Si…

Chiedo scusa a Mario Venuti se ho osato arrivare a tanto, ma sono certa non me ne vorrà troppo. Questo è ciò che lascio qui, la mia voce, il mio canto un po’ goffo ma è un modo mio per dirvi che qualunque cosa accada di una cosa sono sicura … “io riparto un giorno da qui “(con voi) ”

Buone feste. E che siano liete, ricche di buoni propositi per questo nuovo tempo che arriverà. ❤️ Cate, Perseide, Persy.

🎶 di Mario Venuti

“Un Altro Posto Nel Mondo” / Cate.

 

Nondescript..

Avete presente quelle giornate da copione dove al massimo provi a  spostare  una virgola e ti cambia tutto il senso della parte? 

Per come va, ho il sospetto che manchi invece  un punto.

Non c’è mai la  fine… e io quando prendo fiato? 

Diciamo che per capire come sto oggi… dovrete focalizzare  la musica e non le parole ok? 

Le parole, quelle ben spese e anche quelle spese male, possono cambiare i fatti, ma la musica no… quella proprio no. 🙂

La cosa che non mi sorprende è che in quello stesso giorno del loro live, io toccavo con mano i miei 53 anni sola, e… loro già sapevano come sarebbe andata la mia vita.

On script every night 
Like a well-rehearsed stage show 
Wet your lips, it won’t take long 
To break this ode to hate and love 

Wings clipped, no need to fly 
What, do you think that you’re special? 
No effects, it’s just a bend of the elbow 
I know it’s getting old 

Nondescript, every night 
Like a well-versed get well card 
Barely dressed, and I just might 
Take you up on your offer, yeah

buongiorno così

Questo è un post programmato. sono in clinica per una visita 😦

Pensavo, di solito, tesoro, che no hai fatto niente 
ma eri sempre interessata a qualcosa 
sempre con un contrattempo,

sì, mi viene da pensare che quei giorni

stiano venendo a chiedere il conto 
ora nessuno ti vuole proteggere 
vogliono solo dimenticarti

sarai nei miei pensieri 
non buttarti via 
al peso dell’amore 
sarai al tuo fianco 
non buttarti via 
al peso, al peso dell’amore

Balla tutta la notte perché le persone, non vogliono essere sole 
non vogliono essere sole 
non vogliono essere un unica persona 
avevi qualcosa di cui nessuno poteva essere sicuro 
non hai mai avuto l’amore puro 
e mai sei stata curata da questo

Ti adoro
Non è la cosa giusta da fare
Come posso mai cambiare le cose
Che sento
Se potessi
Forse ti darei il mio mondo
Come posso
Quando non lo prenderai da me
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Dimmi perché
Tutto si è girato
Imballa
Shacking up è tutto quello che vuoi
Se potessi
Baby, ti do il mio mondo
Apri
Tutto ti sta aspettando
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Vai per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada
Puoi chiamarlo
Un altro giorno solitario
Puoi andare per la tua strada “

Stone Temple Pilots, il nuovo singolo “Meadow” e Jeff Gutt

Quando chiedo rinforzi è perché non so che pensare o peggio, dire… 

A due anni dalla morte di Scott Weiland, e a un anno dalla scomparsa di Chester Bennington (Linkin Park), che aveva per qualche mese sostituito Weiland nei Stone Temple Pilots, la band di San Diego annuncia l’entrata in formazione di un altro cantante: Jeff Gutt, un ex concorrente di X-Factor.

I Pilots hanno già scritto e registrato un nuovo album che uscirà in primavera su Atlantic. Per capire come se la cava Gutt, potete ascoltare Meadow, il primo inedito della band dopo lo stop. Un pezzo da radio, senza infamia, senza lode.

diritti d’autore di Giuseppe Franza

www.musicaddiction.it

io aggiungo solo un… mah… 

storie sfortunate di overdose… suicide… negli anni fino alla scomparsa di cantanti unici e irripetibili.

Ora, non mi pare proprio una gran scelta , se penso ai suoi predecessori , per stile, intonazione e grinta. Per far parte di una  band  come i S.T.Pilots (che francamente adoro), ci vuole un’animo  che si attorcigli su se stesso e si accarezzi comunque piano.

Ma forse è proprio questa sua  “diversità” che profuma di un’ ingenuità apparente dalla faccia pulita,  che potrà mettere “paletti saldi” e firmare  una tregua per il periodo sfortunato che  una band come loro, ha attraversato in così pochi anni.

Che un USA – XFactoriano dell’   “Hallelujah”

sia con voi…noi…

Comunque, l’interpretazione di quella canzone non mi ha convinta tanto.

