peroratio

Spara Tomahawk, 

“Non si possono discutere responsabilità

su uso armi chimiche”.

Forse è l’inizio della fine,

forse è la fine di un’epoca dove  la “vita”

non ha più avuto un valore nei giochi del potere.

Cosa resterà, non ci è dato di sapere oggi.

“Edda” di Snorri Sturluson

Il Miðgarðsormr è un enorme e mostruoso serpente che compare nella mitologia norrena. Miðgarðsormr non è tanto un nome quanto un epiteto, che significa: “Serpe di Miðgarðr”. È altresì chiamato Jǫrmungrandr, “demone cosmicamente potente”.

Le profezie annunciavano che da una simile progenie non sarebbero venuti che guai, per questo Odino ordina che i figli di Loki vengano portati al suo cospetto, perché si possa decidere come neutralizzarli. Stabilisce quindi di scagliare il serpente del mondo nel profondo delle acque. Nessuno, però, riesce a portare a termine questa impresa, con l’eccezione di Thor, il più forte tra gli dei, che da allora sarà nemico giurato di Jǫrmungrandr. Col passare del tempo è cresciuto tanto da riuscire a cingere l’intero mondo come un anello.

La lotta finaleavatar

Il Miðgarðsormr sorgerà dalle acque quando giungerà il Ragnarök, la fine del mondo, quando tutti i legami saranno sciolti. Infurierà sull’acqua e sulla terra, soffiando il suo terribile veleno e contaminando così l’intero mondo.

Ingaggerà quindi battaglia mortale con Thor. Questi riuscirà ad abbatterlo, ma non riuscirà a sopravvivere più di nove passi dopo la vittoria, ucciso dal veleno del serpente.

 

 

Energia

Stamattina la musica mi respinge. 

Mi ricorda che la sua energia non mi appartiene. Mi chiede di sciogliere i nodi di luce di un legame atavico. 

Mi chiede di farla volare lontano per raggiungere il suo mentore. 

Sciolgo i nodi,  e lei vola…. vola via. ❤

come “Medusa”

Ecco perché “rovinata”

Uscendo da quell’antica stanza

dalle pareti di bianca luce

ho attraversato in discesa il buio,

per raggiungere

la solitudine eterna.

Io  pietrifico chiunque incroci

il mio triste sguardo.

Solo uno può .

Colui che mi taglierà la testa.

Io non sono immortale.

Io vago, sibilo e striscio 

dentro la mia eterna prigione.

E attendo fiera la fine 

del mio essere maledetta.

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