terra di mezzo

Lemuri il Visionario – Viaggio al centro del cuore blu

Ormai è diventato un appuntamento fisso; una pioggia improvvisa, un temporale, un nubifragio… da parecchi giorni ormai è così. Milano l’estate, quella calda, afosa, pruriginosa sembra che se la sia proprio dimenticata…

Ma a noi tutto sommato va bene anche così. Noi che restiamo in questa città che velocemente si svuota, dove le serrande sopravvissute ai vari lockdown si abbassano comunque, e il silenzio si spande diventando quasi assordante.

A noi alla fine può solo farci piacere, perché si rimane pochi ma buoni, si respira, si sta freschi, si dorme meglio, e non ci si sente troppo giù di tono mentre sogniamo di stare da qualche parte con le chiappe al sole.

Si, perché noi che restiamo in città alla fine fantastichiamo lo stesso, siamo dei visionari senza un tempo e senza ritmi snervanti. Dura poco, é vero, poco più di una manciata di giorni ma… é bellissimo.

Noi che siamo qui siamo viaggiatori immobili e mentre piove ci sentiamo controcorrente. Siamo diversi in questo mondo perfetto, non abbiamo niente da dire perché alla fine soffriamo in silenzio pensando alle cose inutili nella nostra malinconia rivoluzionaria. 🤷🏻‍♀️

Foto di adesso…

Vi faccio un regalo … e vi auguro buona serata!

Correva l’anno domini 2004, quando Vittorio Centrone decide di prendere Lemuri il visionario come suo alter ego immaginario. il personaggio diventerà poi un fumetto, un opera rock e oggi un disco dal titolo accattivante “Viaggio al centro del cuore blu”.

Che state aspettando ? i regali si scartano ! 🙇🏻‍♀️

terra di mezzo

il “déjà vu” di Dante Gabriel Rossetti

Luce improvvisa

Sono già stato qui,
Ma quando o come non saprei dire
Conosco l’erba oltre la porta,
Il dolce odore pungente
Un suono, come un singhiozzo, le luci attorno alla baia.

Sei stata mia prima
Quanto tempo fa non saprei dire
Ma proprio quando al volo della rondine
il tuo collo si è girato in quel modo
Un velo è caduto – e ho saputo tutto di te.

È stato così anche prima?
E non fa così anche il tempo con il suo turbinio incessante
Che ancora una volta d’amore colma le nostre vite
A dispetto della morte,
E giorno e notte istilla una delizia ancora?

Gabriel Charles Dante Rossetti 1828.

Come posso non amare questa sua poesia… che mi rammenta ogni attimo, un passato in cui ho amato fino a perdermi, a confondermi, fino a farmi decidere alla fine del tutto, di non volermi più ritrovare

terra di mezzo

Attesa.

Sotto ogni possibile interpretazione della parola stessa. Sto aspettando. Avvolta tra miti, fantasie e magie nell’aria. Me ne sto nella sala d’aspetto di un centro sinistro del mio strano mondo, dove le porte sono bianche e portano un’identità: Metis, Hermione, Acheso. Di fronte a me si materializza l’onda emotiva, mi avvolge, mi culla. E sola, fra un ricciolo d’infinito, nel suo muoversi a molla, ritrovo parole che mi sostengono, e ne faccio un dono. Tutto appare come un nucleo famigliare nitido e attento, e mentre aspetto, trovo un po’ di pace.

Album: Fear Of Music del 1979

Una buona giornata! 💚