Domani… domani no.

Mi manca, mi manca papà… Domani saranno 11 mesi che è assente nella mia vita. 11 mesi che vivo senza il pilastro a cui mi appoggiavo. 11 mesi in cui vivo senza la sua voce che mi chiama per nome dal corridoio. 11 mesi in cui tutto mi sembra così assurdo ancora, e ancora soffro. La foto è una “bella di notte”

un seme che ho portato via dalla Sicilia nel 2018… Un seme che ho ritrovato per caso nel taschino di una giacca estiva che avevo quando siamo partiti dal mare. Un seme che ho piantato quest’inverno in un vaso sul terrazzo senza alcuna aspettativa. Invece sta dando i suoi frutti. “Campanelle” dai variegati colori che si aprono nella penombra, regalandomi un profumo che mi inebria la mente. Voglio credere che sia mio padre che, trovando finalmente la forza é qui per abbracciarmi, consolarmi, per farmi capire che lui c’è sempre con me, e se anche non è presente fisicamente, questo non significa che lui se ne sia andato per sempre… 💞grazie papà.

Vi dico che ci vediamo martedì perché domani è un giorno tutto per me e papà.

Lascio una canzone di un gruppo che amo forse più di me stessa. La lascio perché voglio dedicarla a mio papà. Spero che la ascolti insieme a me e a voi, perché è la musica del mio cuore… che batte per lui .

Retrograde”, è una dolcissima ballata con chitarra acustica, su cui Eddie Vedder canta di non lasciarsi andare, e di cercare sempre di trovare il modo per far andare bene le cose. Il finale è un crescendo di strumentazione che coinvolge totalmente chi l’ascolta . 💖 a martedì.

Prodotto da Josh Evans e dai Pearl Jam, dall’ultimo album , “Gigaton” E voi sapete vero, quanto Eddie si attivi, per la salvaguardia del nostro pianeta..

17 commenti su “Domani… domani no.

  1. E’ martedì, Cate, e come sempre il mio cronico ritardo, ieri non ti ho dedicato il pensiero che avrei voluto. Se non ti mancasse tanto, non sarebbe stato il papà che è stato, duro da dire ma è così.

    • Non importa Paola quello che conta è sapere anche a debita distanza che ci sono persone come te che mi abbracciano. In ogni caso ho notato, che mi hai raggiunta finalmente parlo del blog un abbraccione 🙂

    • Non ho parole… incredibile i fatti della vita come si incastrino quando “devono”. Una ferita ancora che sanguina per me.. per te forse una cicatrice che non sparirà mai. A volte i nostri cari usano quello che di più semplice e spontaneo c’è in questo nostro mondo per dirci che cambiano forma… ma sono sempre loro e sempre presenti. So di non essere l’unica ad aver perso il padre e anche in un modo così fulminante da non rendermene ancora conto… ma il tuo arrivo Enza … mi ha dato un po’ più di sollievo. Grazie 🙏 grazie davvero.

      • Hai ragione, le cose più semplici ci parlano di loro, quelle silenziose eppure così comunicative: il vento, le nuvole… i fiori. Sentire che continuano a essere con noi è l’unico modo per sopravvivere a una perdita. È bello pensare che cambino forma, come dici tu!
        Condividere il dolore spesso aiuta, perché aiuta a non sentirsi soli. Per quanto ogni vita, ogni storia, ogni perdita siano diverse, qualcuno ha vissuto il nostro stesso dolore e anche se questo non lo cambia e non ne modifica l’intensità, ci aiuta ad affrontarlo, a portarlo, a viverlo. Grazie a te per questa sentita condivisione! ❤️

      • Tu pensa che ignoravo anche, che questo blog alla fine è una sorta di terapia per me, perché scrivo, scrivo tutto e poi mi rileggo. A volte mi scopro anche a piangere delle cose scritte da me sulle cose scritte da me. Ora da te nella presentazione, ho letto le tue parole sul fatto di scrivere e rileggere e ho sorriso . Io ignoravo che stessi facendo qualcosa di giusto per me è il mio stato. Mi rileggo e piango. Piango alla fine per me ed è come una grande liberazione. Ma poi ricomincio … Sai, a volte mi sento come se stessi su una giostra che non si ferma mai. Grazie ma… a te ❣️

      • È una giostra che per istinto continua a girare, e tu girando impari anche a vedere le cose da diverse prospettive.
        È bello scrivere, rileggersi e piangere, è estremamente terapeutico, hai ragione. Liberatoria è anche la presa improvvisa di coscienza che ti stai prendendo cura di te attraverso la scrittura!
        Un forte abbraccio 😊❤️

      • Un po’ maldestra ma ci provo a prendermi cura di me. ☺️. Buondì Enza.

  2. ascolto spesso Giganton e questo (che sto riascoltando) è il brano che più mi piace. 😉
    buona nanna, Cate… à martedì

    (quelle assenze sempre presenti più di ogni altra… ti lascio un abbraccio)

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