BuonaNanna

Odio… andare a fare il prelievo. Mi bucano e ribucano  finché non vi azzeccano ! Una cavia… uffi. Sarebbe meglio un prelievo in banca ma non ci stanno troppi fondi ! Quelli del caffè io non li so leggere…

vabbè si va a cuccia e qualcuno mi butti giù dal letto alle 6 e30 ok??????? 🤦🏻‍♀️ sogni belli.

A volte la “Troll”che è in me…🤦🏻‍♀️

Quasi non me ne accorgo… o meglio me ne accorgo ma non ci bado più di tanto e poi magari provo a lamentarmi. .

Serena… sono quieta e serena. Già è il mio stato! Non ci sono abituata.

Mi guardo intorno e nulla mi disturba o confonde. Lievito con la mente alla scoperta del nulla totale. “Fantastico” mi dico ma mica ne son convinta!

Devo abituarmi.

In questo stato “anomalo” per me, cosa ne risente di più è la mia capacità di creare. Perdo parte di quell’inventiva, quella voglia di comunicare che di solito è agli alti vertici se son infelice o sto inquieta.

Vediamo… O mi ficco in qualche guaio e risolvo il “presunto” problema… o mi rimetto la giaccazza e me ne esco col peloso sotto il sole. Quasi quasi…oggi non son da ufficio 🤭

Ma mi posso ridurre a far storie in pubblico perché sto serena con il mondo e in pace con me stessa? Son da prendere a cartonate!

Diggià????

Ma buongiorno! 🧚‍♀️

Carnevale 2018 Milano le date…

Mentre nel resto di Italia il Carnevale 2018 prende il via con il giovedì grasso, che cade l’8 febbraio, per culminare l’11 febbraio con eventi in tutta Italia a Milano e nelle città in cui si celebra il Carnevale Ambrosiano, i festeggiamenti sono rimandati a sabato 17 febbraio.

Cazzarola!

St’anno corre mica da ridere! Tutto in n’à botta…🤦🏻‍♀️

Così non ci arrivo alla prova bikini in tempo! 🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️

my underground (gli avvoltoi)

Mi scuso, arrivo ora da voi, altro giorno  da urla e barbarie lavorative ! Amen,

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Quanti ne incontriamo (che definiamo avvoltoi), nel nostro vagare alla ricerca di un qualcosa che ci completi, ci soddisfi, ci faccia stare bene?

Quanti ci hanno volutamente attraversato la pelle lasciandoci graffi indelebili, pensando che ci abbiano portato  via qualcosa che ci faceva alzare tutte le mattine sapendo di essere  qualcuno. A testa alta, col corpo ben eretto in faccia al mondo.

Quanti,se non noi stessi, i diretti colpevoli  che a volte  lo abbiamo permesso.

E allora te ne  stai li, nel silenzio cupo che ti stordisce e cerchi , rovistando l’intimo una qualsiasi antica voce divinatoria, dentro di te  che ti dia la risposta  a quella domanda ben precisa. Come sarà ora il mio cammino?  Cerchi di darti una risposta, sul tuo presente ignoto, o sul tuo passato, che ti ha condotto dove stai adesso, in quel quadrilatero di silenzio  a chiederti del futuro, a come agire nel modo più giusto, ipotizzando che…

Molto più spesso siamo gli avvoltoi di noi stessi, e quando ce ne rendiamo davvero conto ci malediciamo e ci fustighiamo perché  solo in quell’ attimo di consapevolezza, ci torna in mente cosa davvero siamo. Siamo fonte di saggi consigli o di profezie. Siamo un’autorità infallibile, Siamo spirito di noi stessi.  Siamo come delle “fessure”  fra due spazi .

Vi faccio ascoltare adesso  un brano di una band Italiana, esattamente di  Città dei Castelli.

