Si…

Chiedo scusa a Mario Venuti se ho osato arrivare a tanto, ma sono certa non me ne vorrà troppo. Questo è ciò che lascio qui, la mia voce, il mio canto un po’ goffo ma è un modo mio per dirvi che qualunque cosa accada di una cosa sono sicura … “io riparto un giorno da qui “(con voi) ”

Buone feste. E che siano liete, ricche di buoni propositi per questo nuovo tempo che arriverà. ❤️ Cate, Perseide, Persy.

🎶 di Mario Venuti

“Un Altro Posto Nel Mondo” / Cate.

 

Cate

Mi dispiace tanto, non sono fuggita, Io non ho niente da raccontare, niente da ascoltare o come dicevo un tempo io “sentire” musica e quindi parlarvene. Non ho esperienze che vivo e che vi tramando come i vecchi ai suoi cari. Non ho niente davvero.  Sto elaborando  un lutto. la morte di me di un tempo. Quella che sono stata, quella che ha vissuto degli anni attaccata ad un credo che si è schiantato sul terreno e non ha un superstite.  Non vedo la neve che cade, ne il sole che si affaccia timido. Non vedo niente per ora. Non so nemmeno come sia riuscita a scrivere queste parole adesso. Voi potete anche non crederci, pensare che stia facendo scena drammatica, che sia un’attrice di teatro che spazia nei ruoli più tragici. Io non sto più bene,  E’ come se fossi in un tunnel nero dove cammino cercando un’appiglio a cui aggrapparmi. Non una luce, un appiglio. Una ragione  per cui vivere. 

Cate

Questa mattina…

Questa mattina ho quasi rischiato un denuncia per oltraggio ad un pubblico ufficiale … CHE PER COME HO REAGITO SAREBBE SFOCIATA IN UN ARRESTO, se non avessi incontrato un vigilante intelligente.

Io già ero nervosa e con il mal di testa…

Premetto che prendere la metropolitana la mattina presto è un delirio…  Un “cretino” dell’ ATM che gesticolava parlando al telefono dentro il box di controllo flusso, non si accorge che nel momento in cui IO timbro il MIO biglietto, per accedere ai  vagoni, un magrebino mi spintona, quasi mi fa cadere addosso alla gente,   e passa al posto mio lasciandomi fuori.   Mi incazzo, sbraito e l’ addetto che era ancora col cellulare in mano, esce fuori dal Box.  Invece di farmi entrare comunque al mio richiamo  e magari poi cercare  di  fermare quel tizio…  mi arriva davanti , mi dice di spostarmi all’interno del  box e  con fare prepotente mi osserva e comincia a dirmi di stare calma e di presentargli il biglietto. Nella colluttazione naturalmente io il biglietto  lo avevo fatto cadere… e col flusso di gente, per terra non ci stava più o meglio non lo vedevo più. Nelle tasche del giubbotto non ci stava, nella borsa nemmeno…  nervosa come ero non lo trovavo proprio e alla fine non l’ho trovato più!.  Mi osserva di più e inizia a dirmi che stavo facendo la furba…  e che IO volevo entrare senza biglietto!  “Su che base mi accusa di ciò ? domando io incavolata nera…  Mi risponde, “Sulla base che non ha il biglietto !”  io, “Ma ha visto il magrebino? che sono stata spintonata e mi è passato davanti lasciandomi fuori? Lo ha visto o no????”  Mi risponde… ” No ma vedo lei..”  Credetemi, ad una risposta simile mi è “fumato” il cervello… Testuali parole:  Un giubbotto e dei jeans tagliati alle cosce  e 53 anni di vita,  le fanno pensare questo? Ma lei è DEFICIENTE di natura?!!   Ha mica  preso il diploma di dabbenaggine?? Le sembrò una che non paga la corsa ? Ma vada alla malora, lei e  tutto il sistema fatiscente! Le sferro un pugno.. mi potrebbe venire figlio!   Ha contattato la vigilanza e mi ha intimata di non muovermi da li. 

Un magrebino del menga e un addetto del… CAXXO!

A me non fa incaxxare alla fine, il sistema di controllo o il ritardo mentale dell’addetto.

A me fa incaxxare l’indifferenza delle persone che piuttosto che fermarsi e testimoniare, o aiutare,   fanno finta di niente e si defilano. 

La vigilanza è arrivata dopo cinque minuti circa, e io ero agitata da matti.  comunque visti i continui episodi come il mio  in quella fermata  (altro che Roma e le scavalcate!!) , il vigilante ha capito il malinteso e ha fulminato il ragazzo in divisa ATM  mi ha pure fatto le scuse al posto del “deficiente”. Ha comprato un biglietto di tasca sua,   lo ha timbrato al posto mio (io stavo  al box) e mi ha lasciata andare. Mi sono sentita per qualche attimo

“sequestrata”. 

 Un biglietto…  Un biglietto può renderti  la libertà. 

“Se non timbrate il biglietto all’entrata.. state certi che solo scavalcando le barre con fare da cavallo imbizzarrito, o attaccandovi  ad un’altro, come  carta moschicida  potrete uscire  dalla sotterranea !  O no? 😦 

Ed io che con buoni propositi  stamane avevo deciso di fare due passi, al ritorno dall’aver lasciato mio figlio al DH  per prendere la Verde a Loreto… ma sti caxxi! Loreto è morta per me ( per un po’ almeno) 

guarda un po’ stamattina? 

Nondescript..

Avete presente quelle giornate da copione dove al massimo provi a  spostare  una virgola e ti cambia tutto il senso della parte? 

Per come va, ho il sospetto che manchi invece  un punto.

Non c’è mai la  fine… e io quando prendo fiato? 

Diciamo che per capire come sto oggi… dovrete focalizzare  la musica e non le parole ok? 

Le parole, quelle ben spese e anche quelle spese male, possono cambiare i fatti, ma la musica no… quella proprio no. 🙂

La cosa che non mi sorprende è che in quello stesso giorno del loro live, io toccavo con mano i miei 53 anni sola, e… loro già sapevano come sarebbe andata la mia vita.

On script every night 
Like a well-rehearsed stage show 
Wet your lips, it won’t take long 
To break this ode to hate and love 

Wings clipped, no need to fly 
What, do you think that you’re special? 
No effects, it’s just a bend of the elbow 
I know it’s getting old 

Nondescript, every night 
Like a well-versed get well card 
Barely dressed, and I just might 
Take you up on your offer, yeah