È agli sgoccioli, per onore o per rabbia.

Questa foto è l’immagine tangibile del passaggio di questo giorno “repubblichino” . Sono stata totalmente girata di spalle al sistema , senza mai aprire il cancello, a questo giorno, che non saprò mai se poteva essere migliore se mi fossi lasciata tentare. Un cancello fra strati di tende mosse dal vento, un acquazzone rabbioso intorno e uno spicchio di luce che ancora insiste nel farsi per forza notare . Sipario.

Pensiero attorcigliato

La premessa: quanto segue in corsivo è il frutto di una realtà che ho toccato con mano, nei confronti di qualcuno che non vive più qui. A me dispiace sempre quando una persona che conosco, alla fine se ne va da questa mia città. Ci vuole coraggio per resistere in una città come la mia, da soli, in compagnia, e con tutti rischi, con tutti gli azzardi, con tutte le incertezze che spesso offre, ma anche con tutti quei benefici possibili, con le opportunità e le sicurezze, che sa dare a chi davvero la vuole.

“Restare in questa città. Avrebbe significato aver dato un valore al tempo trascorso. Un passato fatto di tempo, vestito con lo stesso abito, con lo stesso fine, circondato dagli stessi sogni comuni.

I giorni non più dei buoni giorni passati qui, fra palazzi di cemento, odori acri di asfalto appena steso, con un cielo spesso dello stesso color del piombo, fra panchine vuote consumate, sono stati giorni da reinventare.

Questa città è una gran puttana, si sa da sempre. Alla fine di un percorso è capace di dare ancora tutto, senza freni, diventando poi all’occorrenza, assai spietata, denudando perfino di quegli abiti che si è portati addosso, quando si è deciso di sfidarla.

Questa città é una continua lotta col tuo essere. Insegna a restare in equilibrio camminando sulle guglie del suo Duomo, ma solo se sei in grado di resistere, davanti al rischio di cadere nel vuoto, senza una rete protettiva.

Questa città é per chi ci crede davvero, a discapito dei sogni disegnati spesso con mano incerta e poi cancellati con frettolosa incertezza.”

BuonaNanna

Odio… andare a fare il prelievo. Mi bucano e ribucano  finché non vi azzeccano ! Una cavia… uffi. Sarebbe meglio un prelievo in banca ma non ci stanno troppi fondi ! Quelli del caffè io non li so leggere…

vabbè si va a cuccia e qualcuno mi butti giù dal letto alle 6 e30 ok??????? 🤦🏻‍♀️ sogni belli.

A volte la “Troll”che è in me…🤦🏻‍♀️

Quasi non me ne accorgo… o meglio me ne accorgo ma non ci bado più di tanto e poi magari provo a lamentarmi. .

Serena… sono quieta e serena. Già è il mio stato! Non ci sono abituata.

Mi guardo intorno e nulla mi disturba o confonde. Lievito con la mente alla scoperta del nulla totale. “Fantastico” mi dico ma mica ne son convinta!

Devo abituarmi.

In questo stato “anomalo” per me, cosa ne risente di più è la mia capacità di creare. Perdo parte di quell’inventiva, quella voglia di comunicare che di solito è agli alti vertici se son infelice o sto inquieta.

Vediamo… O mi ficco in qualche guaio e risolvo il “presunto” problema… o mi rimetto la giaccazza e me ne esco col peloso sotto il sole. Quasi quasi…oggi non son da ufficio 🤭

Ma mi posso ridurre a far storie in pubblico perché sto serena con il mondo e in pace con me stessa? Son da prendere a cartonate!