Questo secondo album “Unconscious Oracle”  esce sul mercato il 19 gennaio,  e si colloca  perfettamente  in quel vuoto divisorio che esiste fra i due spazi. (ricordatevi le “fessure”) . Il Vuoto , vuoi creato da una crepa, vuoi  da una camera d’aria,e  mi viene da dire che è un po’ un album “Spalla”. Evidenzia  il concetto di sinonimia accertata   fra “crepa” e “intercapedine” . e sta  a  noi  capire in che modo la viviamo.

Loro sono,

“Snow In Damascus!”

 

Quando mi incontro con sonorità come queste, che mi provocano emozioni inconsce, io mi immagino vestita con  un abito di velluto. Accarezzandolo, nella mente riesco perfino a percepirne la delicatezza.  Questo album veste di uno stile folk, con accessori di fattura indie, elettronica. I riverberi e le distorsioni nell’aria, si susseguono fra  i  passi di danza che si incontrano, per divagare  spesso nel rock acustico, o nel folk.

Musicalmente parlando lo identifico  un “tuttofare” musicale.

Li tengo in evidenza  fin dai tempi in cui il gruppo ha esordito nel 2014 con l’album “Dylar”

Li seguo con discrezione…li osservo da lontano ecco. 🙂

 

 

Storia di tutti i giorni

Titolo:

“mi sono fatta una promessa”

Io ancora ti penso, ma solo quando la ragione si assopisce, e mi rallenta il fiato, lasciandomi così un varco aperto nell’immaginario ottico, sul soffitto illuminato da un ricordo

Mi vedo, camminare lenta, con quell’equilibrio scarso, che mi distingue sempre dai sicuri.

Guidata dall’eco d’un tempo, dal suo fare dolce e ammaliante e che in solitudine si dissolve come musica senza voce, mi avvicino al ciglio familiare di un burrone. Tu.

Eccola la linea di confine tra il mio cielo annuvolato dall’umore grigio, e il tuo essere sempre come un precipizio, fra lo scosceso il dirupato, assai ripido e profondo .

Eccola la linea da superare allora, e mi basta solo un’altro passo per guardare giù.

Così avvicino un po’ di più la mia curiosità affamata, spostando in avanti il corpo stanco, ma solo per vedere dalla parete che immagino ripida, laggiù cosa si cela ora.

D’improvviso tremo, vertigini mi prendono, lo stomaco mi si annoda come un cappio ben stretto al collo e la testa, quella la sento trafitta dagli spilli.

Tremo, e sento tanto freddo. Ho troppo freddo!

Senza ancora guardare giù, arretro piano e mi ritraggo come un riccio fatto a  palla, preso a calci da una ruota.

Mi allontano ancora ma solo di un’altro mezzo passo, metto in sicurezza la mia vista, ma ancora continuano i miei tremori

Sento addosso la Paura, la sento come abiti inzuppati di benzina nauseante pronta a darmi fuoco. La vedo davanti come graffi vivi inferti da un felino, come a provocare quell’indifferenza distratta dal dolore perché svelta mi allontani dalla tentazione.

la sento fin dentro le ossa la Paura, come quando la ragione vigile di me mi osserva, con disprezzo e cattiveria, ammonendomi a suon di botte, per la debolezza che con me sempre  si specchia.

Ho paura, paura  di andare avanti fino al ciglio e di sporgermi davvero, di vedere un cambiamento inaspettato al tempo non più in comune ma ormai diviso.

Ho paura, di un nuovo, che potrebbe esserci laggiù, e che mi coinvolga ormai nel niente.

Ho paura anche, di vedere rigogliosi prati d’erba appena nata, e ho paura pure, di scorgere dall’alto, vigneti pieni di  grappoli dolciastri e maturati al sole, pronti da mangiare per chi li ha colti.

Ho paura di vederne il fondo pieno d’ogni tutto ma non di pezzi fatti ancor di me.

Ho paura, di scorgere strade nuove, case pitturate e fresche, tutto un’altro vivere,di altre direzioni, che a me non concedono un’asilo, o un diritto d’appartenenza.

