Pensiero attorcigliato

La premessa: quanto segue in corsivo è il frutto di una realtà che ho toccato con mano, nei confronti di qualcuno che non vive più qui. A me dispiace sempre quando una persona che conosco, alla fine se ne va da questa mia città. Ci vuole coraggio per resistere in una città come la mia, da soli, in compagnia, e con tutti rischi, con tutti gli azzardi, con tutte le incertezze che spesso offre, ma anche con tutti quei benefici possibili, con le opportunità e le sicurezze, che sa dare a chi davvero la vuole.

“Restare in questa città. Avrebbe significato aver dato un valore al tempo trascorso. Un passato fatto di tempo, vestito con lo stesso abito, con lo stesso fine, circondato dagli stessi sogni comuni.

I giorni non più dei buoni giorni passati qui, fra palazzi di cemento, odori acri di asfalto appena steso, con un cielo spesso dello stesso color del piombo, fra panchine vuote consumate, sono stati giorni da reinventare.

Questa città è una gran puttana, si sa da sempre. Alla fine di un percorso è capace di dare ancora tutto, senza freni, diventando poi all’occorrenza, assai spietata, denudando perfino di quegli abiti che si è portati addosso, quando si è deciso di sfidarla.

Questa città é una continua lotta col tuo essere. Insegna a restare in equilibrio camminando sulle guglie del suo Duomo, ma solo se sei in grado di resistere, davanti al rischio di cadere nel vuoto, senza una rete protettiva.

Questa città é per chi ci crede davvero, a discapito dei sogni disegnati spesso con mano incerta e poi cancellati con frettolosa incertezza.”

6 pensieri su “Pensiero attorcigliato

    1. Si vede allora che sono riuscita a sbrogliarmelo bene perché in realtà era un rimuginare continuo e anche un po’ velato di tristezza…

    1. Ed è plausibile, a volte è davvero ingestibile … incomprensibile e maledettamente irreprensibile 🙄🙄🙄🙄 oddio…. 😂😂😂😂😂😂

I commenti sono chiusi.