Vi dico perché ero assente.

Buongiorno WordPressiani. Torno oggi dopo un paio di giorni di assenza. Sono state giornate un po’ così, tra il tentare di mettere da parte la tristezza, o almeno ci ho provato, con scarso risultato, per il ricordo prepotente di mio padre, amplificato dai problemi di cuore di mia madre che ne ha sempre una nuova. Ho iniziato a pensare che quest’estate, se posso dirla tutta, francamente non accenna minimamente ad andarsene, e io lo vorrei tanto. Una volta l’estate mi piaceva, era sinonimo di allegria, spensieratezza, vacanza, giornate lunghe, invece adesso quasi l’abolirei dalle stagioni. Ormai l’estate mi ricorda la malattia di mio padre, la sua sofferenza e la sua morte. In più quest’estate ha iniziato mia madre con quella maledetta valvola aortica che non le da tregua, e di interventi nemmeno se ne parla. L’impotenza che provo per mia madre e il dolore della perdita di papà persistono senza darmi un attimo di pace . Sono stanca! Lo so che ci vuol tempo ancora per far passare il dolore soprattutto, ma il vero problema per me è che sembra un tempo infinito. Adesso con mamma tutto si è complicato ! La mente cancella gli episodi che fanno male per una forma di difesa, l’ho capito ieri. Ieri era il 27 luglio. Mio padre avrebbe dovuto compiere 83 anni. Per tutto il giorno non ho ricordato niente del suo precedente compleanno. Gli altri li rammentavo ma quell’ultimo no! Perché!??! Ciò messo quasi una giornata scervellandomi, ma poi improvvisamente un lampo. Ho capito perché nulla mi riportava indietro di un anno. Beh, quel 27 luglio del 2019 io e mio padre alle otto del mattino eravamo già al Policlinico di Milano, nel centro di ematologia e leucemie per fare l’esame del midollo osseo dall’anca per scoprire quale razza di leucemia, anemia emolitica, o qualunque cosa fosse in quel momento talmente fulminante, che lo indeboliva ogni giorno di più. Ho cancellato quell’episodio tutto questo tempo. Nessuno avrebbe mai sospettato che quello sarebbe stato l’ultimo compleanno di mio padre. Noi due eravamo lì in quel maledetto ospedale dalle otto del mattino fino alle due del pomeriggio. Tornati a casa stanco e provato si era messo a letto, per alzarsi a fatica la sera. Non c’era niente da festeggiare, se non l’angoscia per quanto stavamo tutti vivendo. Non volle ne auguri ne torta, nulla di nulla. Fa male portare alla luce ancora ricordi così dolorosi ma è più forte di me. Una delle cose che invece non ho capito, è perché ieri il telefono ha continuato a squillare solo per ricordare che mio padre quel giorno avrebbe compiuto 83 anni. Telefonate di parenti. Già basta tra noi tre anime perse ricordare dolorosi episodi, che ci si mettono anche gli altri, a rincarare la dose. Ricordare un defunto nel giorno del suo compleanno mi appare crudele. Di compleanni non c’è ne saranno più. Perché farlo con quel senso dell’…” avrebbe compiuto … se fosse stato vivo” … Appunto, “se fosse stato vivo, ma è morto! ”. È già doloroso e triste ricordare il giorno della perdita. Ma ricordare un compleanno che non si farà mai più è a dir poco … bastarda-mente stra-crudele!

Accorate confessioni, stati d’animo, malesseri di una persona come me che usa questo posto, anche per spogliarsi dei suoi abiti infelici.

Ma spesso e volentieri sono convinta che ogni tanto un pizzico di allegria e di giovialità la riesco a dare pure io qui dentro, quando non mi assale la tristezza e quel senso di vuoto senza fondo.

Smetto.

È meglio, o qui rattristo tutti! Vi auguro una buona giornata. Oggi è e sarà un giorno diverso, un giorno da vivere in modo semplice e migliore, un giorno di coraggio, anche perché ho il “dentista” pomeriggio e già da ora me la faccio sotto! Cercherò di farlo andare bene questo martedì. Una canzone di dovere … come a “lucchetto chiuso” o “lapide” sui giorni pensierosi e tristi andati.

Un a presto e alla prossima.

Neanche farlo apposta… questo brano è preso da Sketches for My Sweetheart the Drunk , il secondo album di Jeff Buckley, rimasto incompiuto a causa della sua morte, avvenuta in modo prematuro nel 1997. L’opera prevedeva due album, realizzati postumi con i demo che l’artista aveva inciso prima di morire.

Abbiate venia 😬 please.

16 pensieri su “Vi dico perché ero assente.

    1. Sono stati un paio di giorni pesanti ma adesso per fortuna sono anche passati o meglio cerco di farmele scivolare definitivamente grazie per l’abbraccio e per la tua presenza sempre!❣️😘😘

    1. Grazie Emanuele stavolta però mi assento un po’ e spero per cose più piacevoli spero di portare un po’ mamma al mare in un posto non troppo distante da Milano visto i suoi problemi… A settembre abbraccione e vai avanti con le Foto!!!!!

    1. Cara Silvia a volte risulto un po’ pesante anche a me stessa! Ti ringrazio hai sempre una parola di conforto in più da donare ad una persona spesso complicata come me ti abbraccio e a presto💗

    1. Abbraccio ricambiato ci risentiamo per settembre come sempre fai dei bellissimi post sulla natura non scriverò ma sicuramente leggerò ciao e alla prossima😀

    1. È un rifugio aperto al mondo e spesso e volentieri può risultare un po’ pesante il mio dire ma è parte di me grazie Nadia un’abbraccione e a presto 💗

  1. Sei grande Cate. Sempre! Scrivi perché le tue parole a volte aiutano anche gli altri. Il cuore non ha limiti né pretese quando è onesto conquista anche nel dolore

  2. abbattuta, caduta e ti sei data coraggio per rialzarti. Sei grande, Cate. 💐

    ps: però Buckley non l’ascolto ché ogni volta mi mette un’angosciante malinconia che metà basta. 😊

    1. Abbiamo imparato noi Cate che dobbiamo sempre rialzarci e rialzarci anche velocemente anche se con fatica… Ci rileggiamo a settembre una buona tranquilla divertente estate a te… Capisco che il brano non sia dei migliori ma rispecchiava il mio stato d’animo fai benissimo a non ascoltarlo c’è un tempo per tutto anche per la Musica un abbraccio 🙂

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