Nondescript..

Avete presente quelle giornate da copione dove al massimo provi a  spostare  una virgola e ti cambia tutto il senso della parte? 

Per come va, ho il sospetto che manchi invece  un punto.

Non c’è mai la  fine… e io quando prendo fiato? 

Diciamo che per capire come sto oggi… dovrete focalizzare  la musica e non le parole ok? 

Le parole, quelle ben spese e anche quelle spese male, possono cambiare i fatti, ma la musica no… quella proprio no. 🙂

La cosa che non mi sorprende è che in quello stesso giorno del loro live, io toccavo con mano i miei 53 anni sola, e… loro già sapevano come sarebbe andata la mia vita.

On script every night 
Like a well-rehearsed stage show 
Wet your lips, it won’t take long 
To break this ode to hate and love 

Wings clipped, no need to fly 
What, do you think that you’re special? 
No effects, it’s just a bend of the elbow 
I know it’s getting old 

Nondescript, every night 
Like a well-versed get well card 
Barely dressed, and I just might 
Take you up on your offer, yeah

scappo da qui ma torno!

Non mi accorgo del tempo che scorre quando sono in vostra compagnia: Per me è tardissimo, mille cose da fare, e stamattina sono pure a casa per via di quella benedetta caldaia che ieri ha deciso di tradirmi. Al freddo, senza acqua calda mi sembra di essere tornata ai tempi in cui da bambina vivevo il più delle volte senza riscaldamento a casa per “risparmiare” dicevano i miei. Ognuno di noi ha il bagaglio della propria infanzia più o meno pesante e io  ho sofferto di “geloni” alle mani e i piedi  per via del  freddo pungente nelle case antiche di Milano (quando Milano era davvero Milano fra la nebbia e la neve) .

Esco da qui, veloce mi muovo con il peloso, e rientro per l’appuntamento col tecnico.

Altri soldi da spendere…  e il sogno di metter da parte qualcosa … si fa sempre più irraggiungibile ormai.

vadoooo!!!!

Musica…  e non lamentatevi! sono rockettara io !!!

😉

 

have to wait …

Questa mattina è stato asportato, per come è stato possibile  un tumore della pelle sulla testa di mio padre. 

Mi ero accorta, nei giorni  successivi del rientro a casa dalla Sicilia insieme a mia madre, che qualcosa su quella testa era cambiato. 

E’ stata dura convincere i miei che qualcosa bisognava fare…

Messo alle strette, sono riuscita a convincere mio padre a fare una visita da un dermatologo che conosco bene. Anni fa una sua diagnosi  accurata salvò  la vita a mia madre.

La cosa più dura in questo momento è aspettare l’esito dell’esame del tessuto.

Io non sono capace di pregare, ma sperare in un po’ di positività si.

Se avere una speranza equivale a saper pregare, allora ignara io sto pregando.

 

Stone Temple Pilots, il nuovo singolo “Meadow” e Jeff Gutt

Quando chiedo rinforzi è perché non so che pensare o peggio, dire… 

A due anni dalla morte di Scott Weiland, e a un anno dalla scomparsa di Chester Bennington (Linkin Park), che aveva per qualche mese sostituito Weiland nei Stone Temple Pilots, la band di San Diego annuncia l’entrata in formazione di un altro cantante: Jeff Gutt, un ex concorrente di X-Factor.

I Pilots hanno già scritto e registrato un nuovo album che uscirà in primavera su Atlantic. Per capire come se la cava Gutt, potete ascoltare Meadow, il primo inedito della band dopo lo stop. Un pezzo da radio, senza infamia, senza lode.

diritti d’autore di Giuseppe Franza

www.musicaddiction.it

io aggiungo solo un… mah… 

storie sfortunate di overdose… suicide… negli anni fino alla scomparsa di cantanti unici e irripetibili.