 

aggiungo un mah… nuovamente

comunque… un link sulla band.  STP

e

link qui sotto della nuova voce…

 Gutt

Il mio protagonismo musicale… “Le Furie” – il futuro è nella testa – 2017

No, dai scherzavo !!!

La verità è che questa band di 4 ragazzi fiorentini,  ” Le Furie”  con il loro secondo album “”il futuro è nella testa”” ottobre 2017, mi hanno proprio preso di testa  un casino, musicalmente parlando poi  ancora prima, dai tempi del  loro esordio nel 2012 con l’album “Andrà tutto bene” .

In questi anni, tanti concerti live  e diverse apparizioni in giro come collaborazioni musicali.

Seppur ancora giovanissimi, Giacomo, Irene, Theo ed Edoardo, sono migliorati  parecchio. In questo loro  secondo lavoro, sono più sicuri, maturi, consapevoli del mondo in cui vivono. Cantano del mondo attuale, della società allo sbando, delle difficoltà da affrontare dei lavori mal pagati, ma parlano anche di poesia e di amore, di speranza. (i titoli dei brani sono un chiaro messaggio di   “consapevolezza”) . Suonano e cantano in modo  grintoso , sono dei  temerari ma  credono in se stessi e nelle loro possibilità in questo tempo ma soprattutto in questo mondo dove essere “cantautore” non è certamente facile.  Le Furie,  hanno uno stile  talmente garbato,, urbano,  avviluppato  da frementi energie alt-rock , miscelato con armoniosi, dolci ballate., che secondo me hanno davvero oggi,  tutte le carte in regola per  farsi notare e stavolta davvero !

aahhoooh.. ma son bravi si !

vi lascio in ascolto la mia play con 10 brani…

naturalmente CATERINA ve lo piazzo pure  come primo video e  subito..

“CATERINA” … Sul  discorso dell’ingenuità, che traspare bene ascoltando il brano…ho il sospetto che abbiano pensato a me… e a tutte le CATERINE sulla terra.

NOI siamo fatte così  davvero… 🙂

Buona domenica!

Oggi “noi due” e nell’aria la “PFM”

Quando riusciamo a prenderci ritagli di tempo,  favoriti dalle giornate di sole in questo novembre che ricorda sempre più la primavera… noi facciamo questo. Camminiamo, chilometri di passi per la città. Non abbiamo mai una meta fissa,  oggi noi siamo qui. Diventiamo complici di emozioni, fotografiamo i nostri attimi tra una corsa e un masticare allegro il guinzaglio. Niente caffè, qualche biscotto, e l’inseparabile musica nella mia testa. Mio figlio è andato a trovare la nonna ricoverata a Verbania. I miei son tranquilli nel loro guscio e noi ci prendiamo la libertà di muoverci inseguendo la corrente del momento. Arrivare in Duomo diventa sempre più faticoso per me ma, non mi arrendo. e poi, la musica nelle orecchie non solo mi distrae dai pensieri ma mi rende libera di spaziare e di divertirmi con Scirek. Quasi 20 chili . sono incredula perfino io. Quanto l’amore, le cure, le attenzioni possono fare ormai lo abbiamo sperimentato io e lui. E la cosa è reciproca, perché insieme siamo una forza indistruttibile, ma separati diventiamo deboli, deboli e infelici. 

Ci siamo seduti sulle scalinate del Sagrato del Duomo, ad osservare tutto il movimento che brulicava, come formiche laboriose., con il sole  in faccia e la tipica posa statica del “non ci provate”  a sfiorare  il magico momento di relax nostro, o vi sbraniamo!  Ho come avuto il sospetto, man mano che stavamo seduti (alla fine si è rivelato una realtà divertente),  che siamo stati ripresi e fotografati da molte persone, turisti soprattutto.

In verità  alcuni ci han perfino chiesto se “potevano” farci una foto ricordo,  per la bellezza che trasparivamo  in quel contesto. Una bellezza inusuale, rara, fatta di affetti e complicità evidenti ad occhio nudo di molti Assurdo! Con ogni probabilità finiremo in rete tra i ricordi di giapponesi, coreani, spagnoli e Canadesi! So di certo di un canadese!  Al ragazzo del gruppo ho dato la mia mail (col mio inglese del menga!) pregandolo di spedirmi almeno una foto di noi due. Me lo ha promesso entro oggi.  Vedremo !  Io metto una foto fatta all’arrivo in Duomo. Ho interrotto il  whatsappare di un tizio che mi sembrava “a posto” (di sti tempi  meglio non rischiare di vedere un iPhone prendere il volo !)  per dargli il mio cellulare e immortalarci.

