Inganni e presagi

Questa foto che ho postato alla fine del post, non è la mia, ma del mio amico Stefano, ed è di ieri.

Quando l’ho vista nel suo “stato” su WhatsApp ho provato una stretta al cuore, perché quella strada, quella casa gialla a destra bassa è legata alla mia giovinezza, alla mia fanciullezza.

Non ci passo praticamente quasi mai in quel quartiere, perché alla fine quello che scriverò qui è quello che provo ogni volta che passo da quelle parti.

In quella casetta bassa, gialla, dietro alla segnaletica stradale io ci sono nata. Quella strada, via Giorgione, la percorrevo tutte le sante mattine mano nella mano con la mia mamma per andare alla scuola elementare Giusti. Non c’era l’orizzonte che vedete oggi con il grattacielo di CityLife, non c’era niente, si vedeva solo l’orizzonte libero che io guardavo malvolentieri addormentata come ero andando a scuola.

In quella piccola casa ci sono nata 57 anni fa. Quella finestra chiusa dalle persiane, non aveva neanche le persiane. Quella stanzetta conteneva un budello di cucina cieca diviso da una porta che accedeva ad un’altro microscopico locale con quella finestra e basta . Era un antibagno, arredato con un vecchio tavolino dove si appoggiavano le varie cose della cucina. Un po’ più in là sotto la finestra nella nicchia,mio padre aveva ricavato un mobile dove mettevamo la dispensa e più avanti con del compensato aveva ricavato un piccolo bagno, dove c’era una vecchissima vasca da bagno a sedere in ghisa, un bidet e una lavatrice. Ricordo tutto come ieri; ricordo la muffa nera sui muri, l’umidità che colava dai vetri e dalla porta, ma soprattutto il freddo pungente, perché non avevamo i riscaldamenti in quella stanza.

Veramente non li avevamo più in tutta la casa. La caldaia era a carbone e la nuova proprietaria che aveva comprato tutto lo stabile di quattro piani compreso il corpo basso, con un inganno, una promessa mancata, non l’aveva mai più installata nuova. Eppure in quella casa umida, ammuffita, gelida, e infestata dalle blatte, perché c’erano anche quelle, io mi sentivo felice, ci stavo bene.

Ancora non immaginavo cosa volesse dire affrontare davvero la vita, avere delle difficoltà per andare avanti, essere delusi, ingannati, ma soprattutto soffrire. Infine perdere persone care nel tempo come mio papà. Ero una bambina che aveva molto poco lo ammetto, ma ero comunque felice.

Quando tutto lo stabile è stato ristrutturato una ventina di anni fa, uno dei sogni della proprietaria era proprio quello di andare a vivere in quell’appartamento dove ho vissuto fino ai miei 25 anni con i miei. Anzi, sarebbe venuta ad abitare in tutto il primo piano, perché aveva abbattuto il muro che prima lo divideva in due appartamenti. L’ha perfino arredata alla grande con Iacuzzi, mobili pregiati e carta da parati di raso ! (Me l’ha fatta vedere)

Ma quando è stata pronta, per trasferirsi in quell’appartamento le é venuta a mancare la mamma. Quando, nuovamente pronta stava trasferendosi, le è venuto a mancare anche il marito, poi si è rotta un ginocchio. Quando era quasi riuscita ad organizzare finalmente un nuovo trasloco dopo qualche anno, dalla sua precedente abitazione, è arrivato il coronavirus è tutto è sfumato. In tutti questi anni non c’è mai riuscita a quanto pare, e credo proprio che non ci riuscirà mai, ma non per i suoi quasi novant’anni, ma per il suo destino.

