terra di mezzo

La Kate

È raro che io faccia post di questo tipo, non perché tengo molto alla mia privacy perché spesso non esiste proprio, ma perché a volte penso che far credere di voler ostentare se così si può dire il termine non sia proprio la cosa più giusta. Ostentare come a voler primeggiare intendo. Purtroppo sono tante le persone che possono pensarla così, ma non è il mio caso, proprio per una forma di rigore. Quindi cerco di farmi un po’ piccola e stare schiscia tenendo alcune cose per me.

Ma in questo caso penso proprio di andarne fiera ed orgogliosa di ostentare in questo post, che ho confezionato con cura… perché alla fine racconta quanto una conoscenza partita circa 7 anni fa in questa piattaforma sia diventata nel tempo, ma solo perché lo abbiamo voluto entrambe, una grande storia di affetto e di Amicizia fatta anche di incontri e che soprattutto, non conosce confini mentali.

Un paio di mesi fa ho chiesto a Paoletta la blogger… di Serenità Interiore di creare anche per me una delle sue bambole. Le ©️Drusillas Spooky Pillows per l’esattezza, e le ho chiesto di crearmi proprio come lei mi viveva…

Paoletta non me ne vorrà se rubo un pezzetto della sua voce di parole scritte che lei ha messo sul suo profilo Instagram riguardo queste bambole…

“La passione non ha età e se devo essere sincera, mentre lavoro e creo mondi immaginari, mi sento poco più che bambina.
Da bambina ho dovuto fare l’adulta, adesso mi godo la gioia della mia infanzia “maturata”.
Le
©️Drusillas Spooky Pillows nascono da un momento di gioiosa ispirazione catturato seguendo la mitica drusillagucci che io adoro e invito a seguire. Lei è un mondo di cose!”

Lo sapete anche voi che la seguite come me, la sua forma creativa artistica non conosce inciampi, timori, rinunce. La sua arte osa e va davvero “oltre” l’imperscrutabile .Le sue mani poi così laboriose creano dal nulla pezzi unici che vivono poi di vita propria . La sua fervida immaginazione conosce tutti i codici di lettura per decodificare quello che di invisibile all’occhio umano esiste in ognuno di noi per portarlo alla luce lentamente. È Umana, Umile, mai banale ma soprattutto è capace di guardare dentro chi ha la fortuna di incontrarla in ogni forma, qui o fuori di qui, per esaltarne la vita, arricchendola di stimoli e incentivi per andare sempre avanti fieri di se stessi. Mi sento davvero fiera, orgogliosa di aver incontrato una personalità così introversa, a volte cupa, “strana” come la appellerebbero molti, ma altrettanto gioiosa e piena di vita dentro. Lei è una combattente, una temeraria, non conosce resa, soffre e sanguina quando non viene capita ma sa anche girare la mano con fare di stizza e andare sempre avanti a testa alta. Pochi la sanno davvero comprendere e quei pochi sanno come me quale fortuna sia averla conosciuta. “ Paoletta,, tu non sai quanto io sia davvero felice di averti incontrata durante il mio cammino solitario e non avrò mai un modo sufficientemente adeguato per dirti “grazie” di esserci”.

Questa sono io … è arrivata stamattina e ha portato con se il libro che tanto ho atteso … e non vedo l’ora stasera, di iniziare a guardare con più attenzione il mondo sommerso di Paoletta.

Ora vi presento me,

La Kate

Lei mi vede bella, non poteva dare di me un’immagine dark perché non sarei stata io. Mi ha messo un fiore perché io amo i fiori, mi ha corredata di porta occhiali perché senza gli occhiali, lei lo sa, io non vedo bene. Ho il sassofono in testa perché vivo di musica, e l’orsetto fra le mani perché a volte sono come una bambina. E ci sono anche le cicatrici perché sono i dolori che ho sopportato e che mi hanno resa forte e sensibile, il cuscinetto darkino perché è un pillow , e infine i bottoni perché sono un simbolo SUO che lega…

Kate è arrivata così

Ti voglio un mondo di bene Paola. 🙏

terra di mezzo

Racconto ascoltandomi

Ho masticato molto meno musica”americana” , in questo periodo e forse è per questo che mi sento fuori dal mio ordinario generale da un po’ . Questo stile fra country e folk è un genere che a me piace tantissimo, che mi mette sempre di buon umore, che mi fa sognare, che mi rende la vita più facile da sopportare. Ascoltare “Americanacountry, folk… ha sempre fatto bene al mio spirito incasinato e dovrei ritornare a sintonizzarmici più spesso, invece di lasciarlo allontanare da me. Tutto sarebbe più sopportabile, perché anche se non sembra, riesce a proiettare chi ascolta, in un mondo che è lontano si miglia e miglia dalla città, ma lo si visualizza lo stesso. Un mondo fatto di montagne e vallate verdi, di corsi d’acqua, fiumi immensi incontaminati tra strade o sentieri inondati di profumo di faggi e conifere che riequilibrano il ritmo del respiro. Steccati ordinati e chilometrici, cavalli liberi che si rincorrono nelle praterie, mandrie al pascolo case di legno, portici e sedie a dondolo che aspettano solo qualcuno che ci si sieda sopra per cullarlo. E poi le notti stellate, un falò acceso e le corde di una chitarra che improvvisano una dolce ballata o un frenetico ritmo ballerino.

Il giorno del mio primo appuntamento vaccinale ero sola ad andare incontro all’avventura che mi si prospettava davanti. Mi sono sintonizzata per compagnia con il mio cellulare su una stazione radio americana country online. Mentre percorrevo sotto il caldo la via piena di gente distratta di suo, sono incappata in questo brano che mi ha subito colpito e mi ha reso il percorso verso il centro Hub di competenza molto più sopportabile. Io mi sono macerata una settimana per questa prima dose della vaccinazione, fra la paura l’angoscia, il disagio… Ho pensato perfino che avrei avuto una sorte nefasta dopo la puntura. Io sono fatta così le cose nuove, le cose che conosco poco mi entusiasmano ma mi mettono anche una esagerata fifa in corpo e faccio fatica a vivere l’attesa in maniera serena. Quel venerdì mi è bastato incontrare una canzone, fra tante che mi ha totalmente cambiato il modo vivere la situazione. Mi ha dato quel senso di sicurezza , che da giorni cercavo, per potermi aggrappare e rilassare. Credo sia giusto farvela ascoltare, magari capirete un po’ più di me, come mai passo da un momento di esaltazione bizzarra a un momento di triste consolazione con una tale facilità che a volte neanche io riesco a gestire e… ascoltate che è meglio o qui faccio una telenovela… 🙄

Li ho incontrati per la prima volta quel giorno, non avevo mai sentito nulla di loro prima ma iniziò a pensare che sia stato un piccolo dono arrivato da chissà dove per me. So solo che sono di San Francisco che si chiamano The Brothers Comatose, e che sono in cinque. I fratelli Ben e Alex Morrison, che suonano rispettivamente la chitarra e il banjo, Scott Padden al basso, Philip Brezina al violino, e Greg Fleischut al mandolino…

The Brothers Comatose

Fanno un Bluegrass, folk rock country a dir poco “entusiasmante” e rigenerante, perché sono energici e chiassosi. Ma sono anche delle fotografie scattate ai tempi in cui le carovane dei pionieri attraversavano territori senza confini, in cerca di una terra da conquistare…

Dovrò approfondire la loro conoscenza e se la cosa vi può interessare, fatelo anche voi. Buona continuazione di giornata!