Vi lascio così …

Ogni tanto inciampo volentieri nei ricordi belli. Questo brano del mio concittadino Biagio, fa parte di un momento particolare della mia vita felice, dove, fra una corsa pazza, su un’autostrada di sera io mi sono ritrovata al palazzetto dello sport di Verona ad ascoltare dal vivo lui. Fine estate del 2008 . Ero mano nella mano con una bella persona, che aveva uno scopo primario nella sua vita, oltre a lavorare. Sorprendermi sempre, viziandomi e deliziandomi per ogni cosa che mi passasse per la testa. Anche se le cose sono andate diversamente tra di noi, questi ricordi vivono in entrambi, sempre, perché nonostante 13 anni siano passati, noi ancora ci sentiamo, ci raccontiamo e confrontiamo pezzi di vita propria. Le nostre vite si sono divise è vero, e sono anche diverse… ma l’onestà affettiva che ci aveva uniti un tempo, continua a coesistere fra noi. Ciao Andrea! 🤗 p.s. Nella mia soffitta c’è ancora la scaletta di quel concerto arrotolata in una piccola scatola di latta. I ricordi belli si conservano sempre…

Spengo le mie proiezioni di te.

Allontanarmi da te, significa allontanarmi da lei. Devo farlo. Il cammino è difficile, tortuoso, doloroso, e non ho nessun’altra alternativa, se voglio tornare a sorridere come un tempo facevo. Ho pensato che stare in sintonia con lei, vivere di lei, significasse tenere te, e abbracciare un noi, ma non è così purtroppo che le cose funzionano in questa realtà terrena. Alla fine é sempre più angosciante e affilata , come fosse un coltello a doppia lama, la mia solitudine fisica ad oggi, ma soprattutto la mia solitudine interiore. Sono completamente consumata, logorata, incolore, insapore , priva di quella fiammella che accende un l’orizzonte. Vedi.., questo è sbagliato, l’ho capito a mie spese , perché è un “non” vivere, ma solo un fittizio sopravvivere accanto a lei, pensando così di tenerti comunque con me .

Per il tempo che mi resta, per i respiri che mi rimangono, ho il sacrosanto dovere di impegnarmi per vivere nuovamente, iniziando localizzando me, focalizzando me, attivando nuovamente tutte le mie potenzialità, le mie passioni, ma soprattutto quella fatale probabilità che possa ancora esserci qualcosa, qualcuno di nuovo, di bello, di completamente diverso, e di gran lunga migliore, solo per aver abbozzato un mio sorriso oggi, o socchiudendo gli occhi verde acqua, per non denudarmi troppo al primo tocco . Incauta, sognatrice, speranzosa me. Ho pensato con quell’innocenza infantile che mi appartiene ancora che tenermi in vita accanto a lei, sarei rimasta stretta accanto a te.

Devo girarmi di spalle.

Presa dalla rete. Non ne conosco la fonte. Mi scuso.

Io

Vincenzo Irolli

Napoli 1860 – 1949

“Troppo tempo che indosso abiti stretti,

la mia pelle brucia e non respira.

È arrivato il momento di spogliarmi

o soffocherò.

Scopro un braccio,

poi l’altro.

È un’inizio.”

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