Mdou Moctar

Ci tengo ad iniziare in questo modo questo post, con un pensiero del chitarrista e cantante Omara Moctar, in arte Bombino

Ho avuto la fortuna che noi viviamo nel deserto, e nel deserto c’è molto spazio, c’è tanta sabbia, la notte hai l’impressione di essere vicinissimo alle stelle, perché le stelle sono così grandi… Se hai uno strumento e vuoi imparare a suonarlo, un ambiente del genere ti aiuta a imparare bene, perché intorno non c’è niente che ti disturbi, così come nessuno che ti dica che lo stai disturbando: alla gente fa piacere che tu suoni, perché sono secoli e secoli che sono lì nella solitudine…

Mdou Moctar ( il mio post è dedicato a lui) é nato, in mezzo al deserto, nel sudovest del Niger, ed esattamente nel deserto dell’Azawagh, a nord del paese. Lui proviene da un piccolo villaggio, esattamente Tchintabaraden, ma poi è cresciuto ad Arlit, una città mineraria.

Cresciuto in una zona dove la musica dell’ultimo secolo era quasi proibita, ha imparato da solo a suonare su una chitarra fatta in casa da lui stesso, usando del legno e una catena della bicicletta. Passano molti anni anni prima che riesca ad avere tra le mani una vera chitarra touareg e inizia da quel momento ad imparare a suonare in segreto. In breve tempo diventa subito una star tra i giovani del villaggio. La sfida successiva è stata quella di arrivare ad avere un pubblico per cui poter suonare, e lo trova proprio suonando ai matrimoni, e cantando in tamasheq, la lingua touareg. Da quel momento conquista i leader religiosi locali con testi di rispetto, onore e tradizione.

Apro una parentesi :

Chitarra touareg... la musica touareg si è modernizzata, con l’adozione della chitarra acustica e della chitarra elettrica, nel corso delle vicende di repressione, rivolta, esilio, guerriglia che i touareg hanno vissuto a partire dagli anni sessanta, dopo l’indipendenza di alcuni dei paesi africani nei quali vivevano, in particolare il Mali e il Niger

Mdou Moctar

Il primo album di Mdou Moctar, Anar, è stato registrato proprio in Nigeria nel 2008. Il suo stile è stato definito come assouf, una parola difficile da tradurre in italiano, ma che evoca il blues del deserto.

Anar si diffuse in tutto il continente grazie alle persone che se lo mandavano da un telefono all’altro in MP3 usando il bluetooth.

Nel 2013 ha pubblicato “Afelan“, una compilation creata dalle registrazioni dal vivo nel suo villaggio.

Poi nel 2015 ha cambiato marcia, producendo e interpretando il primo film in lingua touareg, Esattamente “Rain the Color Blue with a Little Red in it“. Racconta la storia di un musicista di Agadez, che lotta con artisti concorrenti, una vita familiare difficile, problemi d’amore con tutto il suo conflitto interno, e il tutto mentre guida per il deserto su una motocicletta viola. Il film è un omaggio a Purple Rain e The Harder They Come ed è influenzato da Moi, un noir, Jean Rouch, neorealismo italiano, film sulla povertà. È il primo lungometraggio al mondo in una lingua touareg, e in particolare un misto di dialetti di Aïr e Azawagh. La colonna sonora include musica eseguita da lui sul set e all’Embobineuse Teatre di Marsiglia. E diventa un album live. Esattamente Akounak Tedalat Taha Tazoughai

Nel 2017, un nuovo album folk solista, “Sousoume Tamachek“, una registrazione dolce e beata che evoca il tranquillo paesaggio sonoro del deserto.

Il suo album, “Ilana” del 2019 è un lavoro molto ambizioso ed é stato definito il più “ardente rock psichedelico” incontrato.

Questo giovane musicista riesce a portare tutta la sua tradizione musicale a livelli velocissimi, spingendo la chitarra touareg in una direzione sempre più forte e violenta. In contrasto con lo stile raffinato della tipica musica “world music“, Mdou suona con grinta inesorabile e non ha scrupoli nel distorcere ogni suono . Mdou è cresciuto ascoltando i grandi della chitarra touareg, ed è stato solo negli ultimi anni in tour che è stato introdotto al genere (rock). Un giorno confessa una sua realtà … Lui proprio non sa cosa sia esattamente il rock, non ne ha nemmeno un’ idea ma sa solo come suonare… ( o suonarlo) nel SUO stile. “

All’estero, dove il rock sahariano è diventato una delle più grandi esportazioni musicali del continente, Mdou Moctar si è guadagnato un nome con le sue mosse di chitarra, anche perché sminuzza con un’energia implacabile e frenetica che fa vergognare i suoi contemporanei.

Nel 2020 pubblica un piccolo EP dal titolo Ibitlan In realtà è un estratto doveroso per gli estimatori del musicista. É una parte fondamentale degli spettacoli dal vivo di lui e dei suoi musicisti negli ultimi anni, una canzone ( che da il titolo allEP), in particolare, che a volte viene suonata per più di 10 minuti! Questa traccia differisce dal suo altro materiale perché è un brano incentrato su questioni di cuore, al contrario della vita nel Niger postcoloniale. Nel descrivere la canzone, Mdou dice: “È come quando c’è una valle, attraversata da un ruscello e tutte le piante sono verdi, la canzone parla di come la mia ragazza sia bella così. La sua pelle è come un fiore giallo e il suo sorriso è come un fulmine. ” Che canzone focosa !! Posso sentire la passione scorrere attraverso il suo ritmo veloce mentre corre come un cuore, martellando questa forte melodia e la voce fortemente emotiva … e anche se non riesco a capire una sola parola che dice, è la sensazione che mi dice tutto. Se qualcuno avesse scritto questo per me, sarei certamente andata lontano con la testa ben oltre le parole!

QUESTA VE LA DOVRESTE DAVVERO ASCOLTARE!!!

Sappiate che Mdou Moctar è mancino, proprio come Jimi Hendrix, e guarda caso è anche uno dei suoi idoli preferiti.

Il suo nuovo album Afrique victime,

uscito il 21 maggio di quest’anno contiene una raccolta di canzoni ipnotiche, potenti e dolci al tempo stesso…

Vi consiglio di ascoltare per credere… nella magia di questo genere di musica… e vi consiglio di trovare tutti i suoi lavori musicali di cui vi ho fatto un elenco a margine.

Per iniziare, vi lascio il suo ultimo album che ho trovato sul tubo.

Vi garantisco che è stato uno dei post più difficili e faticosi da scrivere per me, perché le notizie in rete ci sono e sono contrastanti tra di loro. Io ho solo cercato di rendere il più semplice possibile la conoscenza di questo musicista originale perché , a mio avviso per chi ama e apprezza il genere, vale davvero l’ascolto partendo proprio dalle origini del suo percorso. Grazie per quelli che hanno avuto tempo e pazienza per essere arrivati fin qui ❤️”

Elenco di tutti i suoi lavori musicali
Anar (2008)
Afelan (2013)
Akounak Tedalat Taha Tazoughai OST (2015)
Sousoume Tamachek (2017)
Ilana (The Creator) (2019)
Ibitlan EP (2020)
Afrique Victime (2021)

4 commenti su “Mdou Moctar

  1. Ma che forte Cate il suo racconto poi è molto interessante

    • Ci ho messo due giorni a mettere insieme tutto e di più. Una fatica ma per quanto mi riguarda li vale tutti. Grazie davvero Paola mi sento ripagata per la fatica. ❤️

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