Ora, non mi pare proprio una gran scelta , se penso ai suoi predecessori , per stile, intonazione e grinta. Per far parte di una  band  come i S.T.Pilots (che francamente adoro), ci vuole un’animo  che si attorcigli su se stesso e si accarezzi comunque piano.

Ma forse è proprio questa sua  “diversità” che profuma di un’ ingenuità apparente dalla faccia pulita,  che potrà mettere “paletti saldi” e firmare  una tregua per il periodo sfortunato che  una band come loro, ha attraversato in così pochi anni.

Che un USA – XFactoriano dell’   “Hallelujah”

sia con voi…noi…

Comunque, l’interpretazione di quella canzone non mi ha convinta tanto.

 

aggiungo un mah… nuovamente

comunque… un link sulla band.  STP

e

link qui sotto della nuova voce…

 Gutt

Oggi “noi due” e nell’aria la “PFM”

Quando riusciamo a prenderci ritagli di tempo,  favoriti dalle giornate di sole in questo novembre che ricorda sempre più la primavera… noi facciamo questo. Camminiamo, chilometri di passi per la città. Non abbiamo mai una meta fissa,  oggi noi siamo qui. Diventiamo complici di emozioni, fotografiamo i nostri attimi tra una corsa e un masticare allegro il guinzaglio. Niente caffè, qualche biscotto, e l’inseparabile musica nella mia testa. Mio figlio è andato a trovare la nonna ricoverata a Verbania. I miei son tranquilli nel loro guscio e noi ci prendiamo la libertà di muoverci inseguendo la corrente del momento. Arrivare in Duomo diventa sempre più faticoso per me ma, non mi arrendo. e poi, la musica nelle orecchie non solo mi distrae dai pensieri ma mi rende libera di spaziare e di divertirmi con Scirek. Quasi 20 chili . sono incredula perfino io. Quanto l’amore, le cure, le attenzioni possono fare ormai lo abbiamo sperimentato io e lui. E la cosa è reciproca, perché insieme siamo una forza indistruttibile, ma separati diventiamo deboli, deboli e infelici. 

Ci siamo seduti sulle scalinate del Sagrato del Duomo, ad osservare tutto il movimento che brulicava, come formiche laboriose., con il sole  in faccia e la tipica posa statica del “non ci provate”  a sfiorare  il magico momento di relax nostro, o vi sbraniamo!  Ho come avuto il sospetto, man mano che stavamo seduti (alla fine si è rivelato una realtà divertente),  che siamo stati ripresi e fotografati da molte persone, turisti soprattutto.

In verità  alcuni ci han perfino chiesto se “potevano” farci una foto ricordo,  per la bellezza che trasparivamo  in quel contesto. Una bellezza inusuale, rara, fatta di affetti e complicità evidenti ad occhio nudo di molti Assurdo! Con ogni probabilità finiremo in rete tra i ricordi di giapponesi, coreani, spagnoli e Canadesi! So di certo di un canadese!  Al ragazzo del gruppo ho dato la mia mail (col mio inglese del menga!) pregandolo di spedirmi almeno una foto di noi due. Me lo ha promesso entro oggi.  Vedremo !  Io metto una foto fatta all’arrivo in Duomo. Ho interrotto il  whatsappare di un tizio che mi sembrava “a posto” (di sti tempi  meglio non rischiare di vedere un iPhone prendere il volo !)  per dargli il mio cellulare e immortalarci.

Eccoci!!!!!!

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Colonna sonora PFM “Emotional Tatoos” 2017

Per tutto il tempo mi sono portata addosso  il nuovo doppio della PFM “Emotional tattoos” e posso dire con certezza che  dopo undici anni (dal 2006) di attesa, seppur non ci sia più il chitarrista nonché fondatore Mussida … comunque sono “Loro” ma molto più originali e giocherelloni!!!

Tutto, l’ho ascoltato tutto fra le vie di Milano (loro città alla fine)  21 brani fra quelle 11 in  inglese e le 10 in  italiano. Io ho preferito avere tutte e due le versioni…

Azzardo, e  più per prudenza che per timore,  ma sento che quella nota di originalità mista gioco è proprio il trovarmi all’interno di  “ballate dal sapore  funky,  suoni jazz ,  echi di una psichedelica all’orizzonte e  profumi pop appena percepiti “.

