Emozionata… tanto…ma tanto !

david byrne main

L’ex leader dei Talking Heads David Byrne  mi gira nella testa da un po… e il nuovo album da solista “American Utopia”, sarà disponibile all’ascolto a partire dal prossimo 9 Marzo 

praticamente dopo Stop Making Sense film concerto dei Talking Heads del 1984, io non sono più riuscita a far a meno di tutto ciò che è nel circuito di vita musicale di David Byrne, accidenti!

Ravenna, Perugia e Trieste a luglio 2018… e Milano no????? Come faccioooooooo!!!!

Brian Eno… pensaci tu…  ti scongiuro! Però Ravenna è un po’ di casa… No no! Pensaci tu !!!!

a orecchie tappate, l’ho già agganciato e prenotato  sul circuito  I Tunes quindi…   in rete l’ascolto del  singolo,

non è sulla fiducia che mi baso… è proprio “amore” il mio !

spolverare ricordi allegri…

Leggere stamane due post  di Volpina Blu , devo dire che mi hanno parecchio stimolato, la sfera dei miei vissuti, diventati ricordi, lontani, lontani, lontani. Madó quanto stavano lontani dal mio oggi. Ma son ricomparsi !!  Estati intere passate in Romagna  nel riminese, fra Viserba, Viserbella, Bellaria, Torre Pedrera, Igea Marina,  me le son spulciata tutta quella parte della costa Adriatica e  tutte  negli anni passati. Ricordo soprattutto le campagne coltivate a frutta e verdura del viserbese e oltre, al di là della ferrovia, o come dicono da quelle parti la “Viserba Monte. Io, mio figlio piccolissimo e una fantomatica bicicletta. Giornate spensierate, divertenti da madre alle prime armi, dal sovrappeso classico di un Botero, e un figlio sempre sorridente!. SantArcangelo di Romagna con la sua Osteria La Sangiovesa sempre piena di gente un tempo del  circondario  fra frittate varie,  piade fatte dalle zie al momento, e taglieri di affettati di Carpegna e formaggi tosti del luogo,uno squacquerone che squacquerava , sparendo velocemente . E poi mieli e mostarde speziate dal sapore unico!. Mi ricordo un’anno in particolare, 1992 che  accettai la sfida tra parenti seduti ad una tavola imbandita proprio in  quel locale. Mi sarei portata via un cesto delle piade vuoto e bello grosso senza troppi ripensamenti.. E lo feci ! Sotto l’abito a mó di ventre in attesa, mi fregai il cesto e un posacenere raffigurante  una donna di Botero sdraiata(la ricordo ancora!!!) Quanto ridere … colpa dell’Albana e della ciambella da pucciare dentro! Posso? eran in buona parte bacchettoni  timorati da quel dio troppo crudele da tirarsela sempre e comunque, un’acquisizione  di parentado eh!  Mi è rimasta addosso la fama di ladra senza scrupoli! Mi han sfidato… e io le sfide le accetto! . Alla fine se l’è preso una cugina del mio  allora ancora marito. Piccinerie dal buon sapore comunque. Del Bastian Contrario  verso Rimini Sud  non ve ne parlo  ilPikaciccioblog   l’han provato sulla loro pelle… già!   Per me era e resterà la mia seconda casa,  ci sono affezionata, li conosco dal 1989 e poi una sera stavo pure tentando di fare un contrattazione amichevole per portarmi via in spalla il Brigante insegna, posto all’ingresso del loro spiazzo. M prima (sfacciata) avevo pure chiesto per ben tre volte  tutte le zuppe nelle pentole di coccio !  Colpa delle  Botti  da vino belle in mostra  per servirsi di san Giovese locale  senza misura alcuna.  E la grappa????  Bottiglia da litro modello Idrolitina ! 

Ho divagato , ma …

Ma quello che più alla fine mi è rimasto adesso ripensandoci, è proprio il ricordo di  quella sensazione leggera, di un vissuto sereno e satollo fra tante pedalate, ore di pedalate in bicicletta con mio figlio piccolo davanti nel seggiolino. Ore pomeridiane, a percorrere stradine fra campi di foraggio, erbette selvatiche miste, che ritrovavo nei “cassoni” ,  alberi del pesco , coi frutti quasi maturi, Poi capite perché lievitavo in quei mesi.  ero davvero serena, ero spensierata, ero me stessa, seppur piena di casini comunque. Il ricordo più vivo ve lo disegno così: “io in bicicletta. 😃 Mio figlio che ride e mi fa sbandare, noi  due soltanto,  fra le stradine e la provinciale, a passare sotto ponticelli pedonali microscopici, alle spalle il sole, e  io che  canticchio con voce stridula sempre  e solo  questa… 

E pensare che a me il Mister “Concato” non piace… per niente!! Ma questa e solo questa me la porto con orgoglio .

