terra di mezzo

Maestra di vita e molto altro

Ci sono cresciuta con Rosa Balistreri grazie a mio padre e mi sono creata nel tempo una coscienza politica e sociale che é di gran lunga lontana anni luce da quello che oggi molti barlafusi professano. Questo post ha il solo scopo di far conoscere per come l’ho assimilata e ne ho fatto un esempio da seguire, grazie ai racconti mio padre siciliano, che la conosceva. Un ragazzo che si rispecchiava in lei e nei suoi racconti, un ragazzo operai costretto ad emigrare a nord, con un sisma del 68 devastante alle spalle, senza madre con due fratelli da crescere, e i sacrifici, la miseria le discriminazioni sociale, la fame e la lotta popolare.

Fare politica, per protestare cantando. Si può fare politica e protestare in mille modi, lei lo faceva cantando. Non si é mai definita una cantante ma un’attivista che faceva comizi con la chitarra. Le sue storie di miseria sono sempre stare capaci di provocare guai a molti pezzi grossi perché alla fine l’opinione pubblica nel tempo si é sempre di più sensibilizzata a riguardo di argomenti come la fame, la disoccupazione, le donne madri, l’emigrazione, il razzismo dei ceti borghesi… Ha sempre cantato nelle piazze, nei teatri, nelle università, e sempre per poche migliaia di persone. Ha sempre gridato le sue proteste, le sue accuse, il dolore della sua terra, dei poveri che la abitavano (e ancora la abitano), di quelli che l’abbandonano per cercare fortuna in un altro posto. E poi degli operai, dei braccianti, dei disoccupati, delle donne siciliane che vivevano trattate (e ancora accade purtroppo) come bestie. Era questo il suo scopo. Far conoscere la verità.

Bisogna cercare sempre di riflettere sull’eredità musicale che ci ha lasciato Rosa Balistreri perché smuove coscienze e che ancora oggi insegna con umiltà, “rispetto”.

Questa é una canzone particolare … parla accoratamente ma quasi come se fosse anche una ninna delle mie radici, sradicate non per mia volontà ma per una terra che spesso non é stata capace di “trattenere” chi voleva restare.

Terra che non senti Maledetto quel momento in cui ho aperto gli occhi in terra in questo inferno. Questi vent’anni di tormento con il cuore sempre in guerra notte e giorno. Terra che non senti che non vuoi capire che non dici niente vedendomi morire. Terra che non trattieni chi vuole partire e niente gli dai per farli tornare. E piangi… Ninna oh! Maledetto… tutti questi anni con il cuore sempre in guerra notte e giorno. Maledetto chi t’inganna promettendoti la luce e la fratellanza…

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Dedica!

Me la posso dedicare? Ecco.😃

Album: La teoria dei colori del 2012.

Nelle Storie sul proprio profilo ufficiale Instagram, il cantautore ha dichiarato, rispondendo ad alcune domande postegli dai fan, che la canzone è dedicata a Malika Ayane, con la quale il cantautore ha avuto una relazione terminata poco tempo prima dell’uscita del brano.😃

Volete saperne di più?

Leggete qui ⬇️

Una come te

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Rhymes and Reasons – John Denver

Dedicata a chi cerca se stesso e la propria via nel mondo, e crede con fede accecante in un universo che lo accoglie.

Sono convinta come canta Denver che la saggezza del vivere sta semplicemente nella semplicità di lasciarsi piegare con eleganza ed elasticità dalla forza del vento come sanno fare i bambini e anche i i fiori, senza uscirne spiegazzati…

Sapete… la musica struggente sa infilarsi nell’anima, lasciandola dolorante dello stesso dolore che in realtà vuole disperatamente guarire.😘

Album Rhymes and Reasons del 1969