terra di mezzo

Non abbastanza…

Qualche anno fa in questo periodo non potevo fare a meno di ascoltare un brano dei Cream, ed esattamente Deserted cities of the heart, perché descriveva molto bene l’inquietudine che mi logorava lo stomaco . Una sorta di vortice di nostalgia e ribellione che mi investiva e che non trovava una via d’uscita. “Già, era andato via anche lui, che aveva promesso che mi sarebbe rimasto accanto qualsiasi cosa fosse successa”… (continuavo a ripetermi dentro)

Ho giustificato per tanto tempo il fatto che di certo, non poteva immaginare tutto quello che mi stava succedendo, in quel periodo, come l’arrivo della malattia di mio figlio. Negli anni ho capito che la forza della natura non é mai prevedibile, ma la natura della forza di un uomo si. “Così alla fine se ne é davvero scappato insieme alle sue convinzioni, alle sue ragioni, in compagnia del suo ego smisurato e i suoi innumerevoli silenzi.”

Sapete, non sono ancora riuscita a perdonarlo. No, non sono ancora capace di perdonarlo.

“La strada è fredda, i suoi alberi sono scomparsi
La storia è raccontata, il buio ha vinto
Una volta salpati per catturare una stella Abbiamo dovuto fallire, era troppo lontano.
Ho sentito il vento gridare come un tamburo
Hai detto: “Amico mio, la fine dell’amore è arrivata
Non poteva durare, doveva fermarsi
Hai prosciugato tutto fino all’ultima goccia” (Cream)

Album: Wheels of Fire del 1968

L’influenzaa dei Cream sul rock è così profonda… non credete?