terra di mezzo

28 giugno 2020

Vi auguro una buona domenica. Sto attraversando un periodo orribile, snervante, frustrante, ma so che siete abituati alle mie fughe, alle mie sparizioni… non so quando ritorno, il mio animo deve tornare più sereno, con quell’entusiasmo incontenibile per la musica, per poter raccontare le mie tiritere giornaliere della vita che mi trascorre accanto. In questo momento ho un sacco di casini, preoccupazioni da sbrogliare che riguardano la mia famiglia, la salute di mia madre soprattutto. Non ho testa. Sono in una forte fase depressiva ma non posso permettermi di crollare più di quanto già non abbia fatto. Quello che mi sento col cuore di dirvi è che vi auguro una buona domenica, buona per voi almeno.

I Bad Company sono un supergruppo hard rock britannico, formato nel 1974 da Paul Rodgers e Simon Kirke ex componenti dei Free, con Mick Ralphs ex dei Mott the Hoople, e da Boz Burrell ex dei King Crimson.

Il brano è tratto dall’album omonimo Bad Company del 1974

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Sono qua.👋

Progetti familiari, scirocco stancante, tra ieri e oggi due giornate impegnative. Il cielo è di un azzurro brillante mai visto prima ad occhio nudo qua, se non in cartolina, visto?

Seguo mamma come un segugio. È già la seconda micro sincope che le arriva e passa… quella stenosi valvolare aortica inizia a dare davvero problemi. Onestamente per ora si segue una dieta totalmente iposodica, e si va avanti con passi molto lenti. A 86 anni pieni non é che ti operano … così come se nulla fosse, diventa un doppio rischio fra diabete e circolazione periferica …. 😔 Ho già perso papà… 10 mesi ieri. Non scherziamo cavolo. ci vediamo domani. Vi lascio a loro … e ad un pezzo del loro album

“Let It Bleed” del 1969. Un album blues, country hard rock.

È un brano che rispecchia il mio attuale status vivendi temporale. “You Can’t Always Get What You Want”

Ovvero… “”Non puoi sempre ottenere quello che vuoi”” ( mia cara Cate…😬)

A domani. 🤗

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Roberta Joan Anderson

Clouds” è un album folk che rivela la bravura di Joni Mitchell non solo come cantante, ma anche l’espressione del suo talento naturale nel comporre canzoni delicate, senza tempo. In questo album Joni viene affiancata dalla chitarra acustica e col contributo di Stephen Stills al basso, ci si rende conto ascoltandolo, di avere di fronte uno dei suoi dischi più intimi, eterei e ispirati .

L’album è del 1969.