L’Astronave.

Il 2017 è stato l’anno che ha cambiato tutta la mia vita. Un anno caratterizzato da perdite. Perdite emotive, affettive, sogni inceneriti improvvisamente nel mio inferno . Perdite di salute, nel vero senso della parola stessa. Perdita dell’equilibrio della speranza, del credere in qualcosa che davvero potesse essere destinato a me. Perdite. Solo perdite.

Comunque…

Tanti giri di parole però non portano da nessuna parte se dovessi mettermi a elencare adesso le sventure, le fatalità, le trame smagliate e gli abiti ricuciti in malo modo di quell’anno. Quindi ciò che davvero conta ormai è che a distanza di anni, ho capito che per salvarmi da tutto, ma veramente da tutto quell’inferno, in quel tempo dovevo per forza adeguarmi, non ribellarmi, e accettare a testa bassa il mio destino. Dovevo perdere davvero tutto. E così, alla fine ho iniziato ad immaginare di essere salita su un’astronave .Giorni e giorni di viaggio nell’universo buio e senza fondo. Ore di attesa sospesa senza gravità. Anni lunghi al rinchiuso, con nel cuore solo un lumicino flebile di speranza. La speranza di poter un giorno ricominciare nuovamente dal principio, da qualche parte dentro me, nel mistero più totale, senza sapere se andrà bene o male. E ancora viaggio sapete? Viaggio in attesa di un atterraggio in sicurezza, e di un lieto fine… chissà.

È da un po’ che voglio postare un brano… 🤗 ma l’ho sempre tenuto da conto, senza una vera ragione. Sono nuovamente qui con voi, dopo una giornata di silenzio legata a un bisogno mio di restare sola con i miei pensieri e la mia malmostositâ per la triste “ricorrenza”. Ho deciso di farvelo ascoltare adesso, senza nessuna titubanza. Non avrei potuto trovare un ritmo così coinvolgente come questo, se non avessi incontrato per caso a fine 2017 il cantautore romano Alessandro Mannarino. Io lo sento “dentro” questo ritmo colorato. Lo sento come un canto della buona sorte, nel mistero più totale. Musica come inno alla gioia del vivere fino all’ultimo, senza rimpianti e rimorsi. perché alla fine, si sa, “vivere” è la cosa più bella che possa capitare… a discapito della sorte puttana.

Ascoltatelo attentamente ma, più che le parole, ascoltate la musica nella sua completezza. Il fiato sfrontato della tromba che si intromette con quel fare ironico e un po’ beffardo, un ambiente di genuino folklore musicale rigorosamente italiano. Il tutto contaminato da note di un reggae che pare d’oltreoceano, ma non lo è. L’insieme è un esplosione sfavillante e divertente di colori musicali, inebrianti, caotici e molto molto fuori dalla logica.

Che sia un buongiorno miei cari, buona giornata a voi con allegria!

Ah, ricordatevi di questo mio pensiero:

“anche se il video guardandolo è in bianco e nero, poco importa! Qui si canta e si balla sprigionando una varietà di colori brillanti grazie al “raccontare” di Mannarino e alla sua musica, pari ad una manciata di lustrini luccicanti, lanciati in faccia al sole pieno dell’estate! “😉

Il brano “Arca di Noé” fa parte del suo quarto album studio dal titolo “Apriti Cielo” del gennaio 2017

9 commenti su “L’Astronave.

  1. Mamma mia che ritmo!!!
    Come al solito, chicche musicali…
    Buona serata
    Emanuele

    • Ciao Emanuele. Domani guardo le foto che hai postato con più attenzione, gli ho dato una guarda Tina così… Ma io devo guardarle con calma ciao e buona serata 😃

    • Ciao Silvia, la tua cara Sister è in viaggio verso nuove avventure e sono felice per lei. Come te so del resto.🙃🤗🤗

    • Non so se definirlo una fortuna o una sfortuna ma l’importante è esserci ed essere tutti insieme, poi vada come deve. Buon pomeriggio Eva 🙂

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