09.38 di un giovedì d’autunno

Stamane l’autunno in città è più magico del solito, non credete? Mi aspetto sempre che esca qualche figura “fantastica” da questo albero che ormai riconosco in un colpo d’occhio quando attraverso i Giardini Montanelli.

Uscita un po’ delusa dalla AdG 🤬 (posto ingrato si sa), per avere informazioni su una cartella maledetta, ho decido di allungare la strada per imbucarmi negli scorci di questa serena bellezza che solo i Giardini Montanelli, sanno dare … senza tasse e sanzioni. 🙂

A poi !

Golosi pennuti

La pioggia cade silenziosa e in casa i brusii sono d’abitudine, in giornate come questa.

“Quando il caco si sveste, i suoi frutti sono pronti … Sempre che avanzino …”🤭

Autumn… at home

Chi ben mi conosce, in questo tempo vado in giro per i viali di ippocastano a raccattar castagne matte…  Noncurante della gente che mi osserva, mi chino e raccatto… e mi capita di sentire “ma che fa quella matta?  lo sa che non sono commestibili?”  

certo che lo so ma mi piacciono!

E’ più forte di me, viaggio a testa bassa a curiosare fra le foglie e il terriccio…  divento una sorta di molla estensibile…  Mi faccio piccola piccola e mi rannicchio guardandomi attorno come per dire… e poi mi allungo senza ritegno sorridendo! “è mia!! guai a chi me la tocca!”

E giù nella borsa!

Riempio la casa di cesti di castagne, ricci e limoni verdi e…quando tutto è secco secco, da brava strega inventata, come un rito propiziatorio di buona salute e serenità, a piccoli mucchietti sul terrazzo li brucio! ma ne lascio tre sempre nella borsa e una in ogni tasca del giubotto o cappotto… Perchè?

Perchè un vecchio detto dice  che

a tener castagne al caldo, non si beccano acciacchi e quant’altro. L’inverno propone…ma tu sai che così lo si indispone”

potevano mancare?