Il momento mio “gaelico”

La maggior parte delle band e dei musicisti oggi hanno storie di dolore da raccontare dopo gli eventi del 2020/21, con la pandemia, ma i Mànran rientrano in una classe a parte.

I Mànran sono una band scozzese che produce musica Gaelica tradizionale, Scottish folk, e rock, e sono in attività dal 2010. Mànran è una parola gaelica che significa un tono dolce o un suono melodico – e in fin dei conti la lingua gaelica é anche questo. Dal 2010 si sono esibiti in oltre 30 paesi in tutto il mondo, inclusi numerosi festival internazionali di musica folk e mondiale, hanno vinto premi sia in patria che all’estero

Ad inizio 2020 avevano appena avuto il tempo di mettersi d’accordo per iniziare a girare per concerti che con l’arrivo della pandemia tutto fu drasticamente sospeso e persino incontrarsi di persona divenne impossibile . Ma come molti artisti, non si sono persi d’animo, e nonostante i lockdown sono riusciti ad adattarsi alle circostanze rapidamente e a collaborare e registrare a distanza,

Così facendo i Mànran alla fine hanno registrato ben undici tracce che ora compongono un affascinante nuovo album dal titolo Ùrar uscito il 22 ottobre di questo anno.

Vorrei farvi ascoltare un brano molto appassionato e profondo di questo album che s’intitola Ailean. É una canzone con testi tradizionali gaelici impostati su una melodia molto particolare. La canzone da voce ad una donna in lutto il cui marito, padre e tre fratelli sono stati persi in mare. La melodia dicevo all’inizio, é molto particolare; si apre con un ritmo di batteria lento e profondo, accompagnato da una nota di basso che crea l’atmosfera appropriata, ma senza dare la sensazione che quello che avverrà potrebbe essere un lamento funebre. Tutto ciò viene rafforzato quando la voce di Kim Carnie, la cantante, entra nel ritmo con una leggerezza di tono che smentisce il messaggio del testo stesso, ma si adatta perfettamente alla forma della canzone poiché si alterna a versi dai testi significativi ,e ripetizioni di musica orale. Un ritornello, invece di un coro. Il breve suonare di un violino segna la fine della prima strofa e, mentre la voce ritorna, ci si rende conto che un ritmo di batteria più vario con piatti e rullante si è insinuato quasi inosservato.

Poi arriva il turno della seconda strofa e delle voci maschili , esattamente di Aidan Moodie ed Ewen Henderson a sostenere i ritornelli mentre il violino, la chitarra e il flauto continuano a contribuire.

La cosa bella é che tutto questo accompagnamento alla voce della cantante da un lato aumenta la complessità del brano ma non toglie luce in primo piano e voce alla cantante stessa.

Mi sono permessa (e me ne scuso per la presunzione), da profana quale sono, il lusso di raccontarvi a modo mio la costruzione musicale di questo brano, per come l’ho vissuto e percepito, apprezzandolo moltissimo in quanto sono sempre stata una appassionata e cultrice di musica tradizione gaelica.🙂

19 commenti su “Il momento mio “gaelico”

  1. Grazie Cate è davvero molto bello questo brano, ha tutto di bello: strumenti, musica e voce che è davvero incantevole!!! 👏👏👏

  2. The scent of a dry flower, Paola Pioletti

    Ma woooooow

    • Tutto l’album è qualcosa di veramente stupendo non solo questo brano non potevo parlare di tutte le tracce ma questa ne valeva proprio la pena…

      • li sto ascoltando proprio ora sul loro canale you tube , una piacevolissima scoperta, grazie 🙂

        • Grazie a te invece mi piace il tuo entusiasmo vuol dire che ho messo qualcosa di veramente bello non solo per me💚!

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