{ Moanin’} – Il jazz ❤️

È tutto nella mia testa. Questo album del 1958.

Ad ogni tocco di batteria, ogni pausa dei fiati , resto sempre col respiro sospeso. Ogni martelletto che tocca le corde tese del pianoforte suonato da “Timmons” , mi accarezza e mi ammorbidisce. Amo questo album, ma non perché è il più famoso del grande batterista Art Blakey (batteria /bebop) ma perché sento nell’aria i tempi e il calore di un soul jazz.🦋

Andare a nanna in ottima compagnia. La giornata è filata via liscia . Le sigarette sono un ricordo che si allontana.

Non ho avuto crisi d’astinenza da tabacco vero👍

Evviva gli Stati Uniti!!

Stasera son qui in musica!

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Intese musicali – “Chris Thile & Brad Mehldau”

La vita è come una bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti.

Albert Einstein 🤗

Ora vi saluto così.

É un punto d’incontro tra due differenti approcci musicali, che esplorano territori bluegrass, folk e country della tradizionale musica americana,

Loro sono Christophe Scott Thile, cantautore bluegrass statunitense, mandolinista dall’elevato senso melodico, molto versatile, intimista, che possiede una voce calda e coinvolgente… e Brad Mehlaud, pianista jazz garbato e distinto con una corrente musicale che spazia Fra quella classica a quella leggera d’occidente.

Nel 2011 a Londra, si sono conosciuti e hanno suonato per la prima volta assieme in alcuni locali, e da quel momento hanno iniziato a proporre dei veri e propri tour concertistici fra il 2013 e il 2015.

Una simile intesa poteva solo alla fine regalarci un album stupendo dal titolo omonimo

“Chris Thile & Brad Mehldau” 

L’insolita combinazione tra pianoforte e mandolino si mostra a proprio agio nel farci ascoltare 11 “chicche” musicali che mostrano due musicisti divertenti e a loro agio mentre suonano. Chicche “cover” di brani che osano da Bob Dylan a Joni Mitchell, da Fiona Apple a…

 

Ma che piacevole buona notte vi regalo… piacevole e insolita… come me e la musica che amo !

Ciao! ❤️

ps “The Old Shade Tree”, scritta  a 4 mani da  Chris e Brad è la loro “anima” all’unisono 🙂 ora capirete come mai io li porto  “dentro”me.

have to wait …

Questa mattina è stato asportato, per come è stato possibile  un tumore della pelle sulla testa di mio padre. 

Mi ero accorta, nei giorni  successivi del rientro a casa dalla Sicilia insieme a mia madre, che qualcosa su quella testa era cambiato. 

E’ stata dura convincere i miei che qualcosa bisognava fare…

Messo alle strette, sono riuscita a convincere mio padre a fare una visita da un dermatologo che conosco bene. Anni fa una sua diagnosi  accurata salvò  la vita a mia madre.

La cosa più dura in questo momento è aspettare l’esito dell’esame del tessuto.

Io non sono capace di pregare, ma sperare in un po’ di positività si.

Se avere una speranza equivale a saper pregare, allora ignara io sto pregando.

 

l’offensiva d’attacco

Rinunciare.

Rinunciare a qualcuno che hai addosso

come fosse una tua seconda pelle,

qualcuno che ti porti dentro

come fosse il proprio cuore

nel petto che affannato batte.

Diventare crudele, poi mentire,

spietata,a parole, a gesti,

e mentre lo fai, muori dentro.

Poi un lunedì ti alzi dal letto

ti guardi allo specchio, negli occhi e,

non li riconosci più.

Occhi che mentono per amore

occhi vitrei, opachi, spenti.

Sei un’altra entità, una cosa

un oggetto inanimato che sposti

per non averti attorno.

 

jazz irriverente…

cioccolato

Ma con che musica nella testa una come me può andare ad immergersi nel  piacere di degustare,

assaporare,

titillare,(si pure),

venerare,

fino a sottomettersi  difronte ad ogni scaglia di cioccolato che incontrerà?

Si, quel cioccolato varie forme,

dal sapore invadente,

dai fluidi eterei profumati,

che con coraggio si lascerà scoprire e prendere fra le dita della mia  mano per avvicinarsi  alle mie labbra golose, fino a farle schiuderle  per innamorarsene?

Io devo assolutamente essere “sobria e persa” smarrita e incredibilmente estasiata … in tutto il mio essere fatto di vista, tatto,  “gusto” e udito! 

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ChocoMilano…La festa del cioccolato è  sull’Alzaia Naviglio Pavese, e io vado con lui nelle orecchie o non sarà la stessa cosa di sempre… ” Emozione Pura ”

Stolen Moments… “momenti uccisi”, si…. ma di piacere! E poi lui è un “pianista Jazz che lascia il dolce e l’amaro sempre in me!

ciaoooooo!!!

spirito jazz

 

L’hard bop sposta ancora “oltre”, i confini delle improvvisazioni e delle armonizzazioni in fatto di jazz. Lui è

Sonny Rollins

 

Amava  tantissimo la musica da ballo dei Caraibi, del resto i suoi genitori erano originari delle Isole Vergini Tutti i suoi suoi fratelli e sorelle studiavano  musica classica e aveva uno zio sassofonista che amava il blues… 

Detto, fatto. 

Il suo sax tenore,  musica libera, avventurosa, ma anche in grado di incatenare, l’una all’altra, nuove idee nel corso di ogni furioso assolo che improvvisa.

Questo album “The Bridge”

nasce dal fatto che spesso  andava a studiare sul ponte,  Williamsburg Bridge (il ponte sospeso di New York) che era vicino a casa sua.

Dal 2012 non si esibisce piu’ in pubblico 😦

Ultimo… album “Sonny, Please” del 2006

A Tribe Called Quest – 1991 – “The Low End Theory”

Quando il rap sa ritrovare la strada che lo porta al jazz

Avanguardisti della musica alternativa, gli “A Trible Called Quest hanno gettato nel mare musicale l’amo per far ricongiungere sulla terra il rap al jazz. Quello che hanno fatto poi è stato amalgamare i due stili creando un nuovo suono, non solo all’ascoltatore più curioso, di una fattezza garbata, signorile ma addirittura languido, flessuoso , aggraziato. Sono riusciti a creare un Best Seller musicale dell’hip-hop” ❤️

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Cercate l’ultimo del 2016

“We Got It from Here… Thank You 4 Your Service.”

Assaggino…

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Autumn… at home

Chi ben mi conosce, in questo tempo vado in giro per i viali di ippocastano a raccattar castagne matte…  Noncurante della gente che mi osserva, mi chino e raccatto… e mi capita di sentire “ma che fa quella matta?  lo sa che non sono commestibili?”  

certo che lo so ma mi piacciono!

E’ più forte di me, viaggio a testa bassa a curiosare fra le foglie e il terriccio…  divento una sorta di molla estensibile…  Mi faccio piccola piccola e mi rannicchio guardandomi attorno come per dire… e poi mi allungo senza ritegno sorridendo! “è mia!! guai a chi me la tocca!”

E giù nella borsa!

Riempio la casa di cesti di castagne, ricci e limoni verdi e…quando tutto è secco secco, da brava strega inventata, come un rito propiziatorio di buona salute e serenità, a piccoli mucchietti sul terrazzo li brucio! ma ne lascio tre sempre nella borsa e una in ogni tasca del giubotto o cappotto… Perchè?

Perchè un vecchio detto dice  che

a tener castagne al caldo, non si beccano acciacchi e quant’altro. L’inverno propone…ma tu sai che così lo si indispone”

potevano mancare?