Tanto per restare in tema, la domenica io non faccio dieta, quindi la famosa lasagna lho infornata ! A poi e buon pranzo !!!

L’affilata lama degli “INXS”

La storia del suicidio non mi ha mai  veramente convinta. Ancor meno la causa del gesto di mia dubbia comprensione, “la depressione” che sotto l’effetto di alcool e droghe nella notte del 22 novembre del 1997 DA SOLO decise di legarsi attorno al collo stretta una cintura che poi avrebbe legato saldamente  alla chiusura automatica che guarda un po’ stava proprio in bella vista  proprio sopra la porta della sua camera d’albergo. Cosa si sarebbe praticato per giungere alla morte? Autoerotismo. Per favore, Non ci crederò mai che era tutto solo soletto in preda ad un mix bomba e  tutto  in assoluta autonomia.

Son dell’idea che se mi capitasse di incontrare oggi  il suo amico ai tempi “grande”  intimo amico il caro ” Bono”, nel chiedergli se potrebbe esserci del vero in questa vicenda, mi risponderebbe, con un bel cartone sui denti aggiungendo “cretina”!

Ma questa faccenda si è chiusa così ai tempi e, comunque sia andata, morire a 37 anni e in quel modo lascia un posto di privilegio e memoria  nella storia della musica, seppur anomalo.

Michael Hutchence, australiano  .

Lui era e sempre lo sarà nella storia, il leader indiscusso, carismatico degli “INXS”, una band dall’impronta rock che riusciva a spaziare anche dall’alternativo, al pop,  fino a toccare  i confini, post punk, la dance e  la new wave..

Ne parlo perché nascendo nel 1964 , tutto quello che oggi conosco e prendo dalla musica (degli anni 50/60/70 e anche molto prima di questi decenni),  è legato ad un laborioso impegno mio, una curiosità sempre in crescendo,in questi ultimi 8 anni.

La mia eredità musicale vissuta sulla pelle parte intorno agli  anni 80. ero una ventenne o poco più , mi divertivo, ascoltavo la musica del momento, italiana e straniera e oltre che ballare come una folle senza freni (ballare gli INXS !) nelle discoteche  la vivevo in base agli stati d’animo del momento.  Se non avessi incontrato un uomo, nel novembre 2009, un viandante, un loner, ecco un Loner è più adatto ,  mia vita anni fa, con ogni probabilità non mi sarei imbarcata in un viaggio a ritroso della musica. Ma siccome l’ho incontrato e l’ho accolto, ha iniziato a darmi, (forse per ricambiare  la mia semplice ospitalità) cose di se.  Era destino che lo incontrassi come è destino oggi che prosegua  sola,  (a volte pure annaspando), alla cieca. Trovo sempre una luce, uno stimolo, che mi sollecita ad andare sempre di più avanti. Uno stimolo che porta il nome di “Vita”

Gli INXS sono parte del mio vissuto, del mio passato remoto, che non ritornerà proprio come loro. Morendo Michael Hutchence, a nulla sono valsi tutti i tentativi di sostituirlo.

Certo son andati avanti arrancando.In occasione dei giochi olimpici di Sydney del 2000 hanno ingaggiato un paio di artisti che francamente non sto a nominare  perchè  quel poco che so  mi lascia un po’ indifferente.Un paio di anni dopo i giochi olimpici, hanno creato  un reality  televisivo, il Rock Star: INXS in cui 15 concorrenti  si mettevano in gioco per diventare (il vincitore)  il nuovo cantante  della band. Alla fine fra un provino e una perplessità hanno  scelto  un semisconosciuto dal nome J.D. Fortune dichiarando apertamente di nutrire seri dubbi  comunque sul fatto che  il loro frontman potesse essere sostituito

Scelgo due canzoni, quelle che per me di tutta la discografia fino alla scomparsa di Hutchence, avranno  sempre un posto ben in vista nel mio cuore. Su un’affilata lama dove giocano fra gioia e dolore.

Ecco  la più sexy, conturbante,  una figura  eternamente selvaggia,

che ha  potere, quel potere che rende vivo ogni attimo …

quella che profuma di “Passione”

MYSTIFY

 

L’altra ,  qui sotto, la vivrò sempre  come un presagio… un maledetto destino da compiersi…  e pure annunciato;  un’ineluttabile verità in trasparenza.

Penso  a volte nella mia follia, che la seconda strofa del testo,  sia  proprio un chiaro messaggio agli  INXS superstiti per ben due volte.

