terra di mezzo

No More Worlds to Conquer

Oggi piove, il cielo è veramente grigio e ogni tanto si sente qualche tuono in lontananza. Devo dire che è anche una giornata parecchio umida ma per fortuna si sta rivelando una giornata molto più tranquilla rispetto al mio vissuto di ieri, talmente tranquilla che questa mattina non ho neanche sentito la sveglia e quasi stavo disertando un appuntamento fissato per 9:30. Non mi succedeva da tempo e questa cosa tutto sommato mi ha fatto sorridere! Oggi pomeriggio sono a casa, praticamente ho tutto il pomeriggio libero però un tempo così uggioso non mi dà voglia proprio di uscire e allora sto buonin buonella ad ascoltare la mia musica del cuore…

Per Robin Trower, ex chitarrista dei Procol Harum non ci son mai stati grandi cambiamenti, né di stile e nemmeno d’età (percepita almeno). Con i suoi 76 anni, di cui almeno 60 come musicista professionista alle spalle, recentemente ha pubblicato il suo ultimo lavoro dal titolo No More Worlds to Conquer. Un lavoro che rimane sempre filologicamente allineato al suo stile e ai suoi lavori passati.

Niente scossoni, nessun salto nel pop rock patinato, niente blues levigato da cocktail bar, nessuna contaminazioni con la musica latina o divagazioni hard rock. La musica di Robin è quella di sempre e da lì non si scappa. Magari rispetto ai precedenti album manca un po’ di mordente e di sano virtuosismo chitarristico, ma probabilmente anche lui avrà sentito la necessità di tirare il freno e abbassare il fuzz della chitarra, se non altro per problemi di udito.☺️ Questo ultimo disco raccoglie undici brani, scritti in collaborazione con il bassista e vocalist di sempre, Jim Dewar. No More Worlds to Conquer richiama veramente un’altra epoca, un tempo in cui c’era spazio per caldi suoni valvolari, per gli strumenti analogici e per le belle canzoni, tutte cose che adesso, sono praticamente estinte con le nuove leve.

È un album lento e ritmato, con un qualche rimando al rhythm n’ blues, e anche con forti sfumature blues. Se non fosse che Robin si sta avvicinando agli 80anni potrei azzardare che No More Worlds to Conquer è un disco riflessivo, a dirla meglio quasi maturo 🤣. Ma a parte la musica, a parte le canzoni, resta poco da scherzare sull’avanzare dell’età per gente di questo stampo che ancora si ricorda le uscite discografiche degli anni ‘80 e ‘90 come fosse ieri. Il mio più grande rispetto quindi per “lui” e per tutti i grandi virtuosi della musica di questo spessore.

Tutto l’album è disponibile in rete sul tubo. Io vi lascio in ascolto solo tre brani, i miei preferiti ❤️ Che poi quando piove, questo stile di musica fa di un bene…🤗

Buon proseguimento di giornata a voi!

10 pensieri riguardo “No More Worlds to Conquer

    1. Pat, ti consiglio di cercare tutto l’album di ascoltarlo sono veramente 11 brani uno più bello dell’altro un blues di vecchio stampo che non si è lasciato corrompere dalla tecnologia!!

    1. Beh insomma penso che tu conoscerai questo musicista fin dai tempi quindi ci si poteva aspettare da lui solo questo … il meglio‼️😘

      1. E invece pensa che non lo conoscevo… Io sono un po’ rocchettara “classica”, e sono pure rimasta molto indietro perché da molto tempo ascolto prevalentemente jazz e classica.

        1. Sono stata come ti ho raccontato al telefono insieme ad uno che era un enciclopedia universale musicale vivente per forza di cose li ho incontrati nel mio cammino musicale a questi personaggi prima ero prevalentemente un ignorante nel senso che di musica non ne capivo e non ne sapevo nulla! Il jazz e lo ascolto quando ho bisogno di stare tranquilla con me stessa la classica non mi prende molto🫢

  1. Belli ma un genere un pò triste ma ci sta e alle volte è necessario anche rinchiudersi 8n una certa “tristezza” ❣❣❣

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