terra di mezzo

George Cables ‼️Quando si parla di piano e di jazz…

Il suo fraseggio è a fir poco elegante, il suo tocco molto raffinato e percussivo. In più ha un eccellente senso del blues oltre a un’incredibile vena compositiva. Ecco, queste sono le caratteristiche che hanno fatto di George Cables uno dei più importanti pianisti, che compierà 78 anni a novembre, oggi in attività.

George Andrew Cables si è formato alla New York High School of Performing Arts (quella poi resa celebre dalla serie televisiva Saranno famosi ) con un’educazione musicale di tipo classico, continuando successivamente lo studio del pianoforte al Mannes College per due anni nei quali poi muoverà anche i primi passi nell’ambiente jazz.
Cables è uno dei più importanti pianisti del nostro tempo, come dimostrano anche le collaborazioni sia dal vivo che su disco con Elvin Jones, Nat Adderley, John Abercrombie, Gary Bartz, Bob Berg, Ray Brown, Ron Carter, Tony Williams, Joe Chambers, Don Cherry, Stanley Clarke, Jimmy Cobb, Billy Cobham, Jack DeJohnette e innumerevoli altri…

Ed è così che ho deciso di salutarvi stasera, lasciandovi nelle sapienti mani e nel bellissimo sorriso di Cables‼️

E per chi fosse interessato cliccando le note qui al centro, entrerete in tutta la playlist di questo suo album del 2020 in cui oltre George Cables al piano, troverete Essiet Essiet al basso e Victor Lewis alla batteria. ⤵️

🎹🎼🎶🎵

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‼️Oggi è la

Circa 10.000 malattie rare in tutto il mondo…

E non è cosa da poco, se pensiamo che molte persone convivono con un male che ancora non ha neanche un nome… ma abbiamo fatto passi avanti è vero ; una volta ci volevano anni per diagnosticare qualcosa o conoscere qualcosa , oggi grazie la ricerca bastano a volte delle ore come la lettura del DNA, il Genoma… Cerchiamo di contribuire nel nostro piccolo sempre e per quanto ci sia possibile farlo, perché la vita è preziosa e deve andare avanti con dignità per tutti.

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Nessuna allusione… Solo il post punk‼️

I Soviet Soviet sono un gruppo alternative rock, gothic rock di ispirazione new wave e post-punk…

Sono di parte e lo ammetto, con i Soviet Soviet. E questo perché sanno unire alcuni elementi che io adoro: il post punk in generale, e in particolare la batteria nervosa, le chitarre shoegaze e i riff fulminanti, ma soprattutto quelle linee di basso che sorreggono la melodia, intrigante e inquietante al tempo stesso.

Un trio tutto italiano, pesarese per l’esattezza che emerge rispetto a tanti altri perché ha dalla sua una certa familiarità con le “melodie” ben riuscite.

Melodie che a volte si fanno agrodolci e fanno pensare ai My Bloody Valentine e ai Jesus and Mary Chain. Sapete…, credo che una grande canzone abbia bisogno della sua melodia, e credo anche che chi ha paura della melodia sia un po’ sciocco, adolescenziale e pure finto alternativo. Gone Fast che vi lascio per ultima, è una gran bella canzone proprio per il suo flirtare col pop…Un dream pop quasi capace in questo caso di riuscire a creare una versione estesa… della magnifica Donnie Darko…🤭