NEVER TEARS US APART

 

“Non chiedere a me
quello che già sai
non c’è bisogno che ti dica
che amo il tuo prezioso cuore

Io, io ero lì
e c’eri anche tu
due mondi si sono scontrati
e nessuno potrà più dividerci

Potremmo vivere
per un migliaio di anni
ma se ti facessi del male
ricaverei vino dalle tue lacrime

Ti ho detto
che potevamo volare
tutti abbiamo le ali
ma alcuni non ne sanno il perché

Io, io ero lì
e c’eri anche tu
due mondi si sono scontrati
e nessuno potrà più dividerci”.

“Pain of Salvation” sempre.

Fino alla morte lo ribadirò questo concetto.  Io arrivo da qui, dalla musica Heavy Metal.

Musica aggressiva, forte, dagli alti volumi. Metal, che poi seguo remissiva, come una discepola devota in tutto il suo spaziare di stile in stile.

Questo sabato  una “ballata”  di solo piano, tastiere e voce.  Una ballata che fuoriesce e si spande nell’aria. Una Ballata che ci fa capire quanta  emotività e melodia “umana” spesso  viene alla luce in un gruppo Progressive Metal svedese come i  “Pain of Salvation”. Una ballata di Daniel Gildenlöw, cantautore, poli strumentista e compositore. Leader e fondatore della band , dei quali è anche il principale compositore, il chitarrista solista e l’ideatore di ogni trama degli album prodotti  fino all’ultimo “In the Passing Light of Day” del 2017 da cui ho estrapolato Silent Gold.

e siccome si deve andare avanti , lo faccio in questo modo…  Con quella “fragilità dura” che ci accompagna ogni giorno…

il pezzo che da il titolo all’album…

Questo ultimo album è un loro ritornare all’origine… in fatto di musica e stile. Vi auguro un saabato soleggiato dal vostro buon umore… ❤

Guy Littell “One of those fine days” 2017

Mi va l’idea di raccontarvelo per come mi viene, senza troppi fronzoli e senza alcun condimento.

Le mie orecchie lo ascoltano  per  la prima volta nel 2011  il cantautore Guy Littell e ne rimangono “colpite” ma non “Affascinate”   FARA’ CARRIERA  QUESTO RAGAZZO  se segue la sua onda ho pensato. Dolcezza, grinta e personalità. Il suo primo album “The Low Light and the Kitchen” non era niente di eccezionale per me  ma a me la musica, deve coinvolgere indipendentemente da chi la fa…  tutti i miei “sensi” .Voglio “sentire”  Lui non mi dispiaceva affatto.

  Lui, Guy Littell non è  il solito cantautore  ” Born in the USA” dalle sonorità “Rock/Americana” mi son detta.

Quando l’ho incontrato la seconda volta, musicalmente parlando nell’aprile del 2014 fiduciosa del primo, ho iniziato ad ascoltare il suo nuovo album “Whipping The Devil Back”  ma ho iniziato a bofonchiare un po’ .

” Un altro neilyounghiano, con la visione del “Paisley Underground “ all’orizzonte !

Non era  proprio così prima! Dove ha messo quel che di “suo” nessuno possiede?

La capacità di far musica partendo dalle viscere in primis?

Ummy!Uffi! Evvabbè, i tempi cambiano sarà cambiato anche Lui …  Vedem se si ripropone più in là con qualcosa che mi “prenda nuovamente” e che magari mi colpisca, mi coinvolga e mi paralizzi per lo stupore  stavolta !

Dopo un po’ di tempo, un annetto circa, me lo ritrovo nelle cuffie per caso, e quasi quasi mi sono pure  arrabbiata! “Ma tu vedi un po’ questo ! Tra il candore e la rabbia folle della vita, ci trovo pure aria  del  mio amato Eddy Vedder dei Pearl Jam . Par faccia balzi  tra “Ten” e “Into the Wilde” . Ecchecavolo! Toccatemi tutto ma non il mio Eddy! “Avevo  visto pure all’uscita dell’album  che quel lavoro discografico, conteneva un brano che dava non solo il  titolo  all’album, ma  l’armonica sognante e   discreta nel brano  era proprio quella  di Steve Wynn (Dream Syndacate da annotare eh!) che lo accompagnava come ospite!  Il fatto che non mi avesse “colpita” come album subito, stava diventando sempre più un fatto soggettivo,  alla fine per via di Young e di Vedder. A volte io vivo  spesso nella ricerca continua che “qualcuno” di diverso si trovi nell’aria, opsss, nel fiume della musica. Una novità? Una cosa diversa da tutto? Un nuovo artista che ha quel “tocco” in più?  Eccome… se cerco!

Non me ne voglia adesso  sul mio dire e pensare  il caro Guy Littell!

Scrivo quello che provo e che vivo quando incontro un’anima che suona e canta. Vecchia o nuova, Big o sconosciuta! Scrivo ciò che mi passa per la testa senza recriminarci sopra. Non promuovo album, tanto meno li boccio. Sono un essere che coltiva a modo suo l’amore per la Musica, che la “sente” ancora prima di scrivere “ho “ascoltato”.

