terra di mezzo

Vi lascio così…

Summertime” nasce dal genio musicale di George Gershwin.

Summertime è un’aria composta per l’opera Porgy and Bess del 1935, e il testo è di DuBose Heyward e Ira Gershwin. La canzone è un popolare standard jazz, ma ho letto che Gershwin cominciò a comporre la canzone nel dicembre 1933, nell’intento di creare uno spiritual nello stile della musica folk afroamericana del periodo. Ma ho letto anche che Alexis Kochan compositore e cantante Ucraino-Canadese, ha avanzato l’ipotesi che la melodia possa essere stata ispirata da una nenia di origine Ucraina. Comunque non è questa aria originale standard jazz che ho intenzione di lasciarvi per i saluti, ma una versione dal film – “American Pop”, un film di animazione del 1981 diretto da Ralph Bakshi che ho visto recentemente. Il brano all’interno del film è della band “Big Brother and the Holding Company” una band rock psichedelica hard rock , blues rock, di San Francisco del 1965, ma è più conosciuta come quella dalla quale si distaccò Janis Joplin, la cantante principale.

Ci sono innumerevoli cover di questo brano interpretato praticamente almeno una volta nella vita dai grandi della musica, ma questa…. questa è tutta un’altra cosa da sempre.

Cheap Thrills è il secondo album della Big Brother and the Holding Company registrato in studio con Janis Joplin alla voce, e pubblicato il 12 agosto 1968

A domani 💞

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Anima del Purgatorio musicale…

Spento.
Non hai mai brillato di luce propria

ma lo sforzo per riuscire a farlo

era incomiabile.

Adesso,

che hai perfezionato l’arte dell’accattonaggio

e dell’imbroglio,

devo ammettere a me stessa,

che ti sei definitivamente consumato.

Spento, freddo.

Si dice il peccato… Ma non il peccatore.

Due brani dell’ultimo album del settembre 2019 “Talviyö” della band finlandese “Sonata Arctica”

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L’Astronave.

Il 2017 è stato l’anno che ha cambiato tutta la mia vita. Un anno caratterizzato da perdite. Perdite emotive, affettive, sogni inceneriti improvvisamente nel mio inferno . Perdite di salute, nel vero senso della parola stessa. Perdita dell’equilibrio della speranza, del credere in qualcosa che davvero potesse essere destinato a me. Perdite. Solo perdite.

Comunque…

Tanti giri di parole però non portano da nessuna parte se dovessi mettermi a elencare adesso le sventure, le fatalità, le trame smagliate e gli abiti ricuciti in malo modo di quell’anno. Quindi ciò che davvero conta ormai è che a distanza di anni, ho capito che per salvarmi da tutto, ma veramente da tutto quell’inferno, in quel tempo dovevo per forza adeguarmi, non ribellarmi, e accettare a testa bassa il mio destino. Dovevo perdere davvero tutto. E così, alla fine ho iniziato ad immaginare di essere salita su un’astronave .Giorni e giorni di viaggio nell’universo buio e senza fondo. Ore di attesa sospesa senza gravità. Anni lunghi al rinchiuso, con nel cuore solo un lumicino flebile di speranza. La speranza di poter un giorno ricominciare nuovamente dal principio, da qualche parte dentro me, nel mistero più totale, senza sapere se andrà bene o male. E ancora viaggio sapete? Viaggio in attesa di un atterraggio in sicurezza, e di un lieto fine… chissà.

È da un po’ che voglio postare un brano… 🤗 ma l’ho sempre tenuto da conto, senza una vera ragione. Sono nuovamente qui con voi, dopo una giornata di silenzio legata a un bisogno mio di restare sola con i miei pensieri e la mia malmostositâ per la triste “ricorrenza”. Ho deciso di farvelo ascoltare adesso, senza nessuna titubanza. Non avrei potuto trovare un ritmo così coinvolgente come questo, se non avessi incontrato per caso a fine 2017 il cantautore romano Alessandro Mannarino. Io lo sento “dentro” questo ritmo colorato. Lo sento come un canto della buona sorte, nel mistero più totale. Musica come inno alla gioia del vivere fino all’ultimo, senza rimpianti e rimorsi. perché alla fine, si sa, “vivere” è la cosa più bella che possa capitare… a discapito della sorte puttana.

Ascoltatelo attentamente ma, più che le parole, ascoltate la musica nella sua completezza. Il fiato sfrontato della tromba che si intromette con quel fare ironico e un po’ beffardo, un ambiente di genuino folklore musicale rigorosamente italiano. Il tutto contaminato da note di un reggae che pare d’oltreoceano, ma non lo è. L’insieme è un esplosione sfavillante e divertente di colori musicali, inebrianti, caotici e molto molto fuori dalla logica.

Che sia un buongiorno miei cari, buona giornata a voi con allegria!

Ah, ricordatevi di questo mio pensiero:

“anche se il video guardandolo è in bianco e nero, poco importa! Qui si canta e si balla sprigionando una varietà di colori brillanti grazie al “raccontare” di Mannarino e alla sua musica, pari ad una manciata di lustrini luccicanti, lanciati in faccia al sole pieno dell’estate! “😉

Il brano “Arca di Noé” fa parte del suo quarto album studio dal titolo “Apriti Cielo” del gennaio 2017