Siriema 🦅

Ho passato buona parte del mio pomeriggio circondata dalla sua musica , lui Hamilton de Holanda, compositore, musicista, mandolinista brasiliano con la passione del saper miscelare con fare virtuoso, la musica “Choro” (vedi nota a margine), col Jazz contemporaneo.

Il suo 38esimo album Harmonize

è disponibile in tutte le piattaforme, dal 10 di maggio.

Ho passato buona parte del mio tempo a sistemar piano le piume arruffate della mia mente con lui e i suoi piccoli capolavori musicali.

A proposito della musica, Hamilton spiega per quanto riguarda il brano che vi lascio qui in ascolto Canto da Siriema:

“Solo il buon rapporto con la natura e la comprensione che è sovrana e generosa mi fanno stare bene. Siriema è un uccello del cerrado, dove ho vissuto buona parte della mia vita con i miei genitori e mio fratello. Qui rappresenta molti altri uccelli, come il parrocchetto reale, il jaó, il mughetto, il canarino, il jacu, l’uirapuru, il curió, il juriti, il falco, il tuiuiu e l’avvoltoio, tra gli altri. Adoro due caratteristiche fondamentali degli uccelli: il canto e la libertà di volare. “

Fa di un bene …

CHORO : (Lo Choro ([ˈʃoɾu], pronuncia figurata: scióru, termine portoghese che significa lamento o pianto), popolarmente chiamato chorinho, è la struttura portante della  musica strumentale tradizionale brasiliana)

Un nodo stretto alla gola.

Mi sento come un proiettile sparato ad altissima velocità, con una traiettoria ben segnata e ben predisposto a colpire qualcosa, che sta in fondo ad un organo invisibile per molti ma non per me. Si, un proiettile dalla punta argentata che deve arrivare dritto al mio cuore e spaccarlo. Perché? Ma per tutto quello che mi sta capitando da tempo intorno. Questa è una ennesima giornata da prendere con le pinze, non sta andando niente per il verso giusto, anzi va anche peggio di come pensavo. Chi mi conosce sa quale è la ragione di questo stato di malessere disarmante. Uno stato legato alla mia irreversibile impotenza, davanti ad attacchi incomprensibili sempre più legati alle compulsioni ossessive di mio figlio. Accendo la musica tiro le tende, vorrei urlare, buttarmi giù dal piano in cui abito. Già mi vedo bella fracassata e senza vita da basso. Già vedo la piccola folla che mi circonda pure non curante delle norme di distanziamento sociale. E sento anche i brusii … “ poverina, alla fine non ha retto LEI”. Troppo facile vero? Un bel lancio e tutto finisce, finisce la sofferenza, il dolore, la follia di andare avanti per questa strada che porta solo tutti a stare peggio nella mia casa. E invece cosa faccio? Apro davvero tutte le finestre, impreco iddio, maledico il giorno in cui tutto è iniziato… tento in tutti modi di inghiottire il boccone amaro e di non piangere, e accendo la musica. Unica ancora di salvezza pensate voi? No, è solo la mia stancante follia che cerca un riparo perché se no impazzisco davvero. E mi domando : “ma io che alternative ho? Fuggire da una realtà che mi sta stretta?”

Impossibile da farsi, ho una coscienza, io non scappo davanti all’impossibile. Sono una madre, le madri non scappano, si rimboccano le maniche e tirano su lo schifo come se nulla fosse.

E per quanto faccia ogni giorno, è come se non riuscissi mai a farlo bene, e mi sento sempre più impotente. Incapace . Inutile.

Una macchia d’olio da eliminare …

Come mi sento adesso? Mi sento come un cane che si morde la coda, che continua a girare su se stesso senza freno, e che non giunge da nessuna parte. Forse ho bisogno di una benedizione, forse ho bisogno di un esorcismo, o forse ho bisogno… e non so come chiedere.

Tutto prima o poi viene fuori …

Già, così dicono gli esperti in materia. Qualunque cosa tu faccia, alla luce del sole o nascosta, primo poi deve venir fuori. Io ho passato buona parte della mattinata a pulire verdure fresche, avevo in mente un minestrone …

Sapete, c’è questa canzone di Noel Gallagher’s High Flying Birds

“ Come On Outside “

che fa giusto a caso, della mia rivoluzione pratico mentale. So per certo che alla fine, tutto il mio laborioso operato… verrà fuori, a discapito di contrattempi, blocchi fisici e asperità. Io mi sono impegnata.

A volte ritornano … e quasi te lo aspetti. 😇

C’era qualcosa nell’aria ma non mi era molto chiaro. Invece adesso, girando un po’ per la rete sono riuscita a collegare informazione un po’ strampalate e realtà prossime. E così il 7 agosto prossimo verrà pubblicato il primo album postumo di Jason Molina, che ha lasciato questa terra per problemi di salute legati ad un uso eccessivo di alcol. Beh 10 anni di alcol non sono una passeggiata salutare! Morire a 39 anni non è cosa! Era il 16 marzo del 2013 quando da Indianapolis ha preso la via del “indietro in si torna” 🤨 Che sciocco, mi ha sempre preso lo stomaco con le sue canzoni un po’ indie, un po’ country con quell’aria da statunitense pieno di problemi esistenziali . Sciocco! Lo ripeterò fino alla fine dei giorni !

Due anni a Londra, passati circa 14 anni fa e il titolo nuovo del “postumo” è tutto, come dire di fattura londinese. “Eight Gates” si chiama così ! C’entrano, da quel che ho letto, i sette ingressi della vecchia Londra, ma la “leggenda” metropolitana, che tanto mi puzza davvero di leggenda, è che questo album è stato registrato mentre il musicista era in convalescenza in quel tempo fra il 2006 e il 2008, a causa di un velenifero morso ricevuto da un ragno rarissimo. Ah non dico altro. Informatevi se avete curiosità da elargire!😇

Facciamo che iniziamo questa giornata ascoltando un brano del compianto, nell’attesa di capire cosa ci troveremo di completo, complesso, e magari inverosimilmente easy, fra sussurri , fine delle missioni, vecchie preoccupazioni, il bivio, il vuoto e il fuoco sulle rotaie? Vediamo ad agosto! 😚 Eccerto è, che un ragno a volte ci azzecca! 😇 (Eeehhhh, si vede proprio che ancora un po’ con lui io me la tengo segnata al dito…)

Buona giornaaaaataaaaa!!