il “déjà vu” di Dante Gabriel Rossetti

Luce improvvisa

Sono già stato qui,
Ma quando o come non saprei dire
Conosco l’erba oltre la porta,
Il dolce odore pungente
Un suono, come un singhiozzo, le luci attorno alla baia.

Sei stata mia prima
Quanto tempo fa non saprei dire
Ma proprio quando al volo della rondine
il tuo collo si è girato in quel modo
Un velo è caduto – e ho saputo tutto di te.

È stato così anche prima?
E non fa così anche il tempo con il suo turbinio incessante
Che ancora una volta d’amore colma le nostre vite
A dispetto della morte,
E giorno e notte istilla una delizia ancora?

Gabriel Charles Dante Rossetti 1828.

Come posso non amare questa sua poesia… che mi rammenta ogni attimo, un passato in cui ho amato fino a perdermi, a confondermi, fino a farmi decidere alla fine del tutto, di non volermi più ritrovare

2 commenti su “il “déjà vu” di Dante Gabriel Rossetti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: