“terre selvagge” della mente.

Ci sono uomini che lasciano segni indelebili, e ci sono uomini che lasciano ricordi  che ti salvano il cuore.

giugno2007portoveneregrottodiByron

(foto mia giugno2007 Portovenere)

C’è un piacere nei boschi senza sentieri,

C’è un’estasi sulla spiaggia desolata,

C’è vita, laddove nessuno s’intromette,

Accanto al mar profondo,

e alla musica del suo sciabordare…

Non è ch’io ami di meno l’uomo, ma la Natura di più.

George Gordon Byron

Ora lo so…

La farfalla (in greco psyché) è insieme allegoria e simbolo dell’ anima.

anno 2015 1376

(Foto mia  Sicilia estate 2015)

Nel mondo degli insetti la farfalla occupa un posto di privilegio e la sua suggestione non nasce soltanto dai colori e dalla simmetria, vi concorrono motivi più profondi. Il mistero conturbante della sua metamorfosi, infatti, ha colpito l’uomo fin dall’ antichità e assume il valore di un messaggio mai decifrato, un simbolo. Per quanto in Occidente la farfalla sia oggi considerata una metafora di leggerezza e incostanza, gran parte del suo simbolismo antico è basato sulle metamorfosi che compie: il trapasso dal bruco – goffo, lento, vorace, simbolo del rozzo, dell’ incompiuto, della perfezione non raggiunta – alla crisalide, e da questa in farfalla. Si tratta di una seconda nascita, ma insieme è una morte: chi si è involata è una nuova creatura e il bozzolo squarciato, che giace a terra, ne è la spoglia mortale. Un’annunciazione ambivalente, che ha il sapore di un presagio di morte. D’altra parte, il motivo della metamorfosi ha origini antichissime e la mitologia abbonda di storie di divinità che trasformano altri esseri in uomini, in animali e persino in alberi, fiori e fiumi. Non è difficile immaginare come la crisalide sia stata chiamata a rappresentare l’uomo nelle potenzialità dell’ essere e nelle fasi delle sue trasformazioni; per cui la farfalla che emerge al termine del processo evoca un simbolo di resurrezione, come un’uscita dalla tomba. Analogamente, la coscienza umana attraversa varie fasi, racchiude un processo e una storia. Lungo le sue metamorfosi la farfalla è uovo, bruco, bozzolo, ali splendenti; e questo apparente succedersi si sviluppa non secondo il processo della continuità ‘dell’ uno dopo l’altro’, ma secondo la contiguità ‘dell’uno accanto all’ altro’, che comprende la coincidenza dei processi. Tutte le fasi contemporaneamente: senza un meglio e un peggio, una progressione e una regressione, ma solo una storia dell’ essere come una serie di piani sovrapposti. (…)

fonte http://eum.unimc.it/doc/bestiario/bestiario-farfalla

Beata mia “Ignoranza” Grazie Trapuntazero… ❤

 

peroratio

Spara Tomahawk, 

“Non si possono discutere responsabilità

su uso armi chimiche”.

Forse è l’inizio della fine,

forse è la fine di un’epoca dove  la “vita”

non ha più avuto un valore nei giochi del potere.

Cosa resterà, non ci è dato di sapere oggi.

“Edda” di Snorri Sturluson

Il Miðgarðsormr è un enorme e mostruoso serpente che compare nella mitologia norrena. Miðgarðsormr non è tanto un nome quanto un epiteto, che significa: “Serpe di Miðgarðr”. È altresì chiamato Jǫrmungrandr, “demone cosmicamente potente”.

Le profezie annunciavano che da una simile progenie non sarebbero venuti che guai, per questo Odino ordina che i figli di Loki vengano portati al suo cospetto, perché si possa decidere come neutralizzarli. Stabilisce quindi di scagliare il serpente del mondo nel profondo delle acque. Nessuno, però, riesce a portare a termine questa impresa, con l’eccezione di Thor, il più forte tra gli dei, che da allora sarà nemico giurato di Jǫrmungrandr. Col passare del tempo è cresciuto tanto da riuscire a cingere l’intero mondo come un anello.

La lotta finaleavatar

Il Miðgarðsormr sorgerà dalle acque quando giungerà il Ragnarök, la fine del mondo, quando tutti i legami saranno sciolti. Infurierà sull’acqua e sulla terra, soffiando il suo terribile veleno e contaminando così l’intero mondo.

Ingaggerà quindi battaglia mortale con Thor. Questi riuscirà ad abbatterlo, ma non riuscirà a sopravvivere più di nove passi dopo la vittoria, ucciso dal veleno del serpente.

 

 

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