frase “ La musica è riconciliazione con Dio “. 
Eppure, nonostante il messaggio carico di implicazioni anche mistiche, Patti Smith, che è un artista a tutto tondo, scrisse questa canzone ispirandosi a una storia tragica, quella dell’amore fra il pittore italiano Amedeo Modigliani e la pittrice francese, Jeanne Hébuterne. I due si conobbero nel 1917, quando lui era già un pittore affermato  e lei, invece, una pittrice in erba poco più che maggiorenne. Il loro, fin da subito, fu un amore travolgente, senza riserve, così totalizzante che da quel momento Jeanne diventò pressochè l’unica musa artistica del genio livornese. Il quale, come spesso accade ai geni, conduceva una vita sregolata e sempre al limite, incapace di gestire, senza farsi travolgere, un trasporto artistico incompatibile con i ritmi cadenzati della quotidianità. Fu una meningite tubercolotica a condannare Modigliani che, già minato nella salute dai continui eccessi alcolici, morì all’alba del 24 gennaio 1920, all’età di soli trentacinque anni. La Hébuterne, che era al nono mese di gravidanza, restò a fianco del marito fino all’ultimo. Il giorno dopo, in preda a una disperazione inconsolabile, aprì la finestra dell’appartamento dei genitori, dove era stata ospitata, e si gettò nel vuoto. Morì sul colpo insieme alla creatura che portava in grembo. Ora Amedeo e Jeanne riposano, uno a fianco all’altra, nel cimitero parigino di Pere Lachaise, mentre la loro triste storia d’amore vive per sempre nelle note di Dancing Barefoot.

 

Un Sant’Ambrous tut venezian…

Mi sono concessa una tregua… dalla mia tempesta emotiva. Tornare a Venezia è come tornare in un luogo dove tutto sempre accade e tutto sempre rientra come per magia.

E sul finire del girovagar e di ritorno verso il nostro piccolo albergo, a me son tornati in mente loro…

Tu non mi basti mai

È nell’intensità di quello che dice e di come lo dice che lo si può apprezzare a fondo.

Possiede quelle certezze che ti servono per restare in piedi quando attraversi il buio, dimostrando ancora una volta che la musica alla fine è la cura…

Buon risveglio…

La voce spezzata, e quelle cadenze alternative country…

E poi volgere lo sguardo all’amore che trovi in un abbraccio, o in un ricordo lontano dal sapore agrodolce, dai riflessi un po’ crepuscolari.

Si, credetemi, amore è tutto questo.

Premessa…

“”C’è una vita che pende dal suono delle campane . Una musica che ci racconta il tempo, un pendolo infinito che scompare chiudendo la giornata e rompendo le albe. È una voce crescente che emette un segnale acustico ogni ora dopo ogni metà, secco e austero, e che viene consumato allo stesso ritmo. È un suono a dondolo che dice addio con la sua eco già accesa e che improvvisamente si spegne, tace, paralizza … lasciando le ultime note che si fondono con la realtà per lacerarlo, dopo aver dato le ore, in quel momento in le campane iniziano a suonare morte …””

Sapete, tra i circa 3000 sonetti composti dal drammaturgo spagnolo Félix Lope de Vega (1562-1635) c’è un amaro e autoironico catalogo d’amore in cui l’autore prova a spiegare tutto quello che si prova quando si è innamorati. Titolo del componimento è “Sì, credetemi, amore è tutto questo“, e se avete provato l’amore, quello vero, non potete che dar ragione allo scrittore spagnolo del Gran Secolo.

Si, credetemi, amore è tutto questo.

Abbandonarsi, ardire, esser furioso,

tenero, aspro, liberale, schivo,

animoso, accasciato, morto, vivo,

leale, infido, vile, coraggioso;

non trovar fuor del bene agio e riposo,

mostrarsi altero, mite, egro, giulivo,

stizzito, pusillanime, aggressivo,

soddisfatto, adontato, sospettoso;

voltar le spalle al chiaro disinganno,

bere veleno per liquore grato,

scordarsi del profitto, amare il danno;

creder che un cielo è in un inferno entrato,

dar l’anima e la vita ad un disinganno:

quest’è amore: lo sa chi l’ha provato.

Felix Lope de Vega

Ehhh qua il “Boss” è di dovere…

🧡

Una cosa è certa… non sarai mai la suoneria di qualcun’altra🙂 … eccerto che lo so!

Buon martedì !🙂

Buona notte

Ginevra Di Marco & Cristina Donà

“Di poche cose mi abbraccio, stringendo forte ogni attimo di quel momento, come se fosse l’ultimo, l’ultima mia occasione, per dare spazio e forma al mio respiro. ” una di queste è “camminare“. 🔛

🧡 e sotto tutta la playlist.

Brunori sas

Ho incontrato Dario per caso in corso Magenta … come canta è, come si pone alla società è, come scrive le sue emozioni è … per me è sempre stato un po’ irraggiungibile … dopo questo breve incontro rubato al caso, di lui ne apprezzo chiarezza e umiltà.

Al di là dell’amore