Il nuovo chitarrista  Marco Sfogli(NCCP per intenderci) da un paio di anni con loro, si fa notare  moltissimo, (lo capirete semplicemente quanto è  fenomenale il suo modo di suonare, perché  gli assoli di chitarra, nei brani “We’re Not an Island”, o  “The Lesson”  sono suoi.  Ma ci tengo molto a precisare, anche  la grandezza del basso di Patrick Djivas, proprio nello stesso brano The Lesson! Io mi sono catapultata con la mente in un mondo di musica tipico della band  “YES” credetemi!

La PFM è sempre più unita, compatta.  In “Morning Freedom”, la batteria del  Di Cioccio ti trascina dentro una  grande emozione che ti raggiunge lo stomaco! 

E poi c’è “Hannah” che ti prende in braccio e ti rincuora.

Spaziano, si spandono, da un lato con testi in inglese e dall’altro con testi in italiano. 

Giocano, giocano con le note, fra ampi cortili sonori, e nel giocare fra loro e le note, nell’aria si creano cesellature di ritmi e intarsi di melodie talmente curate con quel modo certosino da risultare perfette in quel momento giocoso!  Musiche e parole, come Icone preziose, capolavori di passione verso un sempre più mondo di rock progressivo che non ha età ma che alla fine si permette di lasciarsi andare un po’.

Certo che lo so che la PFM è la prima band “prog” italiana…

Ma io gli  concedo volentieri  il piacere di saper giocare davvero, perché quello che sono riusciti a fare è davvero un gioco fra 2 squadre amiche…  testi e musiche, che si confrontano amichevolmente senza vincitori e vinti.

La PFM gioca e gioca bene  in questi tempi anomali della musica. Tutte le canzoni in inglese, e in italiano sono legate fra loro e sono anche in  contrapposizione, e  cosi’ lo è anche la loro musica in questo album…

Vi lascio un link interessante. 

INSIDEMUSIC-PFM-“Emotional Tatoos”

 

Un giorno il mio “Mentore” mi disse una cosa…

“Noi non  siamo “SIMILI” seppur  “UGUALI” 

 

 

dimenticavo.. e Bollani  il pianista che da il suo contributo in un brano…

ehh no! non dico più niente !!!

Attenzione !!!!!

Sappiate che sulla circonvallazione esterna dopo il ponte delle Milizie sullo svincolo per Viale Cassala, c’è un murales disegnato da Mattia Bonora., della copertina del loro album!

diciamocelo

E’ quel  lato fanciullesco di ogni donna, che  viene fuori quando meno se lo aspetta. Un po’ di sano narcisismo bambinesco non guasta mai …

Fa saltare dentro le pozzanghere d’acqua piovana mentre spiove in città,  noncurante degli schizzi che si spargono  intorno, ma soprattutto addosso 😊

Stamattina avevo voglia di colorare un mio momento e… mi son comprata un gingillo da mettere sul mio collo che tutto è, meno che da donna adulta, seriosa e posata ! Colori, leggeri ma “colori” cavolo! La mia mano del “cuore”.

l’offensiva d’attacco

Rinunciare.

Rinunciare a qualcuno che hai addosso

come fosse una tua seconda pelle,

qualcuno che ti porti dentro

come fosse il proprio cuore

nel petto che affannato batte.

Diventare crudele, poi mentire,

spietata,a parole, a gesti,

e mentre lo fai, muori dentro.

Poi un lunedì ti alzi dal letto

ti guardi allo specchio, negli occhi e,

non li riconosci più.

Occhi che mentono per amore

occhi vitrei, opachi, spenti.

Sei un’altra entità, una cosa

un oggetto inanimato che sposti

per non averti attorno.

 

jazz irriverente…