COVERT.

Come lo ha chiamato il mio malessere? Trauma da abuso narcisistico…

Quando hai l’amica del cuore che è psichiatra e psicoterapeuta e alla fine ti guarda negli occhi esasperata e dice “…ma lo vuoi capire sì o no che cosa hai incontrato in quel novembre 2009 che ancora dopo quattro anni non riesci a fartene una ragione? “ La lettura è molto interessante cercate di trovare qualche minuto del vostro tempo da dedicarle. Vi posso garantire che mi ci sono rispecchiata al 99,9%… perché quell’1% mancante era l’alcol di cui lui non abusava anzi, aveva anche da ridire su di me che bevevo come può bere un sano e comune essere umano mortale . La riabilitazione è molto lenta però alla fine si inizia ad uscirne davvero fuori da sto cavolo di tunnel emotivo…

Covert, il narcisista che non ti aspetti.

Dott.ssa Silvia Pittera

Sara Andreasson

Dimenticate lo scintillio e la contagiosa grandiosità del tipico narcisista. I suoi modi fascinosi, lo sguardo da uomo che non deve chiedere mai, il suo flirtare sottile, quel sorriso spavaldo di chi tutto può. Dimenticate quell’uomo meraviglioso che ogni cosa che tocca la trasforma in oro. Quello che stargli accanto è un vanto e perciò dovete essergli grate di brillare di luce sua. Dimenticate tutto questo e immaginate di trovarvi faccia a faccia con l’uomo più sensibile, romantico e umile del mondo. Ecco, penserete, questo non può essere narcisista. E invece vi sbagliate, e siete già vittime del suo primo, grande, inganno. Questo tizio qui, che la letteratura chiama narcisista covert, contrapponendolo al narcisista overt (quello grandioso e onnipotente di cui sopra), è narcisista tanto quanto l’altro. Solo che ha lo svantaggio (per voi) di essere ben camuffato e, pertanto, difficile da individuare e da smascherare.

Difficile, sì. Ma non impossibile. Quindi non perdiamoci d’animo e facciamo in modo di isolarne le caratteristiche, in modo che non ci trovi impreparate. Ricordiamoci sempre che i narcisisti non sono “cattivi”, sono solo le prime vittime del loro disturbo di personalità e pertanto sono persone sofferenti, il cui dolore va rispettato. E che rispettarlo non significa che spetta a voi prendervene carico.

Ora immagina di incontrare il Narcisista Covert (N.C.) in un bar. Non ti colpirà certo per la cura del suo aspetto. Non ci sarà alcuno sfoggio di abiti firmati, niente auto o moto super-lusso parcheggiate appena fuori. Ti colpirà – ammesso che lo faccia – per la sua aria dimessa, per l’umiltà che trasuda dai pori, per l’aspetto trascurato come di chi s’è messo la prima cosa che ha trovato perché sa che l’abito non fa il monaco e, con la sua poca attenzione all’aspetto fisico, chiede implicitamente di andare oltre le apparenze e guardargli dentro. Perché dentro si crede meraviglioso come l’overt, solo che lui sceglie di mantenere un profilo basso e lo sforzo di scoprire quanto è meraviglioso lo devi fare tu.

Immagina adesso che tu ed N.C. vi sediate al tavolino del bar dove vi siete incontrati. Vi consegnerà in quel momento il suo biglietto da visita: la sua sofferenza.

È come se ti dicesse:

Ciao, sono Sempronio e sono addolorato. E nessuno mi capisce.

Il suo motto è qualcosa che somiglia al cogito ergo sum di cartesiana memoria, solo che “cogito” è sostituto da “soffro” e il dolore ha una funzione quasi estetica: ne vale la pena solo se c’è sofferenza, insomma.  E così vi racconterà del drammatico periodo che sta passando. Di come la sua vita è stata difficile: nessuno gli ha regalato niente. Oppure vi dirà di quella pazza della sua ex che l’ha lasciato solo a leccarsi le ferite che gli ha inferto senza pietà (ci sono sempre nei loro racconti una o più ex instabili di cui lamentarsi). Potrebbe raccontarvi del lutto che gli ha straziato il cuore, di una sciagura terribile che si è imbattuta sulla sua vita, cambiandola per sempre, dei suoi giorni neri dai quali vorrebbe venir fuori ma non trova la forza. Penserai allora che quella forza potresti dargliela tu, se solo lui si aprisse, se solo lui te lo permettesse. Questo racconto così intimo del suo sì tanto dolore avviene generalmente al primo incontro, forse al secondo, comunque sempre in un momento in cui una tale intimità appare prematura e lo svelamento di questa sofferenza è infatti elargito come un inestimabile dono che si fa ad una persona ritenuta speciale al primo sguardo: tu.

E a questo punto, che – te lo rammento – è solo l’inizio, siamo già all’inganno numero due: la tenerezza. Quest’uomo sensibile e sofferente, forse un po’ timido ed insicuro, quest’uomo dai modi così gentili ti mostra il fianco al primo appuntamento e tu torni a casa con una sensazione di tenerezza che ti smotta il cuore.

Uno così che male può farti?

