terra di mezzo

Ecchedupallecubiche!

E domani di sto passo mi salta l’appuntamento per predisporre il primo terrazzo per l’autunno … Quasi due mesi di attesa per vedermelo sfumare a data da destinarsi ! Ecchedupallecubiche! Sono incazzosa. Mooolto incazzosa! Appiccico. Tutto il giorno che fa così e adesso che è anche buio è pure peggio! Quasi quasi però mi faccio una minestrina una di quelle primavera almeno mi riscalda un po’. Non dico il corpo perché non ce né ancora bisogno, non fa freddo, ma almeno l’anima e il cuore cavolo! Devo abituarmi, ormai è andata, siamo sotto l’autunno e l’ombrello ha preso il posto del ventaglio !

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Dell’amore e dell’arte del sapersi cullare ancora.

Volete ascoltare una canzone dei tempi lontani, portata alla luce di recente, dal suono intimo essenziale, particolare, come spesso mi piace fare, in giornate un po’ uggiose, come quella che oggi c’è da me in città? Una sorta di prolungamento “dell’arte del sapersi cullare.”😊

Colin Hay é un cantautore/cantante . Il suo amore per la musica è nato nella nativa Scozia mentre lavorava nel negozio di dischi dei suoi genitori e ascoltava i successi del giorno. A casa durante la quarantena nel 2021 Hay ha iniziato a registrare brani cover di alcuni dei suoi cantanti e band preferite in gioventù. Da “Waterloo Sunset” dei Kinks a “Ooh La La” di Faces e “I Just Don’t Know What to Do with Myself” di Dusty Springfield e molti ancora. Hay é riuscito così a regalare agli appassionati una raccolta personale di classici lussureggianti reinterpretati proprio da lui grazie al suo nuovo album dal titolo “I Just Don’t Know What To Do With Myself” uscito questo agosto passato. Un album che mette in mostra sia il suo talento nell’interpretare canzoni, che la sua voce iconica.

Vi lascio in ascolto uno dei brani più belli far i tanti da lui interpretati e rivisitati.

“Wichita Lineman” é in realtà un brano country del 1968 di Glen Campbell e l’originale lo potete ascoltare qui.

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Pensieri attorcigliati

Piove. L’avevano detto, e quando i saccenti lo dicono, non puoi permetterti di contestare la loro previsione, o si scatenano pure le tempeste. Il primo gesto della nuova settimana è stato quello dell’ombrello a quanto pare. Il secondo invece di movimento: andare a votare , e l’ho fatto. La pioggia mi ha trasmesso un senso di disagio che non ha precedenti per sta faccenda elettiva. . Ci fosse un candidato degno di questa mia città mi son detta mentre camminavo per raggiungere il seggio. Mai come quest’anno mi ha convinta qualcuno al massimo mi ha incuriosita un’innovatore con un briciolo di umiltà e di poche parole. . Alla fine davanti alla scheda aperta, il mio voto l’ho considerato un chiaro gesto di ribellione alle consuetudini ciarlatane fondate sulle chiacchiere senza sostanza, Una preferenza la mia , con il preciso scopo di un rinnovamento radicale, diverso da tutto e tutti. Uscita dalla scuola mi sono fermata ad ascoltare fuori il traffico accentuato dalle gocce stizzose che venivano giù. Ho capito in quel momento che della pioggia, basterebbe coglierne il ritmo e non il rumore… é tutto intorno cambierebbe in positivo. Mi son sentita… umida-mente leggera…