terra di mezzo

Imarhan Aboogi

Una città posizionata nel sud dell’Algeria al confine con il nord del Mali e con il Niger porta il nome di Tamanrasset. In quell’ampia zona desertica subsahariana, c’è il maggior concentramento dei tuareg, ma anche maliani scappati al di là del confine, ancora oggi purtroppo perseguitati da gruppi di fondamentalisti islamici. Una figura di spicco della cultura tuareg è una cantante anziana e algerina che si chiama Lalla Badi.

Una giovane band del territorio, esattamente gli Imharan,

per sancire ancora di più il legame con la propria terra e la loro cultura, hanno registrato un nuovo album proprio nella suddetta città, nello studio di registrazione chiamato Aboogi.

Aboogi è diventato anche il titolo del loro album.

In verità la parola Aboogi ha un significato molto profondo, perché indica proprio i primi insediamenti costruiti dai loro antenati nomadi in quella zona.

Ogni volta che torno ad ascoltare sonorità di questo tipo, le mie percezioni non cambiano mai. Vengo sempre catturata da una spirale seducente e ipnotica fatta da geografie stilistiche tradizionali dei tuareg, dei paesi del magreb, ma anche di blues, di rock. Per gli artisti tuareg la musica e le tematiche hanno sempre avuto la stessa importanza, in quanto sono artisti sempre molto sensibili nel manifestare alcune riflessioni circa le condizioni socio/politiche, interne e non, i soprusi degli uni verso gli altri, le condizioni riguardo le problematiche ambientali, e tutto cantato nelle loro lingue d’origine, a noi incomprensibili. Proprio per questo l’album i n questione è anche correlato di un libretto con la traduzione in inglese.

Senza soluzione alcuna, ascoltare significa essere sedotti da suoni che si alzano dal deserto come la sabbia sollevata dal vento, giungendo a noi con inebrianti avvolgenti folate, fra suoni acustici e elettrici percussioni e voci suadenti, per dar vita a quell’irresistibile suono ipnotico, un momento di pathos. Vi ho lasciato un brano soltanto, il resto se può interessarvi, cercatelo in rete perché c’è.

17 pensieri riguardo “Imarhan Aboogi

  1. Che bello quello che hai scritto.
    Un popolo per me sempre misterioso,è mistico insieme, con le loro musiche di tradizioni lontane, sempre presenti.
    Come vedi ci ritroviamo grazieee a Giusy…dal cuore d’orato

    1. La bellezza interiore di Giusy apre un sacco di porte in apparenza chiuse… sono felice di averti ritrovata mia omonima… un tempo ci appellavano così! Grazie del commento, sì è una musica che secondo me fa bene al cuore e rigenera anche l’anima…🤗 e buon onomastico! E anche il mio! 😘

  2. Direi che è davvero magnifica!!! Mi ha fatta sognare ascoltandola ❤ Grazie di questa bella condivisione e di tutta la storia che hai raccontato. Buona serata Cate 😘

    1. Praticamente lo sai che il più delle volte associo la musica a me stessa e alla mia esperienza e alle mie sensazioni… sono proprio contenta che ti piaccia oggi è stata una giornata praticamente così e mi sa che finirà anche così…😉

        1. Non si finisce mai di scoprire… grazie Giusy… come già sai il tuo è sempre un bellissimo complimento e anche un modo per farmi andare avanti nella mia continua ricerca di qualcosa di bello…❤️

          1. Mi piace l’idea di dare la stimolo, s3 poi si 5ratta di te sono ancora più contenta, nei momenti un pò così come tutti abbiamo del resto, magwri possono tornare alla mente i miei imput 😉

    1. Non so perché ma qualcosa mi diceva che ti sarebbero piaciuti comunque sul canale YouTube c’è il loro canale ufficiale E puoi trovare tutto l’album che riconosci dalla copertina che ho postato sul mio blog e naturalmente ce ne son altri messi. vedi tu se la cosa può farti ancora più piacere, e grazie per l’apprezzamento effettivamente è una musica che ti entra dentro…🤗

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