L’angolo della nostalgia…

In questi giorni di mio silenzio qui, e anche di necessità di fare un bilancio del mio vissuto, della paura che spesso mi prende come una morsa stretta alla gola lasciandomi sgomenta nello scoprire quanta fragilità esista davvero in me, in me, che tengo dentro una campana di vetro la mia mamma, in me che temo per mio figlio, in me, che temo per me stessa … ed è umano mi ripeto provar paura… ( tutto d’un fiato l’ho scritto), mi sono ritrovata compagna fedele di musica e di frammenti di vita ormai andata .

L’angolo… il famoso “angolo” della nostalgia. Beh, con tutti gli angoli che mi si sono visualizzati davanti… in questi giorni, alla fine ho costruito questo… una figura fatta di tanti, tanti angoli…

Un poliedrico esempio di quanti angoli nostalgici porto dentro me.

Allora mi son detta: “tira le somme Cate, trova in te quello che davvero ti trasmette in corpo, nel cuore, nella mente, in ogni atomo nascosto del tuo essere, la vera “nostalgia“…

Ok …

L’amore si placa,

muta, e non svanisce.

Forse cambia pelle ma…

non svanisce.

Ora… Devo cambiare una lampadina perché fa le bizze e mi fa sfarfallare gli occhi, ma… il post è andato a buon fine. 🧡

#iorestoacasa

L’angolo della nostalgia…

2014.

Neanche troppo lontano. Scivolare nel nero dell’abisso e poi riemergere e ritornare a sentirsi importante, unica, geniale. E poi vedermi crollare tutto e non avere difese. Io non rinnegherò mai nulla, e sti cazzi che avvio la formattazione di quel tempo. Io sono io, fra mille sbagli, ma io sono io. Questo conta. Resto vera, autentica. E sono felice, perché porto la Musica con me, alimentandola, denudandola, amandola. Sempre.

I The Black keys… sono parte della mia crescita e del mio evolvere in materia di Musica, con la sola fatica del mio cervello, del mio amore, del mio tutto.

L’angolo della nostalgia…

Nostalgia per modo di dire.

Era un lontano fine settembre 1991…

Non l’ho mai detto a nessuno sapete?

Erano già passati due anni dal mio matrimonio, e avevo un figlio molto piccolo, di un anno e mezzo appena, insieme a tante ma tante insoddisfazioni personali. Quella più “TOSTA” era la mia irrefrenabile crisi di gelosia nei confronti di una certa Ornella, ex mia compagna di medie, e pure infiltrata impiegata da prima che ci sposassimo, nello studio del mio, allora marito. Talmente stronza e brutta che abitando a tre portoni da noi tutte le sere si faceva portare a casa in auto dal mio fedele marito, (la portava, forse per una forma di pura cortesia… e perché purtroppo non sa dire dalla nascita un”no”). Beh, io ci vedevo sempre il marcio tanto da stare alla finestra ogni sera appostata, per vederlo passare in auto in “compagnia” e dal primo piano la vedevo pure seduta al mio posto!! Se ci penso oggi … mi do della scema, crudele patentata! Sarà che mi sentivo frustrata, e impedita a “controllarli” , diffidente quale ero su quei due, perché stazionavo a casa col pargolo piccolo. Sarà che mi vergognavo anche ad andare in studio per non far capire che ero la tipica moglie gelosa e sarà pure che io ero così giovane e senza un minimo di senno che alla fine mi costruivo da sola voli pindarici su presunti tradimenti e relazioni extra! Che litigate inutili ogni santa sera. Povero uomo … La mente è strana… il padre di mio figlio non aveva occhi che per me seppur mi sentissi grassa e orrenda e… io per ripagarlo lo visualizzavo nelle braccia di un’altra, e non le mie. Come è andata a finire? L’ho fatta licenziare . Quanto sono stata bastarda. Ho piantato la croce addosso ad una povera crista che non centrava nulla … e posto un masso sulle spalle del mio povero marito stressato da me. Ammetto però di non essermi mai sentita in colpa per lei, perché fin dai tempi della scuola mi stava sulle palle. Deplorevole… mi sono atteggiata a bulla pure io, in quel tempo, ma ero letteralmente fuori di testa.

