terra di mezzo

Cartoline del nostro vivere

Dio è carne e latte per alcuni, un viaggio per milioni, è acqua e pane sconosciuti, un giardino di limoni, è frutta e grano, oppure un sonno meridiano.

C’è un margine di speranza da attraversare, dentro il mare sovrano e tu povero cristo dalla testa reclina, non avere un tetto non si chiama libertà, nel lento funerale di ogni cosa viva, temo ciò che viene, temo che è venuto già.

Tra l’incognito e il consueto, ogni uomo ha il suo sentiero, che sia scritto o derivato non basta mai. Dimmi madre, è lunga e retta la via, o solo il fuoco lo è? E dimmi ancora madre, si spegnerà il lamento? Ma dimmi tu padre, conta più l’onore dell’oro, o conta più l’abbondanza?

È sempre buio quando irrompi a mezzogiorno e sbaragli la putredine che scava dentro l’anima. Scusa se no trovo le parole per saldare ogni debito di carne che ho con te, anche se so essere onesta per metà e per metà per male.

Ma verrà il tempo che germina il grano, e si aprirà un solco sui volti infelici, verrà quel tempo e sembrerà strano di essere stati l’un l’altro non voluto, nemici.

Questo è un paese che nel cambio resta uguale, perché nulla di ciò che è conosciuto si può oggi confermare, e la sirena che chiama dalla fabbrica vuota, invitando i pochi ad entrare, racconta che non è la danza del dragone nei supermercati cinesi ad aumentare la crisi delle serrande abbassate, ma molto altro che non è chiaro.

…”Questi, sono versi di canzoni del nuovo album di Massimo Zamboni (CCCP) “La Mia Patria Attuale”

Qui troverete la bellezza di Nicolas Jaar – che tra Santiago e New York – ha creato un modo diverso di intendere la “musica da club” , coniugandola col free-jazz e con la musica d’avanguardia, creando un’originale dance politica più cerebrale che prettamente corporea .

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La club music cerebrale