terra di mezzo

Emotività Esponenziale‼️

Emotiva all’elevata potenza. Così mi sono scoperta da un po’ di tempo a questa parte. Mi basta un nulla per emozionarmi e consumarmi come un lumino acceso. Mi basta un niente per farmi tirare fuori qualche lacrima senza averne il controllo e la cosa assurda è che soffro per questa situazione . Soffro anche perché mi riaffiorano gli ultimi anni di vita di mio padre. A lui negli ultimi tempi, bastava un nulla per fargli arrossare le gote e iniziare a piangere come una fontanella. Bastava una parola sentita, o un discorso fatto, un ricordo riaffiorato, un programma televisivo. Ecco io sono diventata una persona così, “altamente emotiva” e non so se è legato all’età perché allora non ci siamo proprio ! Non ci siamo perché la condizione è precoce; ho iniziato troppo presto.

“Me” 09 febbraio 2022

Mio padre ha iniziato a comportarsi così quando stava per toccare l’apice dei suoi ottant’anni, mentre io ne ho solo ancora 57. Se è una condizione ereditaria beh non mi piace mica, perché spesso e volentieri provo sofferenza fisica perché non sono in grado di controllarmi. Un fatto ormonale? I miei esami sono a posto … Se invece è un fatto ampiamente patologico allora è grave perché non saprei dove andare per farmi fare una diagnosi o a farmi dare una “cura”… Certo lo psicologo sarebbe una soluzione nuovamente, ma io sono stanca di farmi analizzare ancora. L’ho seguita una terapia fino a prima che iniziasse il lockdown . Ho dovuto smettere anche per via dei costi delle sedute, e poi la causa era ben diversa da questa. Non ce la posso fare a riprendere, visto il mio lavorare a singhiozzo ormai. Certo è, che sono diventata così dopo la morte di mio padre e ho la strana sensazione che crollando quel pilastro, sia crollato in parte anche un pezzo di me..

Buona serata… e scusate l’analisi un po’ fuori tema in questo momento ma… come vi avevo detto sono emotivamente esposta.

terra di mezzo

Country… Soul d’eccellenza‼️

Plasmarsi all’interno di questa musica è come diventare protagonisti di un film, meglio dire di un corto cinematografico, capace di catturare in pochi frammenti grazie al canto e allo scorrere delle immagini, tutta la magia dell’America on the road con una tappa di dovere a Denver, in Texas. “Piccolo Conte” (Little Earl) è una canzone dal tono intimo, confessionale che profuma di malinconia e solitudine… ma ci fa sentire cullati, coccolati, direi anche rinfrancati, e distanti migliaia di anni luce dal nostro caotico quotidiano…

Il brano fa parte dell’ultimo album dei Delines dal titolo The Sea Drift

Vi racconto …

Non capita spesso che una canzone mi faccia piangere a metà. “Little Earl” è riuscita pure a farmi frignare due volte nell’animo trattenendo a fatica le lacrime . Forse perché ero su un autobus, forse perché non mi sono concentrata del tutto e non ho guardato il video di accompagnamento, che riprende squisitamente l’atmosfera della canzone. È davvero un brano che è riuscito ad incantarmi, con la sua melodia meravigliosamente lunatica, e per il testo, e per la storia che racconta . Se poi aggiungo una splendida strumentazione e la voce spettacolare che la interpreta, beh… allora è una canzone destinata a diventare eterna. “Una canzone che sa come farti cadere nel bel mezzo di una scena… inaspettata, come fosse un film”

Oltre a Willy Vlautin, i Delines sono composti dalla cantante Amy Boone (The Damnations TX), dal tastierista e trombettista Cory Gray, dal batterista Sean Oldham e dal bassista Freddie Trujillo.