Nell’attimo acuto del dolore di quei pensieri sparsi come lava incandescente, il coraggio, del vedere ormai e comunque, una qualsivoglia realtà per me  visiva mi cattura e mi spinge avanti .

Poca spinta , uno, anche due passi in avanti  muovo, e gli occhi rigorosamente tengo chiusi.

Poi, sul ciglio che si sbriciola di sotto, al mio fermarmi a filo mi fa  allungare il collo per potermi mettere in osservazione , mentre piano le mie palpebre comunque  intimorite si aprono a fessura una ed una. Lo sento il desiderio di vedere ad ogni costo, fluisce il sangue forte fino in testa, ma non cedo al mio timore che sopraggiunge ancora.

Sto quasi per vedere un’ombra laggiù che piano prende forma, ma la mia  ragione d’un balzo si risveglia, trascinandomi con forza via da quel burrone, scaraventandomi per terra. 

Pulisco le mani e gli occhi dalla polvere, e come sempre alzandomi  tante e tante volte ormai da terra, focalizzo una promessa che mi sono fatta tempo addietro . In libertà lampeggia e a intermittenza..

“Basta… non guardare più!”ripete la mia voce fatta striscia . “Cate te lo sei promesso anche nel tuo sonno ingannatore … “non guardare più niente di quel che è ormai di lui, degli altri e del loro status.“

Cate.

E’ dura restare coerenti, e coi piedi ben saldi al pavimento, con se stessi a volte,  ma me lo son promesso. e le promesse io non le rompo! Manco davanti ad un mitra puntato ecco ! 

Ma faccio a cazzotti ogni santo  giorno, con quella  “me”, razionale, fredda e sempre più logica,  e  quell’altra  “me”, troppo emotiva,  contraddittoria e troppo troppo masochista, che ha sempre  bisogno di sapere, di vedere,  come sta lui, cosa fa lui , con chi sta, dove va..

Che fatica gente tenermi a bada!

Posso solo sperare che (il mio esserne sempre innamorata di Lui) prima o poi mi passi. 

ciao !unnamed

 

L’affilata lama degli “INXS”

La storia del suicidio non mi ha mai  veramente convinta. Ancor meno la causa del gesto di mia dubbia comprensione, “la depressione” che sotto l’effetto di alcool e droghe nella notte del 22 novembre del 1997 DA SOLO decise di legarsi attorno al collo stretta una cintura che poi avrebbe legato saldamente  alla chiusura automatica che guarda un po’ stava proprio in bella vista  proprio sopra la porta della sua camera d’albergo. Cosa si sarebbe praticato per giungere alla morte? Autoerotismo. Per favore, Non ci crederò mai che era tutto solo soletto in preda ad un mix bomba e  tutto  in assoluta autonomia.

Son dell’idea che se mi capitasse di incontrare oggi  il suo amico ai tempi “grande”  intimo amico il caro ” Bono”, nel chiedergli se potrebbe esserci del vero in questa vicenda, mi risponderebbe, con un bel cartone sui denti aggiungendo “cretina”!

Ma questa faccenda si è chiusa così ai tempi e, comunque sia andata, morire a 37 anni e in quel modo lascia un posto di privilegio e memoria  nella storia della musica, seppur anomalo.

Michael Hutchence, australiano  .

Lui era e sempre lo sarà nella storia, il leader indiscusso, carismatico degli “INXS”, una band dall’impronta rock che riusciva a spaziare anche dall’alternativo, al pop,  fino a toccare  i confini, post punk, la dance e  la new wave..

Ne parlo perché nascendo nel 1964 , tutto quello che oggi conosco e prendo dalla musica (degli anni 50/60/70 e anche molto prima di questi decenni),  è legato ad un laborioso impegno mio, una curiosità sempre in crescendo,in questi ultimi 8 anni.

