terra di mezzo

Buona serata con “It Gets the Worst at Night” – Lucero.

~Sono di nuovo in viaggio
Per trovare un po ‘di pace
Qualche vecchia strada sterrata
solo Dio lo sa, Non c’è niente per me.

Perché so che non sei sveglio pensando a me. Preferirei guidare tutta la notte per perdermi completamente quando sorge il sole~

Ho preso la parte più intima (per me) di questa canzone che amo, dei Lucero, perché ad essere sincera, nonostante sia passato tantissimo tempo, continuo a riflettermi dentro queste parole così malinconiche, ancora oggi. Ci sta un po’ di sentimentalismo nostalgico dai; ho dato un grande valore ad un pezzo del mio cammino…

Io vi auguro una buona serata un buon sabato e ci aggiorniamo domani. 🤗

É l’ultima traccia del loro primo album omonimo “ Lucero “ del 2001

It Gets the Worst at Night

It gets the worst at night
With nothing on my mind
But you
I’m thinking too damn much
I go ahead and get up
And put on my boots
So I can drive as far as I can get from youon my way out of town
I drive by your house
Two times
It don’t do me no good
I didn’t think that it would
‘cause you’re not mine
You might have seen me but I kept on driving by
Gonna lose myself on some dark road tonight
‘cause there’s something ‘bout just laying down and taking all that pain
I’d rather drive all night, if it’s all the same
‘cause half a tank of gas will get me far enough
To be completely lost by the time the sun comes upand so it’s four a.m.
I’m on the road again
To find some peace
Some old gravel road
God only knows
There’s nothing for me
And there ain’t nothing left for me in tennessee
Because I know you’re not awake thinking of me
And there’s something ‘bout just laying down and taking all that pain
I’d rather drive all night if it’s all the same
‘cause half a tank of gas will get me far enough
To be completely lost by the time the sun comes upand there ain’t nothing left for me in tennessee
‘cause I know you’re not awake thinking of me.

terra di mezzo

“Charlie Parr” – semplicemente lui.

Charlie Parr è una mia piccola chicca affettiva. È un musicista blues country americano, esattamente del Minnesota, Se oggi suona così è grazie anche alla sua passione per Charlie Patton, il reverendo Gary Davis, ( ve ne ho già parlato! ) ma anche per Mississippi John Hurt. Lui “pizzica” e “accarezza” con le sue dita una chitarra a risonatore nazionale (una chitarra acustica che produce un suono più forte delle corde toccate, attraverso il ponte di uno o più coni metallici), un banjo senza schienale aperto, ( non ha il foro in poche parole), e una chitarra a dodici corde. Quando tocca questi strumenti lui crea un fluido etereo in stile blues “piemontese” 🤭 da far accapponare la pelle, ma anche smuovere le gambe! Sappiate che qui non centra la nostra bella regione Piemonte, ma invece quella nominata Piedmont, situata nella zona Est degli Stati Uniti 🤣 . Ecco, il Piedmont blues, è chiamato anche East Coast blues, perché ingloba stati come la Virginia, Nord e Sud Carolina e pure la Georgia. Ha molte influenze sonore country degli stati confinanti ma soprattutto è contaminato da un tipo di musica ritmica, per via del modo di suonare il pianoforte (“musica da ballo”), in uso a partire dalla fine dell’ultimo decennio del 1800. Questo modo di fare musica e ballare era molto in voga nei quartieri a luci rosse in città come, New Orleans e Saint Louis, e si chiama sempre, lo stile “Rag-time . Ma lo sapevate che il Ragtime ha contribuito alla formazione del Jazz???😉

E dopo la lezione di storia e musica … ( sto scherzandooooo)

Ascoltate questo live di Charlie Parr sul canale KEXP

E questo album “When the Devil Goes Blind” del 2010 tutto blues… poi mi dite eh?😉

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“Cummeddia”

Buongiorno a voi, avete dormito bene? Io si!

Questa mattina vi saluto musicalmente con qualcosa di “forte” che arriva dalla mia terra di origine : la Sicilia🤗

Quando i pensieri non sono i miei io lo dico sempre ! Ho letto da qualche parte in questi giorni…

la Sicilia terramadre di uomini e di dei.

La terra di Sicilia è magica ! È capace di attrarre e coinvolgere, ê affascinante e stuzzicante. Soprattutto è intrigante e intrallazzatrice e se le girano te le manda pure di corsa le maledizioni.

Sono di parte lo so, ma … io sono fatta anche di questa pasta quindi non si accettano repliche ! 🤣

E così il caro Cesare Basile ha deciso di raccontarla tutta la storia in un nuovo disco dal titolo “Cummeddia

Ora … io so cosa è la “Cummeddia”… una cometa che al suo passaggio porterebbe … sventura. E nel linguaggio moderno, e in questo disco, corrisponde anche a tutti gli abusi e alle sopraffazioni che spesso e volentieri ci elargisce il nostro Tempo. Onestamente è un disco dal linguaggio politico molto spinoso, ed è a dir poco crudo, sanguigno, sofferente e violento al tempo stesso. Spazia fra la musica tradizionale siciliana e un suono blues dal canto cupo del suo ideatore, con testi scritti in una lingua catanese molto “antica”, o come direbbe mio padre… “inturciunjata ni lu stommacu, tra li visciri ”😮

È un disco molto particolare, politico, che racconta nelle sue 11 tracce di sopraffazioni, di potere, dello Stato e di quello che è oggi il nostro mondo. Di abusi, di fame, di dolore e vendetta per le varie sorti o vissuti nella vita di molti. Ma alla fine ci si aggrappa sempre a quel filo della speranza…

Un disco difficile seppur coinvolgente e appassionante nel suo insieme. Mi sento di affidarvi a lui , Marco Sonaglia

che scrive su una rivista musicale in rete che spesso leggo.

“ IL Popolo Del Blues “

Ecco, questa rivista, o meglio Marco, lo ha recensito e presentato come merita… come “un gioiello prestigioso da ascoltare solo se si è davvero capaci di apprezzare una nudità musicale così prorompente.

Vi lascio l’album… lasciandovi un mio pensiero :

questo disco

respira” a pieni polmoni, l’aria malsana del nostro presente. Sentirlo dentro ognuno di noi, può solo aiutare a smuovere coscienze”

Questo disco lo dedico a mio padre.