“Us”, il passaggio nel tempo…

🤗Può accadere che , buona parte degli affezionati di Peter Gabriel, per quanto riguarda l’ascolto magari di un “brano” particolarmente toccante, preferiscano ascoltarlo e visualizzarlo nelle innumerevoli versioni live del tempo grazie anche agli innumerevoli canali video. Lo preferiscono così, con le scenografie , con gli spettacoli cangianti e imperdibili di luci, di colori…soprattutto quando il live è un opera, uno spettacolo teatrale.

Se devo dirla tutta… in ogni suo spettacolo, Peter può diventare davvero un momento affascinante , coinvolgente, come lo è da sempre “Secret Words” , tratto del suo album US.

Resto affezionata alla versione del brano Secret World, quella del 1992 quella che si trova nel disco. Quella
del 28 settembre… senza forse, ancora nella mente di Peter, un mega progetto di spettacolo da realizzare. Quel brano Secret World resta per me, nelle mani di Daniel Lanois e Peter Gabriel, senza coreografie, senza luci, senza colpi di scena teatrale, perché tutta l’essenza è nella musica e del canto.

Io ci credo. In quella registrazione c’è davvero tutta l’essenza genuina di Peter Gabriel … c’è tutta la poesia, che con certosino lavoro ha composto, con amore, verso dopo verso. C’è tutto l’estro, l’intuito, l’ingegno, di averla messa in musica con quella perfezione che già lo distingueva da tempo, e sempre lo distingue dal resto del mondo.

Us, come noi, come due persone che si amano.

Us nel senso di ‘noi tutti’, noi persone”.

Peter concepisce così “Us” il titolo del suo sesto album. Indipendentemente da come, da chi vengano anche interpretate, le canzoni sono tutte intense. Sanno scavare nel profondo, nel torbido, e riescono a sviscerare le emozioni negative, quelle più nascoste, segrete, che tendiamo sempre a sopprimere. Ma alla fine sono proprio “quelle” le emozioni che dobbiamo necessariamente affrontare per continuare a vivere.

Un album Us introspettivo, pieno di atmosfera…

Vi lascio ascoltare la pulsante canzone “Secret World” dall’album. Questa canzone rappresenta alla fine il percorso di introspezione che viene portato a compimento nei meandri di un mondo segreto e in tutta onestà io la preferisco…

“sentire”… immaginando… piuttosto che “ascoltare” vedendo.

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