Non c’è stato verso .

Quando la giornata non gira, inutile insistere! Incidente di percorso burocratico la mia mammo oggi . tutto rimandato al giorno 22… E nel frattempo mi rosico dentro perchè la sprovveduta sono stata io. Mica nasco perfetta! Ho pure incontrato un giovane calvo intransigente e incorruttibile. Amen.. 😦

Country, di quello semplice e senza troppe pretese.

High Top Mountain è l’album studio di debutto del cantautore statunitense  Sturgill Simpson, pubblicato nel 2013

Buongiorno ! E sarà bellissimo

Una faccia giovane e un carattere esuberante sono ben marcati nel biglietto da visita di Daniel Donato,

ma del resto ha appena venticinque anni e si presenta davanti ai miei occhi con una piccola chicca musicale dal titolo “ A Young’s Man Country” risvegliando in me quel guizzo di vitalità un po’ assopita. Mi ha attirata da subito la divertente copertina multicolorata fra cactus, funghi, rampicanti di rose, occhi scrutatori, cavalieri e scheletri di cavallo sotto un sole enorme che pare spacchi le pietre riflettendo a 360 gradi di psichedelica propria.

Ho letto che se da bambino dormiva abbracciato alla sua inseparabile chitarra, a diciotto anni invece si trovava nei bar di Nashville a fare il turnista con una band. Un ragazzo dalla voce ancora da adolescente, ma con lo spirito del mitico fuorilegge! C’è un pensiero che di lui dice il recensore Fabio Cerbone di “rootshighway.it” e dopo quasi un mese di ascolto, (è uscito il 7 agosto) oggi lo condivido pienamente .


Al netto delle ingenuità e di una scrittura che spesso pensa più all’improvvisazione dal vivo che non alla tenuta della canzone, Daniel Donato possiede una visione musicale che lo potrebbe condurre lontano”.

Per ora mi consumo il suo album e attendo nuove svolte 🤗

Buon martedì fantasioso e stra-colorato fra country e molto di più !🤗

A domani …

La mia giornata si conclude con un ritmo fresco che io definisco

“agro- dolce” .

Provate ad immaginare succo di limone, e tè alla menta!

In fin dei conti siamo un po’ catapultati nel Texas… 😉

Una piccola chicca che mi sono regalata la vigilia di Natale ☺️

Lui è

Wade Parks

con il suo


Guarding the Old Ways

Il brano “Keys” – chiavi

big road

Tra un sorriso, e uno sbuffo, un’incazzatura e uno sconforto, riesco a trovare un piccolo spazio anche qui oggi!

Buon pomeriggio a voi!

Ho davvero un sacco di rogne oramai nel mio quotidiano, ma una cosa che ho capito e che non voglio fare, è abbandonare questo posto per lunghi periodi. Questo angolo di quiete è un po’ la mia Itaca,ormai l’ho capito perché mi manca tanto. E’ un po’ la mia isola che non c’è, la mia Arcadia, perchè è davvero il posto dove mi sento a casa e dove sempre voglio tornare, soprattutto quando ho bisogno di ritrovare me stessa, dove posso riacquistare le forze, riordinare i pensieri per andare avanti.

In realtà il mio blog , l’ho soprannominato nella mia mente, semplicemente

al centro del ponte” .

Quando arrivo qui, mi trovo davvero al centro del mio tutto; riesco a vedere le due estremità del ponte e quindi le mie due realtà a confine una dall’altra. Da un lato forse, quelle più belle, leggere, gioiose a e dall’altro forse, quelle un po’ più brutte, più pesanti, piu tristi da vivere.

Stando al centro, ho la Musica che mi investe sempre, che fa da sparti traffico, e con ogni probabilità la Musica proprio, ha la capacità di rendermi più digeribile, accettabile, più leggero, più irreale più confortevole il tempo.

Spero stiate bene. Spero stiate un po a rilassarvi oggi che è domenica. Non fate come me che non mi muovo ormai da tanto e nemmeno so se riuscirò a farlo.

