Buongiorno!con River City Extension😉

I River City Extension, sono stati una band alternative indie rock americano del New Jersey che ha tolto i battenti nel 2015. Peccato! Ma doveva andare così.

Non ho molto da dire … se non che il loro leader Joe Michelini… nel 2007 prima della formazione dei River City Extension, era già abbastanza conosciuto nel suo territorio come cantante solista, e forse proprio per questo, un giorno di quell’anno, decise di mettere su una piccola band che alla fine si allargò creando la formazione definitiva con otto membri.

Una stranezza di Joe Michelini (che tanto stranezza non é), è che spesso di lascia ancora oggi trasportare dal cibo. Diciamo che usa il cibo come parte di un suo personale processo per arrivare a comporre musica. In realtà lo usa quasi come una fonte di auto-flagellazione.

Mi spiego: quando è preso dal blocco dello scrittore, mangia e mangia. Si rimpinza solo. Alla fine quando si sente sufficientemente felice e soddisfatto grazie al suo famelico comportamento (anche un po’ compulsivo aggiungo io), perché non sa fare altro che stare a mangiare tutto il giorno, inizia a sentirsi come in uno stato di grazia. Vede il mondo in un modo completamente nuovo. Tutto sembra fresco, pulito, migliore come se quel mondo fosse davanti ai suoi occhi per la prima volta.

In quel momento, lui smette di mangiare e compone! Quanti ne conoscete così??? Io uno!

Vi metto una play di un album che mi piace tantissimo. Si capisce che è stato concepito in un momento di felice situazione culinaria. Si tratta di Deliverance” del 2015.

L’ultimo.

Chissà che cosa e quanto si sarà mangiato eh!? Buona giornata e buona fase 2 per molti.

Noi qui … #iorestoacasa prosegue fino al 3 maggio!

Angel Olsen – “All Mirrors”

Un cantautore a stelle e strisce ma tutta al femminile.

Io vado a fare due passi ma in sua compagnia.

È una domenica mite, e stare con i piedi nelle scarpe comode camminando piano, con dentro le orecchie ANGEL OLSEN, e il suo All Mirrors , mi fa sentire libera di muovermi senza fretta in un periodo musicale del passato. Un periodo un po’ sognante e fantasioso per me, che non ho vissuto in prima persona perché non ero nata. Un periodo che chiamano spesso “vintage“.

Algel ha una voce che incanta, e ha il dono di rendere tangibile tutte le mie costruzioni mentali di quegli spazi aperti che non riconoscono confini temporali, in materia di Musica. A volte mi sembra di scorrere fra le mani, cartoline di un’America davvero tutta a stelle e strisce del periodo degli anni 50/60/70 e oltre, in un solo attimo. Tutto sembrava in quel tempo innovativo e impossibile al tempo stesso. Oppure surreale, e fantasioso. Anche riguardo gli stili di vita. O le mentalità, a volte aperte e altre decisamente bigotte. Esisteva la voglia di sperimentare, di osare ogni possibile strada, per creare musica nuova, nuovi stili, nuove occasioni. L’universalità della musica nel caso di Angel, non si rinnova e nemmeno si inventa qualcosa di nuovo. Semplicemente migliora, fino a sembrare una favola musicale d’altri tempi, e a lieto fine. Quel suo modo di fare dream folk, quel suo country suonato, che è tipico del Missouri più a sud, quelle spennellate di pop miste ad un vivace indie rock, forse anche di un ventennio fa, riescono tutti insieme, a confezionare delle deliziose gelatine alla frutta colorate, da condividere un po’ con tutti quei pochi, intimi, golosi, insaziabili di Musica. Musica che non ha, e mai avrà una scadenza. 🤗

Vado!