Per puro caso in radio iniziavano a circolare dei brani di un album uscito da poco, dei Primal Scream. Mi è partito l’embolo!

Ascoltarli, da un lato significava alimentare la mia ebbra irrazionale, ma dall’altro, (guarda un po’ )’, riuscivano a calmare il mio animo omicida, distraendomi dalle immagini distorte sul mio matrimonio e la relazione presunta che mi ero creata .In realtà iniziavo a capire che c’era di peggio nel mondo. LSD e metanfetamine erano intorno, fagocitando giovani curiosi cazzo! Io ero la madre di un bimbo che sarebbe cresciuto, in un mondo pieno di ulteriori tentazioni e pericoli, in aggiunta a quelli già esistenti…. altro che l’Ornella e le mie paranoie! Mi sono “delete” , o come qualcuno oggi, osa usare con leggerezza … “formattata” ! Si, mi sono auto imposta la “formattazione del cervello”!

Ancora oggi, quando mi inoltro in un terreno simile a quello di tanti anni fa, da me vissuto, quando vado in paranoia per qualsiasi situazione che non capisco e che amplifico pure… io riesumo i Primal Scream e soprattutto quell”album che vi ho postato e che ho di fortuna materialmente da quasi 3 anni . Me lo sparo a manetta per casa e, Funziona. Mi riprendo nuovamente e vado alla grande !!🤗

Il tempo è galantuomo si sa, ma i Primal Scream con “Screamadelica” sono un sistema musicale taumaturgico, molto valido e attualissimo !!

Questo. album poi…

😎

L’angolo della nostalgia…

Molti di voi sapranno che il genere Heavy Metal è nato all’inizio degli anni ’70, come evoluzione dell’hard rock. Ha raggiunto il massimo della popolarità negli anni 80, e finché ci saranno persone come me che amano questo genere di musica, sarà sempre vivo e pieno di vita anche se il tempo ha fatto diramare l’heavy in decine di sottogeneri.

I suoi temi, sono tutt’altro che romantici. Spesso descrivono atteggiamenti e comportamenti contrari, rispetto alla comune logica, o azione di una società. Spesso arriva anche a toccare picchi di totale alienazione dalla realtà. Non a caso, le band heavy metal agiscono spesso in una sorta di limbo fantasy, tra satana, guerra ed esoterismo.

Ma i miei ricordi, oggi attraversano vie… legate al romanticismo!

Era il lontano 1991 avevo un figlio di un anno poco più o poco meno, e io già ero in balia dell’onda emotiva di loro… i Motörhead.

Ascoltavo persa, trascinata dalla voce rauca, potente, graffiante di Lemmy Kilmister “Love Me Forever” che si trovava all’interno del nono album, intitolato “1916″

Quella canzone mi entrò nel cuore, appassionandomi per le parole potenti del testo, ma soprattutto per l’arrangiamento musicale consistente, denso, e allo stesso tempo maledettamente spacca cuore.

Rigorosamente live!

L’angolo della nostalgia…

Era un lontano febbraio del 1981, e già da tempo quel batterista un po’ spelacchiato dei Genesis Phil Collins, mi ricordava un puffo timido e impacciato, come spesso mi sentivo io.

E ho iniziato ad amarlo veramente quando mi sorprese come cantante. Aveva un cuore nobile, una voce che sapeva toccare le corde dell’anima. Quel puffo timido e impacciato era cresciuto diventando sicuro di se , come mi iniziavo a sentire io in quel tempo. Stavamo crescendo un po’ insieme .

Ma è con la carriera solista – che il mio puffo batterista lasciò veramente un segno sulla mia pelle, trasformandosi in un super eroe musicale. Il suo primo album, Face Value, mi conquistò, mi invase subito tutta, ma strabiliò, soprattutto il nuovo mondo. 🧡

Tutti … lui toccava tutti i generi che mi facevano entusiasmare e amare la vita, e ignaro mi stava proiettando in una musica diversa da quella che ascoltavo un tempo. Phil sapeva destreggiarsi nella sua prima uscita come solista, fra il pop rock, e poi R&B, L’ art rock il soul…

Che meraviglia… un disco dorato… di puro platino direi…🧡