Death Roots…country

Questo lato musicale di me non lo conoscete ancora e adesso ve lo presento perché oggi con questa storia di quella povera elefantessa e del suo piccolo, io ho veramente … ma veramente un diavolo per capello… Io mi sono sempre attivata nel tempo, per aiutare gli animali in difficoltà; mi sono messa sempre in prima linea per fare qualcosa al fine di migliorare i posti dove gli animali vengono tenuti nell’attesa che possono essere adottati, aiutati, salvati, curati, non schiaccio nemmeno le blatte! Le accompagno fuori di casa dolcemente con la scopa. Cerco di salvare qualsiasi cosa strisci, voli, nuoti o cammini… ma questa cosa veramente che é accaduta in India, mi sta facendo sentire incapace e impotente, perché non è alla mia portata purtroppo, e mi sento inutile, frustrata per non poter alla fine fare qualsiasi cosa per punire chi ha tanto osato.

Io sono una patita della Musica…

Alla fine mi fiondo dentro di lei e mi chiudo a riccio.

Questa è Musica che “Sento” quando sono nera d’animo

Lei è forgiata sulle colline del Kentucky e temperata tra le montagne del Colorado… l’ho adottata intorno la metà del 2018 e l’ho sempre tenuta per me. I momenti “no” li passo con lei. Ci sono altre band ma.., i Saddle of Southern Darkness, lì reputo i migliori in assoluto.

Scolpiscono nel mio cuore un percorso attraverso il mondo conosciuto del country, verso un suono tanto tenebroso… quanto vero.

Chi ha un trascorso metal come me va a cercare sempre quel genere anche all’interno della pura musica country . I fratelli Trent e Chase Williams sono stati capaci di arrivare a me dove sembrerebbe quasi impossibile farlo a volte. Ma si sa la musica non conosce limiti.

Il Metal dark country qui non c’è mai entrato. Oggi si, perché vi lascio un album..che è uscito il primo Novembre del 2015 omonimo… del gruppo. Ve li presento.

E vi presento le loro sonorità death , meglio dark country roots.

Disumanità oltre il limite dell’accettabile…

Mi domando a cosa servirebbe postare un articolo preso da qualche parte in rete, dove si annuncia la triste storia di un elefantessa che sta (stava ormai), per diventare madre, dopo un lunghissimo periodo di gestazione, una futura madre che porta in grembo il suo piccolo e che ha sempre messo davanti a tutto proteggendolo. Una madre che si è fidata di un gesto nobile, quale accettare del cibo offertole da umani. Una madre, con un figlio in grembo che ha accettato quel cibo succoso. Una madre che inghiotte un ananas offerto da un umano, che ha imbottito di petardi di cui lei non ne conosce nemmeno l’esistenza terrena. Offerto solo per il macabro piacere di vedere l’effetto che fa su un animale di quelle portata… Io mi domando a cosa serva adesso? A smuovere coscienze ? A porre definitivamente un punto sulle violenze gratuite che si compiono sugli animali innocenti? A fare giustizia mondiale prendendo questi elementi di basso rango, questa feccia umana indegna, per metterli nella stessa condizione di provare loro in prima persona quello che può arrivare a subire e a sopportare… un animale violentato così?.Sono convinta che nemmeno l’attuale covid-19, l’Ebola prima, e tutti quei microscopici e letali virus, batteri, riuscirebbero a far sparire una mentalità del genere, un umanità di questo genere che non si può nemmeno classificare umana. Ma a cosa servirebbe postare una storia del genere ? A smuovere veramente le coscienze? A far cambiare le cose finalmente? Io sono amareggiata, disillusa da questo popolo di cui io ne faccio parte, che nemmeno una pandemia, ancora una volta è riuscita ad insegnare qualcosa di civile. Ci si uccide fra umani? Un gran bel gioco alla pari, macabro ma pur sempre alla pari. Ma umani e animali non hanno stesse parità. L’umano uccide per il macabro gusto di uccidere… L’animale uccide per difesa, per fame, non per il macabro gusto di uccidere . Io sono esacerbata, sono chiusa nel mio disdegno verso l’universo umano. Sono chiusa sofferente nella mia rabbia causata dall’Onnipotenza umana che ancora non si riesce a far vacillare… almeno . Chiusa nel mio dolore personale, perché veramente non c’è un limite alla nefandezza umana, a questa spazzatura umana, ancora in giro ! Io non posto niente, questa notizia non me la sento di postarla. mi dispiace…😔

Dunque dunque…🤔

Ho notato che invece di mirare alla mia innata vena poetica Leopardiana… “cotanta” (uno sforzo disumano mio😡)…

Siete tutti andati a strafogarvi sulle mie ciliegie!😂😂😂😂

Nessuna pietà per chi è allergica!

Mó vi metto in riga io. Siiii vendetta, tremenda vendetta…(Verdiana! Alla Rigoletto!!)

Imparatela a memoria che vi interrogo dopo pranzo!!!!!😎

“Il passero solitario“

 D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

😡… 🤣🤣🤣🤣

Un cicinino di golosità…proprio un cicinin eh!😉

Non ho saputo dire di no a “cotanta”( si noti lo stile Leopardiano😬) bellezza di sostanza, non sol visiva, ma da godereccia papilla gustativa …🙄

Ho esagerato?

Si!

E me ne faccio un vanto!

Del resto si va d’accordo, van via veloci, e seppur una tiri l’altra… sopporterò volentieri degli altri il mal di panza.🙄🤭😂😂😂

Sono allergica azzo 😡! Mannaggialastoriamalvissuta!

Ma son felice che almeno i miei cari si strafoghino. Dal frutteto piacentino, grazie al mio vicino… sono il risultato dei confini regionali abbattuti. 🍒

Abbraccio mattutino

Eccomi qui presente, raro che manchi ad un incontro . Solo i guai mi possono tenere lontana da qui ormai. É “casa” per me. Il mio piccolo mondo che apro solo a pochi cari, a chi capisce e apprezza il mio semplice linguaggio musicale, il mio modo di essere, il mio esprimermi fra paturnie, guizzi di pensieri felici, oppure attorcigliati. Insomma… me, e l’atra parte di me che si sente libera.

La visuale è ancora in bianco e nero ma la musica no… quella è piena di colori tenui che daranno nuova luce seppur fievole al mio mattino e spero anche al vostro.

Lui è Neil Halstead, un cantautore inglese di grande potenzialità. Il brano è tratto dal suo album “Palindrome Hunches” del 2012, un album che rimanda alla tradizione folk inglese che ricorda molto un Nick Drake da giovane, per intenderci. 🤗

Questo è il suo sito NEIL