terra di mezzo

спокойной ночи – Ovvero buona notte in russo!

Don Camillo e Peppone...

fanno parte della mia infanzia e sempre parte faranno … Mi fanno sorridere, ridere, mi fanno dimenticare tutto. Dura poco, dimenticare, ma non solo é un tempo ben speso, é relax terapy per me. Stasera sono in loro compagnia in terra Russa “Il Compagno Don Camillo” 😊!

Vi auguro buon proseguo di serata e buon sonno. A domani.

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Il Rock “gattolico” dei TARM

Vi posto il brano Bengala (ammetto di averlo riportato alla luce grazie al “Concerto Musica del 1 maggio” trasmesso su Rai3 😀) brano dei Tre allegri ragazzi morti.

Una band formatisi nel 1994 a Pordenone e capitanata dal chitarrista e fumettista Davide Toffolo, dal bassista Stefano Muzzin (che andandosene, entrerà al suo posto il bassista Enrico Molteni), e infine, dal batterista Luca Masseroni (alias Luca Casta)

Una curiosità: all’epoca Enrico Molteni era appena 18enne ed era tra gli spettatori dei primi concerti della band. Strana la vita a volte vero?

Bengala è una ballata folk rock con un suono senza tempo. È toccante sia nella musica che nel testo, e disegna un paesaggio postbellico e di resistenza. Questo brano è un nuovo esorcismo contro la brutalità dell’esistenza contemporanea, e ci fa vedere senza veli l’aspetto più dolce del trio grazie anche all’arricchimento dagli archi…

Buon ascolto.

Tratta dal loro album “sindacato dei sogni” del 2019.

Il testo.

E che cosa canterai
Che cosa ti rimane in testa
Dopo un’altra notte in piedi
Completamente svegliaLibera come non mai
Come prima della guerra
E ti ringrazierò
Questo è quello che ci restaE gli altri cresciuti con te
Hanno perso la testa
In piedi sul tetto del tram
E comincia la festaE che cosa canterai
O solo ti rimane in testa
Con i bengala in cielo
Son le luci della festaNuovo ballo imparerai
Per far felici i piedi
E se ti innamorerai
Sarà solo con la testaE quelli cresciuti con te
Hanno capelli lunghi
I denti bianchi e la voglia
Di spaccarsi comunqueAbbracciami, è finita ormai
E tutti tornano a casa
E se la casa è ancora in piedi
Ci dormiranno dentroE il mondo che conoscevi tu
Più o meno è rimasto uguale
I poveri a ballare coi poveri
E le montagne ad urlareE che cosa canterai
Che cosa ti rimane in testa
Dopo un’altra notte in piedi
Completamente svegliaPovera come non mai
Come prima della guerra
Io ti ringrazierò
Questo è quello che ci restaLibera come non mai

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Il mio faro.

Ho comprato un faro tanti anni fa per sentirmi più vicina ad una scogliera del mio mare. Apprezzo e mi abituo alla mia solitudine forzata ormai sempre di più, e mi piace far tornare alla luce il rumore delle onde gonfie per il vento che vanno a morire sul promontorio dove a volte mi affaccio per svuotare la mente. Oggi piove, oggi il cielo ha sfumature di grigio in perfetta armonia con la mia malinconia. Oggi sono qui.

Foto mia