Apro una parentesi.(Per me  Musica è sinonimo di “VITA” punto.

Quella Stessa “Vita” che se avesse potuto, il caro e compianto per me,  e forse per pochi intimi  “Giorgio Polato” , avrebbe sempre cantato fiero, mettendoci anima e cuore nello stesso modo con cui  scrisse..

Vita cercami, io ti troverò io ti scalderò con il mio sole… Io dentro di me, m’innamorerò di te.

Non cercatela, non esiste più, o meglio, nemmeno ha fatto in tempo a presentarsi a noi. Non esiste più nulla di quel gruppo musicale italiano  dopo la morte del suo leader. Ci han provato,  ma alla fine,  a nulla son  valsi i tentativi di riprendere in mano quel che c’era e di portarlo avanti.  Non ho ancora scritto chi erano … i DADOTRATTO. 

Le persone speciali ti cambiano la vita, e incontrare il mio “mentore” (e non ne parlerò mai più della sua viva vegeta esistenza) ha significato molto per me.

Ignaro mi ha dato il privilegio di ascoltare  e assimilare ogni parola, ogni melodia, ogni passione di quel testo, ormai introvabile, ma talmente velocemente è arrivata da me,  tanto quanto velocemente è  andata via. Ma ho il testo nella mia memoria, ogni nota  della sua musica è nella mia mente, la canto nel silenzio, la canto muta.  Ha fatto breccia in me “profana di musica” nel mio cuore, nella mia anima, e ha iniziato a nutrirmi con la sua musica,le sue strofe, fino a farmene innamorare davvero. Da essa e per essa sempre attingo. Un rinnovamento continuo, fra semplicità ed emotività, più spesso incontenibile ormai. Quella canzone quel giorno, mi ha cambiato la “Vita”  Parentesi chiusa. )

Tornando a Guy Littell, oggi, mi trovo davanti, a distanza di 3 anni   un nuovo album  e finalmente posso dire che è  davvero  più ricco, più completo e molto più  interessante, coinvolgente,  oltre che orecchiabile per me. Ma soprattutto c’è una maggiore consapevolezza del “io” dell’autore  e molta cura dei particolari.

Prima di tutto: 

Guy  Littell è  italianissimo, e lo dico con orgoglio! 

Il suo nome è “Gaetano Di Sarno”, 

è Campano DoP , di un paese della provincia di Napoli per l’esattezza… 

Ha dentro “passione”come è tipico del suo essere campano;  Oggi “sente” dentro la musica e il suo scuotere che confonde e che rianima. Oggi lui “trasmette emozioni” Con questo  terzo album di dicembre 2017 “One of those fine days”   Veste sonorità più curate. E’ come un piccolo fuoco  che piano si alimenta fino a divampare rivelandosi con  giochi di colori a volte abbaglianti, a volte tenui a volte  ombrosi dal profumo leggero ma persistente di quella veracità tipica che è parte integrante della vita di ognuno di noi

LUI è  genuino, racconta di se, delle sue paure delle sue emozioni, ma soprattutto cerca di farci “cogliere” le “nostre” di  emozioni nell’ascoltarlo, cercando di farle fluire libere, per portarci a spaziare verso un orizzonte fatto soprattutto delle nostre di emozioni.

Cliccare sul link qui sotto  please! e ascoltate

One of those fine days 

Un album auto prodotto, registrato e masterizzato tra Eboli e Marano di Napoli  Poco importa se a volte un brano mi confonde come se fosse proprio Neil Youn a cantarlo, e nemmeno mi pesa più troppo, se Eddy quasi mi  compare proprio mentre sento l’acustica impertinente,  che rincara la dose, mentre canta.

Questo album ha qualcosa in più.  La sua esperienza di vita fino ad oggi e molta personalità  Lo noto quando una batteria si impone  e batte forte e a ritmo fra una chitarra e le parole. Una batteria che  dice  “io sono, quindi esisto, e quindi batto il tempo mio” 

C’è anche una buona dose di folk;  un folk  che ricorda spesso  quei passi di danza a  ritmo continuo ma non sfiancanti. Quasi  come fossero  un canto  e una chitarra classica  che all’improvviso diventano un’anima  musicale unica.

Bella e piacevole  è la complicità tra due chitarre, l’elettrica e la classica che insieme  si accavallano,  ma mai si confondono.

Adesso è davvero un lavoro di squadra, fra testi, strumenti, e  un  sound personalizzato,  quasi perfetto dai!

E’ risaputo, l’ho scritto prima;  “un po’ mi piacevi, poi ti ho quasi  messo da parte, ma  mi hai fatto aspettare, e oggi dico che  ne è valsa la pena !”

Tra il folk  fra  sfumature di pop-rock 

vi presento un piacevolissimo e speciale  passo di danza…