terra di mezzo

Parole umide di pioggia

Una giornata dove la pioggia cade incessantemente e sporca i vetri della mia portafinestra. Vedo fra le gocce che scivolano i passeri dalle piume infradiciate che si attaccano a turno alle palle di grasso e semi, che appendo sempre ai vari rami. Ormai li ho viziati i pennuti, attendono pazientemente che io provveda a loro. Una giornata uggiosa così, un tempo mi piaceva; mi faceva compagnia, era la colonna sonora calda e avvolgente per il mio essere. Adoravo il gocciolare a terra nelle pozzanghere, e quel mio incontrollabile desiderio di pestarci dentro come una bambina. Oggi non è più così, mi suona fastidioso il suo perpetuo accanimento a terra, mi trasmette malinconia, stordimento, e mi fa sentire ancora più sola. Guardo fuori dal vetro appannato dal mio alito e penso a qualcosa di più grande: L’oceano… E lo visualizzo in un bicchiere imprigionato, Come Me. Non lo so il perché, ma i ricordi riaffiorano e mi soffocano, l’attesa, sempre più inutile, diventa insopportabile. Abbasso le braccia ai fianchi in segno di resa, e immagino di far scivolare a terra quel bicchiere colmo. “Sono stanca di pensarti ancora in giornate come queste. Sono stanca di credere in un fato troppo avverso. Sono stremata dal tanto pregare che la mia di pioggia, cessi di cadere giù. Che la smetta di formare pozzanghere, dove più non mi so specchiare. Mi disperdo in quell’oceano dentro al bicchiere che ho svuotato … ma perché mi vieni in mente tu?

terra di mezzo

Facciamo in modo che “civiltà” non sia una parola vuota… – Shemekia Copeland.

Ascoltare questo brano è come ascoltare un richiamo all’unità in questo periodo difficile. Un brano che si rivolge a tutti senza esclusioni. Un brano come nenia alla speranza, contro la divisione dei popoli che spazia tra lo spiritual e la ballata country con chitarra e il banjo.

Il suo album Uncivil War è uscito il 23 ottobre.