scappo da qui ma torno!

Non mi accorgo del tempo che scorre quando sono in vostra compagnia: Per me è tardissimo, mille cose da fare, e stamattina sono pure a casa per via di quella benedetta caldaia che ieri ha deciso di tradirmi. Al freddo, senza acqua calda mi sembra di essere tornata ai tempi in cui da bambina vivevo il più delle volte senza riscaldamento a casa per “risparmiare” dicevano i miei. Ognuno di noi ha il bagaglio della propria infanzia più o meno pesante e io  ho sofferto di “geloni” alle mani e i piedi  per via del  freddo pungente nelle case antiche di Milano (quando Milano era davvero Milano fra la nebbia e la neve) .

Esco da qui, veloce mi muovo con il peloso, e rientro per l’appuntamento col tecnico.

Altri soldi da spendere…  e il sogno di metter da parte qualcosa … si fa sempre più irraggiungibile ormai.

vadoooo!!!!

Musica…  e non lamentatevi! sono rockettara io !!!

😉

 

Molestie moleste

Un post da tenere… sempre sotto gli occhi … sempre.
Ben fatto “avvocatolo!

CREANDOUTOPIE

violenza-sulle-donne-566614.660x368.jpgOgni giorno spunta una nuova denuncia di molestie. La speranza di ognuno, immagino, sia di trovarsi di fronte a una nuova rivoluzione che porti, con la lentezza tipica delle rivoluzioni serie, a una consapevolezza e a un miglioramento delle condizioni di vita delle donne in generale. Quello che più mi ha colpito di questa rivoluzione, sono le reazioni. Mi spaventano decisamente, da entrambi gli estremi della scala “reattiva”. Da un lato vedo giustizialisti carichi d’odio e rancore, non importa il loro sesso, ce ne sono ambo i lati. Persone che immediatamente invocano ergastoli, castrazioni chimiche, persino la pena di morte. Non importa minimamente indagare, verificare la serietà della singola denuncia, il sospetto è sufficiente a giustificare ogni tipo di reazione. Vorrei ricordare che un clima simile c’era ai tempi dei roghi delle streghe e dell’inquisizione romana.

Dall’altro lato, un deplorevole sminuire la gravità della situazione, di ogni singola situazione, bollando…

View original post 280 altre parole

perchè “Il Veliero”

Se solo riusciste ad immaginare quante volte ho ascoltato una canzone, “Il Veliero” di Battisti-Mogol,  in questi ultimi due , tre mesi , fuggireste a gambe levate da questo Blog senza nemmeno pensare di tornarci. E nemmeno quante volte  ci ho fantasticato con la mia fervida immaginazione per trovare un senso seppur vago  alla mia vita di oggi.

Ogni santa mattina, per settimane, imperturbabile, e indifferente  perfino ai richiami  disperati  di mio figlio, sulla mia presunta e temporanea  “paranoica compulsivo patologica da forzatura”, e al peloso che disperato scappava da ogni parte in casa, mi alzavo dal letto come un’automa, mettevo sul fuoco la Moka,  collegando subito dopo la cassa portatile regalatami da Sergio, al mio lettore mp3

Senza alcun ritegno o freno da parte mia facevo  partire il mio “mantra” ipnotico quotidiano. (prima che si affacci la voce di Battisti nel suo brano Il Veliero  passano due e più interminabili minuti di basso e chitarra da  ipnotizzare perfino un sordo),

Faccio un passo indietro: quella sera del 27 agosto mi aveva portata fin a vedere l’alba del giorno dopo. Avevo le unghie rosicchiate fino alla carne, gli occhi gonfi per il pianto, la bocca che sapeva di fiele e lo stomaco dolorante.Che avevo fatto quella sera ? Io ero arrivata a mentire senza ritegno pur di salvare qualcuno.  Mi ero dimenticata di me, ma soprattutto delle conseguenze che avrei pagato a caro prezzo  su di me. Ma ormai lo avevo fatto, e conoscendomi nulla mi avrebbe fatto cambiare idea.

Dopo qualche giorno disperata ho iniziato a sperare in un segno, che mi facesse ridiscutere  la mia scelta radicale nel nome di un’amore, Si diventa agli occhi del mondo generosi, altruisti, coraggiosi, ma con se stessi … “Vili”

Niente, nessun segno. Dopo circa 10 giorni vani, ho iniziato a fissarmi sull’idea, che anche  Battisti Mogol poteva darmi sollievo.

