terra di mezzo

Fontaines D.C. “lettera”.

Premessa: Gli eventi che ci colpiscono continuamente in questi ultimi due mesi alla fine portano alla luce sempre la nostra vera natura: siamo sempre stati noi umani nel mondo un popolo violento… un popolo che non sente ragioni… Io sono sempre stata dell’idea che sono le canzoni che ti cercano e ti trovano. Canzoni che arrivano come lame taglienti dritte al cuore, che ti rimescolano la coscienza. Canzoni che vogliono solo mandarti un messaggio e farti capire quello che abbiamo fatto noi umani nei tempi e che imperterriti continuiamo a fare. E questo non ci cambia, nemmeno ci migliora, ma ci condanna. E noi non curanti continuiamo a farlo

Era da tempo che un gruppo rock non raggiungeva un consenso trasversale di pubblico e critica come gli irlandesi Fontaines D.C. La giovane band di Dublino (D.C. sta per Dublin city) guidata dal cantante Grian Chatten è arrivata alla maturità con il suo terzo disco, uscito il 22 aprile intitolato Skinty fia, un’antica espressione irlandese che significa “la dannazione del cervo”. È un album malinconico, intriso di riflessioni sull’identità irlandese.

<<… I love you rammenta da subito una lettera d’amore un po’ dark (con tanto di chitarre alla Cure del periodo di Disintegration), ma poi diventa un’invettiva politica che tira in ballo la crisi abitativa, l’emigrazione dei giovani irlandesi e il conservatorismo dei principali partiti dell’isola come il Fianna Fáil e il Fine Gael.

A un certo punto la canzone continua con l’evocazione di un caso di cronaca nera che negli ultimi anni ha scosso il paese: “But this island’s run by sharks with children’s bones stuck in their jaws”, ovvero “quest’isola è gestita da squali con ossa di bambini conficcate nelle loro fauci”. Si riferisce alla scoperta della tomba comune di Tuam, nella contea di Galway, vicino a una vecchia casa per ragazze madri gestita dalle suore nella prima metà del novecento. In quella struttura, secondo le ricostruzioni, sarebbero morti centinaia di bambini, molti dei quali rimasti senza sepoltura.

Il brano viaggia sempre su più livelli: è profonda, ma senza mai sacrificare l’accessibilità. I love you è un brano bellissimo, nato sulla scia di una nobile tradizione di canzoni sull’Irlanda (Bad e Please degli U2, per esempio)…>> (Internazionale).

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