terra di mezzo

Ci si legge domani? Sperem!

Quando li incontro in città… mi commuovo sempre. Penso di essere in un luogo dove le campagne si incrociano ma poi il traffico e i clacson innervositi mi riportano nella mia realtà cittadina. Fa niente, conta che si facciano notare

Buona serata e… non fatevi troppi apecena mi raccomando. Milano stasera sembra come un tempo, come se il COVID non fosse mai arrivato. Street food appostati in ogni angolo, il Palazzo del Cinema con la gente in coda disordinati, venditori abusivi in pieno fermento e tanti giovani seduti ai tavoli e non solo giovani. Se non fosse per le mascherine… già. Cerchiamo tutti di essere responsabili per favore. PER FAVORE… le sirene delle ambulanze ci sono sempre e sono tante…😕

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Guglielmo il Conquistatore… (trio)

Al di sotto dei familiari ornamenti del blues rock e dell’indie folk, “Maverick Thinker” è una ricompensa artistica e introspettiva per l’ambizioso progetto “William The Conqueror”.

Il frontman si chiama Ruarri Joseph (il barbuto) ed è onesto e vulnerabile nella sua odissea interiore, mentre trova luce nelle verità malinconiche che scopre guardando indietro all’adolescenza con occhi maturi. Insomma, uno scozzese, cresciuto in parte in Nuova Zelanda e ora residente in Cornovaglia, può inchiodare questo stile di un’alchimia magistrale, e se ci farete attenzione nell’ascolto,in fin dei conti è davvero un cantautore “sensibile”.

In questo album ci troverete la giusta dose di dolcezza, essenziale è vero, ma anche adulta, ballate che indirizzano ad una meditazione, rock alternativo, una spennella di blues, e brani country rock incalzanti…

La fede è un tema importante in “Maverick Thinker”, soprattutto dopo il precedente album “Bleeding on the Soundtrack” del 2019, (ma si riscontra anche in “Proud Disturber of the Peace”), ed é importante proprio la sua riflessione sulla disillusione che arriva dopo aver perso l’innocenza della giovinezza.

Come il loro omonimo del passato, anche in questa storia di William The Conqueror si troverà sicuramente la capacità di resistere. Speriamo che questo non sia l’ultimo lavoro del trio. I due album precedenti meritano sicuramente una rivisitazione nel contesto della suite nel suo insieme. Con il suo mix di contemplazione e fiducia in noi stessi, Maverick Thinker ci ricorda di imparare dal passato e di non soffermarci su ciò che non puoi cambiare