La mia eredità musicale vissuta sulla pelle parte intorno agli  anni 80. ero una ventenne o poco più , mi divertivo, ascoltavo la musica del momento, italiana e straniera e oltre che ballare come una folle senza freni (ballare gli INXS !) nelle discoteche  la vivevo in base agli stati d’animo del momento.  Se non avessi incontrato un uomo, nel novembre 2009, un viandante, un loner, ecco un Loner è più adatto ,  mia vita anni fa, con ogni probabilità non mi sarei imbarcata in un viaggio a ritroso della musica. Ma siccome l’ho incontrato e l’ho accolto, ha iniziato a darmi, (forse per ricambiare  la mia semplice ospitalità) cose di se.  Era destino che lo incontrassi come è destino oggi che prosegua  sola,  (a volte pure annaspando), alla cieca. Trovo sempre una luce, uno stimolo, che mi sollecita ad andare sempre di più avanti. Uno stimolo che porta il nome di “Vita”

Gli INXS sono parte del mio vissuto, del mio passato remoto, che non ritornerà proprio come loro. Morendo Michael Hutchence, a nulla sono valsi tutti i tentativi di sostituirlo.

Certo son andati avanti arrancando.In occasione dei giochi olimpici di Sydney del 2000 hanno ingaggiato un paio di artisti che francamente non sto a nominare  perchè  quel poco che so  mi lascia un po’ indifferente.Un paio di anni dopo i giochi olimpici, hanno creato  un reality  televisivo, il Rock Star: INXS in cui 15 concorrenti  si mettevano in gioco per diventare (il vincitore)  il nuovo cantante  della band. Alla fine fra un provino e una perplessità hanno  scelto  un semisconosciuto dal nome J.D. Fortune dichiarando apertamente di nutrire seri dubbi  comunque sul fatto che  il loro frontman potesse essere sostituito

Scelgo due canzoni, quelle che per me di tutta la discografia fino alla scomparsa di Hutchence, avranno  sempre un posto ben in vista nel mio cuore. Su un’affilata lama dove giocano fra gioia e dolore.

Ecco  la più sexy, conturbante,  una figura  eternamente selvaggia,

che ha  potere, quel potere che rende vivo ogni attimo …

quella che profuma di “Passione”

MYSTIFY

 

L’altra ,  qui sotto, la vivrò sempre  come un presagio… un maledetto destino da compiersi…  e pure annunciato;  un’ineluttabile verità in trasparenza.

Penso  a volte nella mia follia, che la seconda strofa del testo,  sia  proprio un chiaro messaggio agli  INXS superstiti per ben due volte.

NEVER TEARS US APART

 

“Non chiedere a me
quello che già sai
non c’è bisogno che ti dica
che amo il tuo prezioso cuore

Io, io ero lì
e c’eri anche tu
due mondi si sono scontrati
e nessuno potrà più dividerci

Potremmo vivere
per un migliaio di anni
ma se ti facessi del male
ricaverei vino dalle tue lacrime

Ti ho detto
che potevamo volare
tutti abbiamo le ali
ma alcuni non ne sanno il perché

Io, io ero lì
e c’eri anche tu
due mondi si sono scontrati
e nessuno potrà più dividerci”.

Nondescript..

Avete presente quelle giornate da copione dove al massimo provi a  spostare  una virgola e ti cambia tutto il senso della parte? 

Per come va, ho il sospetto che manchi invece  un punto.

Non c’è mai la  fine… e io quando prendo fiato? 

Diciamo che per capire come sto oggi… dovrete focalizzare  la musica e non le parole ok? 

Le parole, quelle ben spese e anche quelle spese male, possono cambiare i fatti, ma la musica no… quella proprio no. 🙂

La cosa che non mi sorprende è che in quello stesso giorno del loro live, io toccavo con mano i miei 53 anni sola, e… loro già sapevano come sarebbe andata la mia vita.

On script every night 
Like a well-rehearsed stage show 
Wet your lips, it won’t take long 
To break this ode to hate and love 

Wings clipped, no need to fly 
What, do you think that you’re special? 
No effects, it’s just a bend of the elbow 
I know it’s getting old 

Nondescript, every night 
Like a well-versed get well card 
Barely dressed, and I just might 
Take you up on your offer, yeah