UNDER THE SUN, ma…di domani 🤗

Senza troppa foga di annotare appunti nuovi sul mio diario dei giorni ancora da vivere,

A volte ritornano, i ticchettii del tempo trascorso. Sono solo echi , in lontananza.

C’è bisogno di posare la testa sul cuscino e riposare.

A domani 🤗

Sono gli ENCHANT – il loro album “TIME LOST” del 1997. Vi ho lasciato la terza traccia “UNDER THE SUN”

Un canto… dolce, accorato, vero..,

Il “suono” del mio cervello

Non ve l’ho mai fatto sentire vero? Quando mi incontro con qualcosa che musicalmente mi attrae?

Diciamo che all’incirca intona su una cadenza ipnotica… una cantilena in trance… tipo questa 🤣

Non sapete chi è cosa sono?

Naaaaaaaa😱 non sapete chi é Mike Morasky (chitarra e canto) e Dale Flattum (basso e canto)… quelli della band “Steel Pole Bath Tub” che presi da un guizzo folle di intuizioni sulle sperimentazioni sonore nel 1990 iniziano a collaborare anche ai Milk Cult del dj CC Nova. Per farla breve una sorta di ensemble elettronico di San Francisco che usa prevalentemente nastri e puo` esistere … e ribadisco “PUÓ ESISTERE”soltanto in studio.🙄

Subito a cercare filate!

La vita non è mai facile… se vi interessa attivatevi. !

Comunque questo brano dei Milk Cult – “Big King Frog” l’ho preso da un album fantastico del 1994

“Burn Or Bury” Ecco, ogni singolo pezzo è impregnato di eventi sonori, campionamenti, loop, rhythm box, canti trattati, frasi elettroniche che esprimono una fantasia compositiva tanto libera di galoppare senza freni quanto sarcastica. Qui non c’è posto per la sofisticazione, ma solo per l’irriverenza.

Vi ho detto pure troppo! 🤣

screenshot liberatorio live!

Vado perché finalmente mi hanno smanettate mani e slegato piedi con sto lookdown di dover.

Vado perché i live mi mancano come il pane e burro a merenda..

E vado perché non li conosco proprio e da quel che ho letto in giro… mi inciuciano un po’

Vi metto gli screen della mail che ho ricevuto ieri… ma veramente fra un pensiero e l’altro li ho messi si!!

.

E vi raccomando … mascherina in tinta per la serata… e ci son sempre le zanzare… non é che il virus le ha razziate eh! Il parco pullula!🤣

– I Don’t Belong –

Sono loro… le canzoni che trovano me. C’è sempre quel sottile filo di congiunzione astrale che si allenta e da modo un attimo di farmi dondolare fra miriadi di brani appesi e luccicanti finché non noto quello che più dà lustro al mio momento intimo. Funziona così per me: lo percepisco, lo vedo, lo sfioro, e improvvisamente emette tutta una serie di suoni e voci che riflettono il mio stato d’animo, la pulsione del momento che non sono capace di esprimere da sola.

Voi sapete che in queste pagine io esprimo la mia vita la cui cornice è sempre e solo la Musica, che per me non è soltanto musica ma è davvero “vita”. La giornata di ieri è stata abbastanza complicata e ho anche scritto cose a volte un po’ fuori dalla mia portata come la storia della mia ritrovata verginità o la malattia cardiaca di mia madre, e ammetto adesso,di non conoscere freni ma del resto che vita sarebbe, una vita fatta di soli freni, una vita dove devi sempre stare a controllare quello che dici e quello che fai o come ti muovi… per non avere magari guai all’orizzonte. Io non sono questo tipo di persona, accetto le mie pulsioni, i miei slanci, trasmetto le mie paure le mie gioie e accetto anche i rischi che tutto questo ne consegue come gli allontanamenti, le critiche gli imbarazzi … qualsiasi cosa.

Ho visto lui… mi ha trasmesso quello che non riesco ad esprimere… da giorni

“Questo brano rappresenta un rifiuto delle aspettative delle persone che si considerano leali nei tuoi confronti. Questo sentimento di non appartenenza può essere liberatorio in un certo senso, ma è anche solo e triste. Volevamo mostrare entrambi i lati di quel tipo di solitudine”.

Il pensiero che ho lasciato in grassetto, lo ha espresso il cantante Grian Chattan dei Fontaines D.C.

Direi che non sarei stata capace di dirlo, nemmeno a me stessa come mi sento “dentro” da giorni … se non avessi incontrato lui, questo brano.

“I Don Belton” è la traccia di apertura del secondo album in uscita il 31 di luglio della band di Dublino e A Hero’s Death” il titolo dell’album.

Le immagini del video sono tutte girate a Skerries, sulla costa orientale irlandese, da dove proviene il frontman Grian Chatten…

Nel mio mappamondo della mente … l’Irlanda è sempre una meta ambita per me …

Finestra… mezzanino.

Oggi…

oggi ho deciso di mantenere un basso profilo. Starò buon buonina, schiscia e distanziata, per osservare cosa mi si muove intorno. Oggi è meglio che lasci scorrere le immagini, i suoni, gli andamenti, i frammenti dei ricordi …

Vediamo un po’ se per caso scorgo…

Magari un po’ di candore accogliente, meglio è se famigliare, o quel ricordo sommerso ma sempre vivo… Oppure piccoli flash di una vecchia gita in un posto magico, o quei momenti passati con un po’ di felice incoscienza… 🤗

Buona giornata!

Questo brano che lascio, è tratto da un EP omonimo delle “Boygenius” . Sono tre splendide donne della scena indie d’oltre oceano…Scriviamolo come si deve che è meglio. Sono tre delle più giovani e promettenti star del folk alternativo americano… ecco! L’EP di sei tracce è il loro biglietto per il debutto nel mondo della musica a fine 2018! Cercate!!