Insomma, Battisti doveva per forza avere qualcosa che non trovavo da nessuna parte in quel momento difficile della mia vita. Cercavo stimoli  per distrarmi, non pensare, e in quel campo io non mi ero praticamente mai inoltrata profondamente. (io e Battisti spesso abbiamo fatto a cazzotti  ad eccezione della “La Collina Dei Ciliegi” ). L’ho vissuta, questa smania, come una conseguenza punitiva da una parte, ma stimolante dall’altra. Possibile?  Eccome.

Devo dire che una delle cose di cui sono grata al mio Mentore è l’avermi acutizzato la curiosità e  iniettato dosi massicce di pazienza.  Non cercavo un Testo in cui trovarmi ma…  La Musica! E così, dopo l’ascolto di 3/4 della sua discografia che mi uccideva sempre di più… (sarò strana lo so bene ma non mi piace !) L’ho trovata !

Album: Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera
Data di uscita: 1976 
La musica del brano “IL VELIERO”

Per quasi due mesi tutti i santi giorni più volte al giorno in casa, fuori, con le cuffie, senza cuffie  “Il Veliero” come un nastro che si riavvolgeva e ripartiva continuamente, mi stordiva. Una mattina io il Veliero l’ho davvero visualizzato dentro di me.

Di punto in bianco quella domenica di fine agosto io o rinunciato a tutto. Ad un sogno,  ad un progetto di vita , ad un’amore  allontanato con premeditazione (mentendogli) per le avversità (lo schifo) che mi hanno colta senza preavviso.

La Paura di un ennesimo  “fallimento” mio

non posso reggerla. Meglio rinunciare.

Non voglio condannare nessuno alla mia vita.

Ho preso coraggio. Mi sono convinta. Ho iniziato a rassegnarmi sempre di più  per ogni giorno di silenzio ricevuto  che passavo aspettando comunque. Ho fatto la cosa giusta per noi.per me, Lui, mio figlio, tutto. Ho iniziato a ripetermelo ogni santo giorno , pur aspettando qualcosa che non aveva una ragione di esistere più. Alla fine, non ho più ascoltato quella canzone. Non ho più aspettato un segno. Il Veliero era  diventata parte di me,in  ogni nota, di basso, di chitarra, di batteria di parole…  Così mi sono imbarcata mentalmente sul mio Veliero,  e ho iniziato a navigare sola nel mio  mare, a volte in tempesta, a volte calmo, per ritrovare in solitudine, almeno qualche briciola di fiducia nelle mie possibilità, per  condurre comunque una vita, seppur difficile, ma pur sempre una vita.

P.S. La chitarra… è del grande Ivan Graziani … 🙂

have to wait …

Questa mattina è stato asportato, per come è stato possibile  un tumore della pelle sulla testa di mio padre. 

Mi ero accorta, nei giorni  successivi del rientro a casa dalla Sicilia insieme a mia madre, che qualcosa su quella testa era cambiato. 

E’ stata dura convincere i miei che qualcosa bisognava fare…

Messo alle strette, sono riuscita a convincere mio padre a fare una visita da un dermatologo che conosco bene. Anni fa una sua diagnosi  accurata salvò  la vita a mia madre.

La cosa più dura in questo momento è aspettare l’esito dell’esame del tessuto.

Io non sono capace di pregare, ma sperare in un po’ di positività si.

Se avere una speranza equivale a saper pregare, allora ignara io sto pregando.

 

buongiorno così

Questo è un post programmato. sono in clinica per una visita 😦

Pensavo, di solito, tesoro, che no hai fatto niente 
ma eri sempre interessata a qualcosa 
sempre con un contrattempo,

sì, mi viene da pensare che quei giorni

stiano venendo a chiedere il conto 
ora nessuno ti vuole proteggere 
vogliono solo dimenticarti

sarai nei miei pensieri 
non buttarti via 
al peso dell’amore 
sarai al tuo fianco 
non buttarti via 
al peso, al peso dell’amore

Balla tutta la notte perché le persone, non vogliono essere sole 
non vogliono essere sole 
non vogliono essere un unica persona 
avevi qualcosa di cui nessuno poteva essere sicuro 
non hai mai avuto l’amore puro 
e mai sei stata curata da questo

Ti adoro
Non è la cosa giusta da fare
Come posso mai cambiare le cose
Che sento
Se potessi
Forse ti darei il mio mondo
Come posso
Quando non lo prenderai da me
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Dimmi perché
Tutto si è girato
Imballa
Shacking up è tutto quello che vuoi
Se potessi
Baby, ti do il mio mondo
Apri
Tutto ti sta aspettando
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada “