terra di mezzo

“Ninull Ninna nanne dal mondo”

{Un senso di delicata e poetica malinconia pervade l’album; come quando osservi la pioggia o ti perdi con lo sguardo fra le onde del mare. Dieci ninne nanne, che, come onde appunto, ti cullano e bagnano rive di ogni dove. Infatti, ogni brano, trae le sue origini da vari paesi grazie a questa forma di canto popolare che è la ninna nanna; ed è così che un ideale filo rosso unisce questa mezz’ora di musica che ferma il tempo e riesce a farti assaporare melodie nelle quali le barriere geografiche vengono del tutto annullate, complice un tema universale come quello della madre che culla e protegge il proprio fanciullo. Il tutto proposto in maniera originale e personale dal duo Hana – composto da Ilaria Fantin (arciliuto, voce) e Hersi Matmuja (voce) – accompagnato, in veste di ospiti, dal fagotto di Andrea Bressan, dal violoncello di Jacopo Conoci e le percussioni di Fabio Ferrante, che, con un raro gusto per gli arrangiamenti ed un lodevole lavoro di ricerca, ha dato nuova luce a questi preziosi brani. Passiamo dall’India al Salento, dalla Turchia all’ Irlanda, Dall’ America Latina all’ Africa, fino all’incontro finale tra Italia e Albania (i rispettivi paesi d’origine di Ilaria e Hersi), con una naturalezza e sensibilità che rendono l’album prezioso. In attesa di poterle apprezzare in veste live, non ci resta che parlare con le due artefici del progetto…}

Sapete, quando trovo questi articoli io me ne innamoro e cerco di trasmettervi un po’ di questo mio innamoramento per quanto mi sia possibile. É davvero bello, tenero, emozionante questo articolo da cui ho preso uno stralcio che vi ho messo in grassetto, un articolo scritto da Alessandro Ferrari de Il Popolo Del Blues. E cosi ho cercato e trovato le 10 “Ninull Ninna nanne dal mondo” del duo Hana – composto da Ilaria Fantin e Hersi Matmuja.

Di dovere lasciarvi il link della rivista, dove potrete continuare a leggere l’articolo con l’intervista a queste due cantanti.

Una buona notte all’insegna dei dondolii, delle Ninne e delle Nanne 🧚‍♀️

http://www.ilpopolodelblues.com/wp/2021/03/il-mondo-delle-ninne-nanne-con-le-hana/

terra di mezzo

Carnage

Carnage (carneficina) è il nuovo album di Nick Cave, e ancora una volta questo suo lavoro getta un’ombra biblica, oggi più che mai proprio sulla pandemia di covid-19 che sta colpendo il mondo. È un disco apocalittico e dolce, e ancora una volta sospeso tra dannazione e redenzione.

Vi dico questo perché Nick Cave è ossessionato dalla Bibbia. Da bambino, fece parte del coro della chiesa di Wangaratta, in Australia. e da quel momento, come ha raccontato lui stesso nel libro Stranger than kindness, le storie cristiane l’hanno catturato e non l’hanno mollato più, diventando anche una delle principali fonti d’ispirazione delle sue canzoni.

Il cantautore l’ha registrato durante il lockdown insieme al polistrumentista Warren Ellis, senza gli altri componenti dei Bad Seeds.

Carnage è un album di appena otto brani, e mi ha colpita molto un brano “Balcony man”. Perché dite? Beh sappiate che il testo gira intorno ad una scena: mentre il protagonista della canzone balla su un balcone sotto il sole del mattino, Nick canta una strofa particolarissima:

And what doesn’t kill you just makes you crazier”, ovvero tutto quello che non ti uccide ti rende più pazzo.

Già già già … 🤣

Da febbraio è in digitale sulla rete ma a maggio chi ama Cave, potrà anche toccarlo (di fa per dire eh) in vinile e in CD 😀