Pavement – “Range Life”

Un pezzo che adoro , Range Life che significa “autonomia” e che mi fa iniziare bene la giornata! “Niente arriva mai per caso…”

L’album da dove è tratto questo pezzo, porta il titolo di Crooked Rain, Crooked Rain: LA’s Desert Origins ed è un doppio album di Pavement pubblicato il 26 ottobre 2004. Contiene il secondo album della band, Crooked Rain, Crooked Rain nella sua interezza, così come 37 delle altre canzoni della band di quell’epoca , 25 dei quali erano precedentemente inediti…(wiki)

Pavement… uno dei gruppi più significativi e importanti degli States, del periodo degli anni 90 nella scena musicale indie rock ! Purtroppo sono sciolti nel 1999 dopo dieci anni di carriera. Ammetto di aver un po’ messo da parte questa band, per ragioni strettamente personali e vederli riaffiorare ora, nella memoria del mio vissuto, alla fine non è stato poi così traumatico. Il post di Stefano di oggi è stato davvero provvidenziale e… illuminante!

A voi, non solo lascio la mia preferita, da ascoltare,

ma lascio anche la voglia frenetica di invitarvi a cercare… nel mondo indie rock alternative di Pavement. Non ve ne pentirete affatto .

Ecco il Testo.
“After the glow, the scene,
The stage, the set
Talk becomes slow
But there’s one thing I’ll never forget
Hey, you gotta pay your dues
Before you pay the rent
Over the turnstile turn out in the traffic
There’s ways of living
It’s the way I’m living
Right or wrong,
It’s all that I can do,
And I wouldn’t want to let you be
I want a range life,
If I could settle down,
If I could settle down,
Then I would settle down
I want a range life,
If I could settle down,
If I could settle down,
Then I would settle down
Run from the pigs, the fuzz,
The cops, the heat
Pass me your gloves, there’s crime
And it’s never complete
Until you snort it up or shoot it down
You’re never gonna feel free
Out on my skateboard
The night is just hummin’
And the gum smacks are the pulse
I’ll follow if my walkman fades
But I’ve got absolutely no one,
No one but myself to blame
Don’t worry
We’re in no hurry
School’s out,
What did you expect?
I want a range life,
If I could settle down,
If I could settle down,
Then I would settle down
I want a range life,
If I could settle down,
If I could settle down,
Then I would settle down
Out on tour with the Smashing Pumpkins
Nature kids, I/they don’t have no function
I don’t understand what they mean
And I could really give a fuck
The Stone Temple Pilots,
They’re elegant bachelors
They’re foxy to me
Are they foxy to you?
I will agree
There isn’t absolutely nothing
Nothing more than me
Dreamin’ dream dream dream…”
Buona giornata!🧸

Julian Fernando Casablancas…

Ovvero il leader del gruppo indie rock statunitense The Strokes🤣 che porteranno a breve un loro nuovo album nelle nostre orecchie, sconvolgendoci o meglio… “congelandoci” piacevolmente gli uni appiccicati agli altri. Abbiate fede!

Ma stasera concludo il primo giorno del nuovo anno, con Julian Fernando in arte Julian Casablancas come solista indiscusso.

Album:
“Phrazes For The Young

Sano indie rock … ma onestamente è una mescolanza di new wave, folk elettrico , pop e sintetizzatori…

Un marasma delizioso ! Per me…

Ohhhh mica a tutti deve piacere eh!

Correva l’anno 2009 …

Ve ne posto una sola… il resto fate da soli! Di tracce per beccarlo ve ne ho lasciate in giro parecchie…

Vabbeneeee! Due, non una di più !!!!

A domani!!!!

Sfroos… lunar buondì

Prefazione: “solo l’aria s’é ferma”

I giorni passano senza mai trovare un semaforo rosso. Non parcheggiano, nemmeno vanno in retromarcia o fanno un’inversione ad U. Non hanno ruote, ne ali, o monopattini, ma si muovono continuamente . Vanno avanti dentro un rettilineo blindato ai margini, come dive da marciapiede da tempo accidentato. Slittano veloci, senza freni, la marcia in folle, e si schiantano distratti, spargendosi nell’aria come vetrate ottagonali, di una finestra bombardata dalla grandine battente. Sul finire a terra si disperdono, senza lasciare in giro troppe tracce, o un benché minimo perché del loro movimento, consumato dalla ovvia sorte. Spariscono, si perdono di vista, e non tornano, non tornano indietro mai.

You think you’re stronger, you think you’re better than me

fuck you please!