terra di mezzo

A domani.

Bene bene bene, vediamo come ci ritroviamo domani ma in ogni caso questa sera vi lascio… così !!

Già già, con uno spicchio di luna o forse un po’ di più del mio mondo.

Stasera ho in mente buoni propositi, un pizzico di magia, un po’ di mistero, e quanto basta di quell’ esoterico pensiero che mi contraddistingue dagli stregoni di dubbia fama. … In fin dei conti … osa chi coraggio trova!

Sisters of the moon – Fleetwood Mac

Non è uno dei brani più noti dei Fleetwood Mac lo so ma il titolo evoca una sorellanza che rimanda ad atmosfere esoteriche. Lo sapete, dopotutto, che dicono che la bella Stevie Nicks sia una strega?😉

L’album è Tusk! 1979.

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“Acres of Diamonds”Anthony Garcia

Lasciatemi sognare…

Sognare non ha mai fatto male a nessuno, e chi come me che non si muove praticamente mai, per vagabondare per il mondo, solo la musica ha la capacità di far viaggiare, farmi viaggiare, indirizzandomi verso orizzonti nuovi, paesi sconfinati, terre da attraversare senza una vera meta . E così oggi mi ritrovo nuovamente in Texas, circondata da ballate, prevalentemente solo ballate country. Vedo chiaramente un altopiano irrorato dal sole, una prateria, ombre di cavalieri sui propri cavalli che camminano verso quel disegno stupendo dai colori crepuscolari che si chiama tramonto. Io mi metto in un angolo in disparte, da tutto lo scenario intorno e inizio ad ascoltare. Chitarra e pianoforte, e cos’altro c’è non lo so, non l’ho cercato, ma non credo che serva trovarlo. Vi auguro un buon pomeriggio seppur afoso, caldo quanto basta per confondere la mia mente, che se non fosse per i rumori dei cantieri intorno… la voce che racconta cantando di Anthony Garcia con il suo nuovo album
Acres of Diamonds
uscito il 17 luglio,

ad occhi chiusi mi sembrerebbe davvero di stare nel caldo Texas… o appena giù di lì. buon proseguimento di giornata!

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Vi dico perché ero assente.

Buongiorno WordPressiani. Torno oggi dopo un paio di giorni di assenza. Sono state giornate un po’ così, tra il tentare di mettere da parte la tristezza, o almeno ci ho provato, con scarso risultato, per il ricordo prepotente di mio padre, amplificato dai problemi di cuore di mia madre che ne ha sempre una nuova. Ho iniziato a pensare che quest’estate, se posso dirla tutta, francamente non accenna minimamente ad andarsene, e io lo vorrei tanto. Una volta l’estate mi piaceva, era sinonimo di allegria, spensieratezza, vacanza, giornate lunghe, invece adesso quasi l’abolirei dalle stagioni. Ormai l’estate mi ricorda la malattia di mio padre, la sua sofferenza e la sua morte. In più quest’estate ha iniziato mia madre con quella maledetta valvola aortica che non le da tregua, e di interventi nemmeno se ne parla. L’impotenza che provo per mia madre e il dolore della perdita di papà persistono senza darmi un attimo di pace . Sono stanca! Lo so che ci vuol tempo ancora per far passare il dolore soprattutto, ma il vero problema per me è che sembra un tempo infinito. Adesso con mamma tutto si è complicato ! La mente cancella gli episodi che fanno male per una forma di difesa, l’ho capito ieri. Ieri era il 27 luglio. Mio padre avrebbe dovuto compiere 83 anni. Per tutto il giorno non ho ricordato niente del suo precedente compleanno. Gli altri li rammentavo ma quell’ultimo no! Perché!??! Ciò messo quasi una giornata scervellandomi, ma poi improvvisamente un lampo. Ho capito perché nulla mi riportava indietro di un anno. Beh, quel 27 luglio del 2019 io e mio padre alle otto del mattino eravamo già al Policlinico di Milano, nel centro di ematologia e leucemie per fare l’esame del midollo osseo dall’anca per scoprire quale razza di leucemia, anemia emolitica, o qualunque cosa fosse in quel momento talmente fulminante, che lo indeboliva ogni giorno di più. Ho cancellato quell’episodio tutto questo tempo. Nessuno avrebbe mai sospettato che quello sarebbe stato l’ultimo compleanno di mio padre. Noi due eravamo lì in quel maledetto ospedale dalle otto del mattino fino alle due del pomeriggio. Tornati a casa stanco e provato si era messo a letto, per alzarsi a fatica la sera. Non c’era niente da festeggiare, se non l’angoscia per quanto stavamo tutti vivendo. Non volle ne auguri ne torta, nulla di nulla. Fa male portare alla luce ancora ricordi così dolorosi ma è più forte di me. Una delle cose che invece non ho capito, è perché ieri il telefono ha continuato a squillare solo per ricordare che mio padre quel giorno avrebbe compiuto 83 anni. Telefonate di parenti. Già basta tra noi tre anime perse ricordare dolorosi episodi, che ci si mettono anche gli altri, a rincarare la dose. Ricordare un defunto nel giorno del suo compleanno mi appare crudele. Di compleanni non c’è ne saranno più. Perché farlo con quel senso dell’…” avrebbe compiuto … se fosse stato vivo” … Appunto, “se fosse stato vivo, ma è morto! ”. È già doloroso e triste ricordare il giorno della perdita. Ma ricordare un compleanno che non si farà mai più è a dir poco … bastarda-mente stra-crudele!

Accorate confessioni, stati d’animo, malesseri di una persona come me che usa questo posto, anche per spogliarsi dei suoi abiti infelici.

Ma spesso e volentieri sono convinta che ogni tanto un pizzico di allegria e di giovialità la riesco a dare pure io qui dentro, quando non mi assale la tristezza e quel senso di vuoto senza fondo.

Smetto.

È meglio, o qui rattristo tutti! Vi auguro una buona giornata. Oggi è e sarà un giorno diverso, un giorno da vivere in modo semplice e migliore, un giorno di coraggio, anche perché ho il “dentista” pomeriggio e già da ora me la faccio sotto! Cercherò di farlo andare bene questo martedì. Una canzone di dovere … come a “lucchetto chiuso” o “lapide” sui giorni pensierosi e tristi andati.

Un a presto e alla prossima.

Neanche farlo apposta… questo brano è preso da Sketches for My Sweetheart the Drunk , il secondo album di Jeff Buckley, rimasto incompiuto a causa della sua morte, avvenuta in modo prematuro nel 1997. L’opera prevedeva due album, realizzati postumi con i demo che l’artista aveva inciso prima di morire.

Abbiate venia 😬 please.