concerto

E il violinista con l’abito di seta nero,

Sicuro del suo accordo,

Si posizionò sul punto nero del palco

Dai drappi di velluto Borgogna.

Sistemò il suo violino sulla spalla,

Osservò l’archetto perfetto,

E iniziò a spandere la sua melodia .

Mi accorsi che non mi ritrovavo più

Fra le sue magiche note.

Ascoltai lo stesso, nel silenzio 

Mentre una lacrima scivolava 

Sul mio viso contrito. 

Non avevo mai assistito 

a tanta bellezza nell’aria. 

Sipario. 

pasticche notturne

Mettermi addosso una buona disposizione d’animo.

In questo album ci sono 3 cover su 10 pezzi… chissà se le trovate…

Quando non c’è verso che il sonno mi piglia che faccio?

Mangio?  No! non lo faccio più. 

Fumo? eh quello si, un suicidio annunciato ormai lo chiamo.

Un giorno mi diagnosticheranno un male incurabile e io ci riderò sopra prima, e mi metterò ad urlare poi. Che non lo so? Non mi lamento mica, anzi quasi imprecando lo sfido sto destino. Che ho da perdere? Ditemi cosa ho da guadagnarci e ci mettiamo seduti a tavolino a discutere, Sulle discussioni che non portano a nulla ho preso una laurea con lode quindi attenti che vi frego!

Diamo colpa al Coreano? No! ho digerito benissimo.

Il peloso che sbuffa e russa ai piedi del letto? Ne ho sentite peggio di ronfate nasali in vita mia… e poi sta inquieto pure lui,  Non c’è femmina pelosa che non lo attizzi in questo tempo, e ormai alla soglia dei 5 anni è un adulto con le fasi ormonali a livelli stratosferici. 

Opto per i materassi, ricordi, polvere e ragnatele… devo sostituirli mi han rotta! In tutti i sensi.

Parole come vortici d’acqua spumosa,

pensieri come caramelle bagnate di miele,

desideri come onde che si infrangono sulle dune,

ho deciso che mi faccio una storia,  

Una di quelle che  lanciano un lampo

e  mi lascia  prezzemolo sulla pelle.

Voglio qualcuno da stropicciare

e poi inamidare con latte di riso. 

Uno che apprezza i sorriso

mentre  urlo e  mi incazzo

per un calzino bucato.

Caramella-Propoli-e-Miele-Fallani-_79_dettaglio

Genuina,

non copio e incollo, non vado a rubare per fare  mio quel che altri hanno sudato. Ma che brutto vizio il plagio. Ma brutto brutto brutto! 

Ora  mangio una fetta di mango maturo e scrivo due lettere che mio padre  ha lasciato da copiare, e vediamo se la stanchezza mi coglie, mi raccoglie, mi sveste, mi accarezza la pancia  dicendomi  “Basta ragazza!”   ora vai a riposare. ❤

 

 

fuori porta…

È tutto un brulicare 

L’aria è tiepida 

E noi si va per passeggio. 

Una buona serata! Gli inseparabili … del dopo cena! Se non lo porto fuori  mi grugna per due giorni!

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