La risposta è semplice: può farti tutto il male che ti farebbe il suo gemello più famoso, ovvero il narcisista overt. Manipolazioni, mistificazioni, punizioni del silenzio, gaslighting, ghosting, innumerevoli tradimenti (desiderati o agiti). Può perfino “intossicarti” e ferirti di più: Il narcisista covert infatti, a differenza del gemello famoso overt, cova una rabbia cieca e segreta per il fatto che sente di esser nato “difettoso”: la sua vita è più difficile di quella degli altri, non ha i riconoscimenti che merita, non brilla nel lavoro (anzi spesso si auto – sabota professionalmente), si sente un genio incompreso. Il mondo non si accorge di quanto lui sia intimamente meraviglioso, migliore degli altri, e questo lo sfianca fino a logorarlo. Mentre il narcisista overt dice: “se non sono il migliore non valgo nulla” il covert controbatte: “vorrei tanto essere il migliore ma siccome il mondo è crudele non ce la farò di sicuro, quindi meglio non provarci nemmeno e risparmiare le energie”. Per questo è ipersensibile alle critiche, il fallimento è sempre dietro l’angolo, non gli si può fare un appunto che subito attiva un atteggiamento passivo-aggressivo: diventa prima depresso, poi intransigente. Quello che farai non sarà mai abbastanza e, se è abbastanza, rassegnati, non è fatto bene. Questo messaggio te lo comunicherà implicitamente decine e decine di volte, fino a farti sentire davvero impotente, davvero incapace. Lui, dal canto suo, diventerà sempre più controllante, egoista e giudicante. Alternerai momenti di rabbia a momenti di grande tenerezza per il suo dolore e la sua sofferenza, ti sembrerà di essere stata inglobata dalla bolla di negatività che lo circonda e di non riuscire ad uscirne. Vedrai il mondo ingrigirsi, le cose vitali ovattarsi, il tuo umore appiattirsi sul suo.

È molto probabile che il N.C. faccia uso di droghe o di alcol: gli servono per anestetizzarsi da quel mondo che non lo sa riconoscere, a cui sente di non appartenere. Gli servono anche a fronteggiare il dolore di prendere consapevolezza dei suoi limiti, talvolta persino di essere un narcisista. Sì, perché i covert hanno maggiori capacità introspettive rispetto ai narcisisti overt e possono essere estremamente consapevoli della loro natura ma non per questo capaci di risolverla. Tale consapevolezza genera, infatti, solo altra sofferenza e frustrazione creando un vortice dal quale è difficilissimo venir fuori.

Probabilmente all’inizio della relazione N.C. ti terrà sulle spine: vorrebbe tanto stare con te, ti dirà che tu sei speciale, ma lui è troppo ferito, troppo insicuro: non sa se vuole impegnarsi in una relazione seria, non sa se è in grado di amarti come meriti. Un N.C. si aprirà moltissimo con te, sarà bello parlare con lui, e almeno all’inizio ti dirà molte cose. Tuttavia, l’unica che dovresti ascoltare è proprio quest’ultima: quando dice che non sa se potrà amarti come meriti dice, senza alcun dubbio, la verità.

Persino un orologio rotto, come sai, segna l’ora giusta due volte al giorno.

Ma non per questo ce lo teniamo al polso.

Dott.ssa Silvia Pittera, Psicologa – Psicoterapeuta.

Dal sito https://dipendenzaaffettiva.blog/

E io ci metto la colonna sonora…

22 commenti su “COVERT.

  1. Un articolo davvero interessante!!! Buona serata 😉

    • Una dritta molto diretta della mia psicoterapeuta😃 A volte mi dice… “se non ascolti almeno leggi!” 🤦🏻‍♀️

  2. il mix tra i due è fatale, meglio non pensarci più di tanto, ciao Cate

  3. The sent of a dry flower, Paola Pioletti

    A me ricorda Stefano che è affetto da molti disturbi fra i quali questo.

    • Secondo me si alterna tra overt e covert. E poi, Se non era ancora totalmente megalomane lo é diventato di recente .

  4. unisci poi alla sindrome della crocerossina e il patatrac è bello che servito!!
    se vuoi ti parlo del mio narcisista, ora ne sono uscita e ne parlo prendendolo per il culo, ma quando ero in mezzo al guado le mie amiche erano un bel po’ preoccupate!!

    • Riflettevo con la psicoterapeuta di aver avuto molte storie nel mio cammino che nessuna mai ha lasciato strascichi nella mia vita indipendentemente se le cose andavano a finire bene o male ! Eppure di bastardi ne ho incontrati ma non mi hanno mai lasciato addosso tutto sto schifo. ci sto mettendo più di quattro anni a metabolizzare e ad avere risposte ai miei numerosi quesiti alla fine dovevo trovare la psicoterapeuta giusta … che mi ha dato un quadro clinico della mia persona e di quello che ho vissuto per quasi 10 anni e ci sono rimasta di merda almeno adesso capisco in che direzione muovermi perché guarda che è assurdo non riuscire a venirne fuori nonostante ogni giorno mi sia impegnata! Esiste anche un altro tipo di narcisismo che nessuno mi aveva mai fatto notare e guarda caso ci sono finita dentro senza mai accorgermene … la sindrome della crocerossina? Mi sono laureata con 110 e lode sappilo! Ma adesso ho buttato nel cesso la laurea non ne voglio più sapere. Sono diventata un po’ cinica nei confronti del mondo…

    • Stessa mia situazione. Ma devi toccare il fondo, le amiche ci hanno provato in ogni modo, con me. Ero sorda, e scema. Ora ne sorrido e mi do una pacca sulla spalla, ma quando sei innamorata pensi di potere cambiare il mondo. E lui.

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