terra di mezzo

Rimedi naturali per il freddo

Vabbè, vediamo di lasciare qualcosa di carino e di bello questa sera perché dal corridoio arrivano delle voci poco confortanti. L’argomento è sempre lo stesso ormai da mesi e mesi, ma non lo rivelerò neanche sotto tortura.

Sapete, sono settimane che penso di postare questo bellissimo scritto di Francesca Pacchetti che di se stessa dice testuali parole:

Dai 0 ai 13 anni bambina, dai 13 ai 18 ragazza, dai 18 ai 27 educatrice e dai 27 ai 39 contadina.
Da qui in poi, vedremo.
Coltivo ortaggi, fiori, parole e giorni.
Cresco mio figlio, pulcini, galline e il mio cuore.
Interessi: i sogni e l’amore.

In rete la si incontra con un alias particolare e avendo letto la sua auto descrizione… vi verrà facile capire perché.

“La Raccontadina”

Vi lascio ai suoi …

Rimedi naturali per l’arrivo del freddo:

– coprirsi il collo con una sciarpa, possibilmente non sintetica e possibilmente che porti ancora un profumo o almeno un ricordo

– tenersi al caldo i piedi, pancia e reni con calzini e maglioni di lana

– non accendere condizionatori…e i termosifoni solo se due coperte non bastano

– raccogliere fiori da portare in casa quando piove, altrimenti fermarsi a guardarli

– preparare zuppe di verdura, calde

– impastare il pane 

– prendere una decisione 

– farsi una tana con quello che ti pare e dove ti pare, con accesso singolo e privato: andarci ogni volta che chiama

– annusare spesso olio di lavanda, di rosmarino e limone

– piangere, se necessario

– ridere, quando capita 

– baciare, per chi può 

– stare a letto con la coperta sopra gli occhi a inventare favole, poi farle diventare neve e vere

– camminare

– andare a tenere compagnia al bosco

– consolare il mare 

– costruire un aquilone ed aspettare il vento

– appoggiare la testa sulla spalla dei nonni e se non ci sono, sulla corteccia di un albero

– rifare il letto tutte le mattine e una vita ogni giorno

– dire la verità 

– scrivere lettere e consegnarle

– leggere libri per bambini

– avere una canzone per colazione, pranzo, merenda e cena

– bere centrifugati di frutta e verdura ( il più buono per me è mela e barbabietola) 

– accompagnare il prato 

– semplificare 

– semplificarsi

– dimenticare 

– amare quello che c’è…quello che non c’è, non c’è

– svelare i segreti

– cercare e trovare un carillon e usarlo, quando serve

– spogliarsi di tutte le foglie e tremare

– inginocchiarsi dove vuoi

– mettere le mani dentro alle maniche lunghe e sventolare le braccia

– registrare la pioggia e ascoltarla ad ogni paura, ché l’acqua scioglie tutto

– sedersi su uno scalino con il viso tra le mani

– accarezzarsi le ciglia 

– respirare.

La foto l’ho scelta io.♥️ a domani.

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Sbalzi

Ma se sono priva di autocontrollo, e soprattutto lo sono in materia di musica … come caspita fai a pensare di riuscire a controllare me… adesso!

Impresa ardua, ma se credi, tenta la sorte.

Apro parentesi :

So I love when you call unexpected

Cause I hate when the moment’s expected.

Chiudo parentesi.

🤣

Questo brano The National Anthem, che vi ho lasciato qui, fa parte dell’album studio Kid A dei Radiohead, ed è il quarto per l’esattezza, pubblicato nel 2000.

Tutto l’album divenne a suo tempo un successo commerciale e internazionale, con i suoi 10 pezzi impregnati di
Rock alternativo, Rock sperimentale, indie/elettronica, fusion, Post-rock e… 😉

In The National Anthem, si sente una forte inclinazione al jazz. ( 😉)
La sezione fiati (io amo i fiati nel jazz♥️) presente in questo pezzo è fortemente influenzata dal free jazz , esattamente dallo stile del jazzista e compositore Charles Mingus, (ebbe l’ingegno di creare a suo tempo, una sorta di paesaggio sonoro dominato dal caos).

Concludo dicendovi di cercare in rete il testo molto breve, e di leggerlo, ascoltando il sound, perché scoprirete quanto sia attuale, ma soprattutto quanto sia in grado di far visualizzare lo stato d’animo emotivo, compresa la paura, di noi umani, colpiti oggi da questo virulento microscopico, invisibile coroncino.

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un’altro enigma? 😀

Sembra difficile risolvere questo indovinello ma in realtà è più facile di quanto si pensi. Sono riuscita a risolverlo ma ho impiegato più dei 20 secondi prestabiliti, diciamo un minuto abbondante, ma ciò che conta è provare divertendosi. Eccolo qui

Enigma 2

Bisogna tagliare una torta in otto porzioni uguali.

Per fare questo, è necessario fare solo tre tagli con il coltello.🙂

A stasera!