Tornando alla musica, oggi ci tengo a lasciarvi qualcosa di bello, come l’estate piena che il signor luglio ci sta regalando fra un temporale improvviso e una brezza inaspettata.

Questo piccolo capolavoro musicale che mi ricorda tanto i giocolieri delle strade fra gli incroci e i semafori, fra birilli che volano in cielo, e funamboli improvvisati, arriva dall’altra faccia della terra, arriva dall’oltreoceano:Arriva da una terra che con ogni probabilità forse non riuscirò mai a visitare un giorno. Qualcuno mi ha detto con uno slancio che mi ha lasciato un buon sapore dolce in bocca, che non bisognerebbe usare la parola “Mai” a sproposito, perché nella vita tutto può accadere, e proprio quando si pensa che non accadrà proprio…

Va bene, lasciamo che il tempo scorra e che gli eventi si manifestino.

Allora, questo è un album uscito il 17 aprile di quest’anno.

Porta dentro di sé tutto quello che dell’ ”americana” ad una persona come me piace da matti. Ci ho trovato dentro del Country, del Gospel del Blues del Rock e chi lo ha realizzato, porta nei suoi 75 compleanni pieni, ancora tanta di quella freschezza gioviale, di quello spirito di inventiva, di coraggio e di voglia di fare, che forse in questo tempo, con l’età che avanza , spesso un po’ ce lo dimentichiamo.

Da quando questa benedetta pandemia ha tagliato un po’ a tutti le gambe, intimorendoci allo stremo, incontrare Musica di questa bellezza, mi fa ricordare in realtà, quanto siamo stati anche bravi e continuiamo ad esserlo, piano piano nel ritornare ad una normale vita, e con nuove prospettive, nuovi modi di assaporare la vita, con pazienza, con cura e con la giusta attenzione che prima non mettevamo.

Già, perché quello che importa ancora oggi e avere pazienza, cura, e molta attenzione. Attenzione per noi  stessi , ma soprattutto attenzione per gli altri.

Scusate il mio esser logorroica di tastiera oggi  ma è una settimana che non vi lascio in calce qualcosa di mio. Ora vi metto  nelle mani di David Bromberg e del suo album “Big Road” . A voi capire se vi fa piacere aver incontrato un fresco 75enne, dove solo la voce un po’ fa trasparire quegli anni ma per il resto… è imprescindibile per gli appassionati della musica di Oltreoceano come me.

 

Shoji Tabuchi e il suo “archetto” magico.

Ammetto che il mondo fatto di viaggi, di musica di opinioni e immagini… oltre che del vivere e sognare del “Massi Tosto”, mi affascina parecchio. @rocker da lui apprende, scopre luoghi impensati, impara tantissimo e viaggia con la mente e con la fantasia. Con il suo ultimo post riguardo la cittadina di Branson nel Missouri, mi ha risvegliato quelle belle sensazioni e pure genuine che per una appassionata come me di musica Country possono solo far riemergere vecchi ascolti un po’ lasciati nel cassetto e bei frammenti di un quotidiano ormai superato. Quella cittadina è veramente il fulcro turistico per i veri appassionati di quel genere country che sfocia nell’ alt-country. Ora ammetto che questo mio post, è il frutto di una “lettura” fatta nel suo blog, tanto che ho pure voluto “rafforzare” il suo dire, ripetendo comunque le parole che aveva già ben usato nel suo post. 😱 A volte non ho “freni” in fatto di musica. Spero mi perdoni! Lascio qui un brano country degli anni 70 di un cantautore violinista giapponese che è considerato come il “re” di Branson. ( l’ho piazzato pure da massi…povero … 😬) Vi presento Shoji Tabuchi, un americano giapponese di musica country con la passione per il violino
oltre che cantante. Si esibisce attualmente nel suo teatro, lo Shoji Tabuchi Theater , naturalmente a Branson

E si va oltre… il ritmo