Mio padre, ai tempi un operaio metalmeccanico, voleva comprare quel piccolo appartamento di circa 60mq che aveva in affitto dal 1963 dalla proprietaria De Marchi . Era il 1973, la De Marchi lasciò la vita terrena e i figli decisero di vendere. Mio padre saputolo ne parlò con Giulia anch’essa affittuaria ma del negozio di articoli religiosi nello stesso palazzo. Gliene parlò perché lei gli aveva detto che stava trattando l’acquisto dello stabile con gli eredi. Giulia disse anche che avrebbe comprato tutto lo stabile meno quell’appartamento abitato da noi, perché era consapevole che anche papà volesse acquistarlo. Due acquirenti invece di uno solo ecco. Papà fece una grande fatica a racimolare la somma, chiedendo anche dei prestiti a parenti ed amici, e ci riuscì a trovare tutti i soldi. Era sicuro di riuscire a farlo, acquistarlo intendo, perché credeva in lei e nella parola data.

Sapete, i miei genitori erano legati a Giulia con profondo rispetto e profondo affetto, oltre che una profonda stima e amicizia fraterna, e fin da quando io non ero ancora nata. Erano certi che Giulia, non avrebbe mai potuto fare un torto a loro ma soprattutto alla piccola Cate che dopo nata, le diceva di amare come la figlia che non aveva mai avuto. Mi chiamava la “sua” Cate, mi aveva adottata a detta sua, non solo affettivamente ma anche moralmente.

Invece alla fine per un attacco venale, e di arroganza Giulia , la signora Giulia oggi, quella che mi reputava “come figlia sua” non disse mai a mio padre quando era stato fissato l’atto di acquisto . Ci andò solo lei. Si presentò il giorno dopo con quell’ atto di proprietà in mano, di tutto lo stabile, davanti ad ogni inquilino compreso mio padre. Giulia, che era anch’essa inquilina, comunicò di essere la padrona assoluta di tutto. Da lì tutto cambiò.

Quel tradimento fece chiudere ogni tipo di rapporto fra Giulia, mio padre e mia madre. Io essendo una bambina ai tempi, ne soffri tantissimo, tanto da prendermela con rabbia con i miei genitori, arrivando pure, a rinnegarli a nemmeno 10 anni di età, perché mi avevano allontanata da lei.

Mio padre si sentì molto molto tradito da quel rapporto di rispetto, fiducia, amore e amicizia fraterna che proprio Giulia aveva alla fine sempre ostentato al mondo. Tutto per pura avarizia, sete di possesso, mancanza di parola. Le persone povere e umili vengono sempre ingannate da chi ha più soldi, non conosce il valore della parola data, ma soprattutto quando sono vestiti di quella falsità così trasparente che il cuore non riconosce in tempo.

Strana la vita vero?

Dopo qualche anno Giulia ebbe anche il coraggio di fare lo sfratto ai miei genitori e a tutti gli inquilini per ristrutturare. Siamo dovuti finire in tribunale per proroghe varie, ma alla fine l’ufficiale giudiziario riuscì comunque a sbattere fuori i miei genitori, a fine giugno 2000.

Oggi penso che il fatto di non essere mai riuscita, la signora Giulia ad abitare quell’appartamento sia come una sorta di verità rinnegata che le si ritorce contro. Forse una punizione divina o semplicemente un opera del suo stesso inganno del passato. Alla fine è stata ricambiata con un destino negativo che le è caduto addosso. 🙂 “ La parola data, non va mai ritirata”

10 commenti su “Inganni e presagi

    • Tu pensa… ogni volta che la chiamo per le ricorrenze o che la incontro… io sono sempre la “sua” Cate … io le sorrido quando mi chiama così perché alla fine mi fa molta tenerezza vista anche l’età… E poi sono anche riuscita a perdonarla per aver fatto in modo di allontanarsi da me. Ad ognuno la propria sorte… È sempre stata una persona falsa, una persona che non ha mai avuto scrupoli per raggiungere i suoi scopi. L’ho capito tardi, in età adulta ma l’ho capito.

  1. Purtroppo i ricordi spesso si portano dietro i loro lati negativi, ma fanno parte della storia anche loro

  2. Però il ricordo non te lo può portare via nessuno

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