Eccoci!!!!!!

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Colonna sonora PFM “Emotional Tatoos” 2017

Per tutto il tempo mi sono portata addosso  il nuovo doppio della PFM “Emotional tattoos” e posso dire con certezza che  dopo undici anni (dal 2006) di attesa, seppur non ci sia più il chitarrista nonché fondatore Mussida … comunque sono “Loro” ma molto più originali e giocherelloni!!!

Tutto, l’ho ascoltato tutto fra le vie di Milano (loro città alla fine)  21 brani fra quelle 11 in  inglese e le 10 in  italiano. Io ho preferito avere tutte e due le versioni…

Azzardo, e  più per prudenza che per timore,  ma sento che quella nota di originalità mista gioco è proprio il trovarmi all’interno di  “ballate dal sapore  funky,  suoni jazz ,  echi di una psichedelica all’orizzonte e  profumi pop appena percepiti “.

Il nuovo chitarrista  Marco Sfogli(NCCP per intenderci) da un paio di anni con loro, si fa notare  moltissimo, (lo capirete semplicemente quanto è  fenomenale il suo modo di suonare, perché  gli assoli di chitarra, nei brani “We’re Not an Island”, o  “The Lesson”  sono suoi.  Ma ci tengo molto a precisare, anche  la grandezza del basso di Patrick Djivas, proprio nello stesso brano The Lesson! Io mi sono catapultata con la mente in un mondo di musica tipico della band  “YES” credetemi!

La PFM è sempre più unita, compatta.  In “Morning Freedom”, la batteria del  Di Cioccio ti trascina dentro una  grande emozione che ti raggiunge lo stomaco! 

E poi c’è “Hannah” che ti prende in braccio e ti rincuora.

Spaziano, si spandono, da un lato con testi in inglese e dall’altro con testi in italiano. 

Giocano, giocano con le note, fra ampi cortili sonori, e nel giocare fra loro e le note, nell’aria si creano cesellature di ritmi e intarsi di melodie talmente curate con quel modo certosino da risultare perfette in quel momento giocoso!  Musiche e parole, come Icone preziose, capolavori di passione verso un sempre più mondo di rock progressivo che non ha età ma che alla fine si permette di lasciarsi andare un po’.

Certo che lo so che la PFM è la prima band “prog” italiana…

Ma io gli  concedo volentieri  il piacere di saper giocare davvero, perché quello che sono riusciti a fare è davvero un gioco fra 2 squadre amiche…  testi e musiche, che si confrontano amichevolmente senza vincitori e vinti.

La PFM gioca e gioca bene  in questi tempi anomali della musica. Tutte le canzoni in inglese, e in italiano sono legate fra loro e sono anche in  contrapposizione, e  cosi’ lo è anche la loro musica in questo album…

Vi lascio un link interessante. 

INSIDEMUSIC-PFM-“Emotional Tatoos”

 

Un giorno il mio “Mentore” mi disse una cosa…

“Noi non  siamo “SIMILI” seppur  “UGUALI” 

 

 

dimenticavo.. e Bollani  il pianista che da il suo contributo in un brano…

ehh no! non dico più niente !!!

Attenzione !!!!!

Sappiate che sulla circonvallazione esterna dopo il ponte delle Milizie sullo svincolo per Viale Cassala, c’è un murales disegnato da Mattia Bonora., della copertina del loro album!

Tim, semplicemente

Questo post è programmato

La musica,

la musica a volte ci fa entrare  in una sorta di tunnel spaziale nel tempo,  e nella notte un canto di cigno,  ci lascia immersi nella memoria, e la malinconia di tutto ciò che abbiamo perso, lasciato ci investe.

Una volta ero

Una volta ero un soldato
E combattevo su sabbie lontane per te
Una volta ero un cacciatore
E portavo a casa carne fresca per te
Una volta ero un amante
E per te cercavo dietro i tuoi occhi
E presto ci sarà un altro
A dirti che non ero altro che una bugia
 
E a volte mi chiedo
Solo per un po’
Ti ricorderai mai di me?
 
E anche se hai dimenticato
Tutti i nostri miseri sogni
Mi ritrovo a cercare
Tra la cenere delle nostre rovine
Cerco i giorni in cui sorridevamo
E le ore che passavano sfrenate
Con la magia dei nostri occhi
E il silenzio delle nostre parole
 
E a volte mi chiedo
Solo per un po’
Ti ricorderai mai di me?
Mai di me